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18/08/2008

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ITINERARI PER VERI TURISTI (5)

Clicca per Ingrandire E come lasciare fuori dai nostri itinerari la visita della rignanese Grotta Paglicci (l’ingresso nella foto del titolo), uno dei più importanti siti paleolitici d'Europa? In quarant'anni di scavi effettuati dall'Università degli studi di Siena ha restituito oltre 45mila reperti, databili tra i 500mila e gli 11mila anni da oggi, delle ere geologiche risalenti al paleolitico inferiore, medio e superiore. Tantissime le testimonianze artistiche, quasi tutte riferibili al terzo periodo e alla cultura di Cro-Magnon. Due le sepolture intere rinvenute, di un giovinetto di 11-12 anni (24mila anni fa) e di una ragazza di 18-20 anni (23mila anni fa).

Grotta Paglicci è un tesoro d’immensa ricchezza. E’ posto esattamente a metà strada fra due ambienti assai diversi: in basso la piana infuocata del Tavoliere (foto 1 sotto, in una bella veduta aerea di Rignano; ndr), che per lunghi periodi ha dovuto offrire steppe o praterie poco arborate, e in alto la montagna coi suoi dirupi rocciosi, che dal primo gradone calcareo (100-150 metri sul livello del mare), raggiunge in breve tempo i 590-600 metri di altezza. Macchie e piccoli boschi, tuttavia, dovevano intervallarsi, soprattutto nei periodi più temperati e umidi, lungo le vallate e i rivoli di ruscelli e fiumi che si addensavano in pianura.

Per questo, l'uomo di Paglicci doveva usufruire di una flora e di una selvaggina ricca e variata. La riserva idrica, invece, doveva essere costituita probabilmente da una sorta di cisterna naturale, rappresentata da una grossa cavità comunicante con Paglicci, detta “Grotta dei Pilastri” (foto 2 e 5), nota anche per le sue mastodontiche e stupende stalattiti e stalagmiti, che la rendono certamente una delle più belle d'Italia. Ecco perché, probabilmente, da 200mila a 10mila anni fa la grotta è stata ininterrottamente abitata dall'uomo preistorico (solo in brevi periodi è stata frequentata esclusivamente da animali). La parte più antica è comunque rappresentata dal riparo esterno: qui si pensa di tornare indietro nel tempo fino a 350-500mila anni fa.

Dal 1961 a oggi, sono stati portati alla luce oltre 40mila reperti, tra i quali numerosi strumenti litici, scheletri umani interi e parziali, oggetti d'arte mobiliare, dipinti parietali di cavalli (due piccoli e uno grande, quest'ultimo ormai quasi scomparso [foto 3, che al naturale era in verticale]; in più, una zampa di cavallo che doveva far parte di un dipinto più grande realizzata sulla volta dell'attuale atrio della Grotta), impronte di mano (in positivo e in negativo), focolari, resti di animali e altro. In paese da tempo si attende la realizzazione di un vero e proprio Museo che porti finalmente a Rignano buona parte dei reperti e soprattutto quel flusso turistico da sempre sognato.

Attualmente gli scavi sono condotti da una équipe di esperti dell'Università di Siena, capitanata dalla prof.ssa Anna Maria Ronchitelli. Nel territorio di Rignano, oltre a Grotta Paglicci, ci sono tantissime altre aree di interesse archeologico. Quelle più importanti sono: Grotta Spagnoli, Grotta Trappeto, Grotta dei Miracoli, Dolmen megalitico della Madre di Cristo, Villaggio neolitico di Villanova, Tombe romane di Pescorosso, Valle Palombara e altre.

Angelo Del Vecchio


COME ARRIVARE – Grotta Paglicci sorge a circa sei chilometri da Rignano, nella valle di Settepente, a 100 metri sul livello del mare Infolink - http://www.paglicci.net/

PS – Ultimamente s’è notato il distacco di una parte della parete esterna della grotta (foto 4), che rischia di cadere da un momento all'altro. La messa in sicurezza del sito paleolitico, già sollevata tempo fa dalla Ronchitelli, si rende necessaria per salvaguardare la struttura e garantire l'incolumità degli archeologi.



Per un maggiore approfondimento clicca su VIDEO della SETTIMANA

 Interviste audio-video agli archeologi Arturo Palma Di Cesnola e Franco Mezzena

 

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