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11/08/2008

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DISSESTI IDROGEOLOGICI: CHE FARE?

Clicca per Ingrandire Temono di perdere case e sacrifici di anni, più dell’erosione e del mare che fagocita il sottosuolo hanno paura della capacità dell’uomo di perdersi nei meandri della burocrazia ritardando lavori d’urgenza e dilapidando i fondi già in cassaforte. Basta questo piccolo biglietto da visita per dire che a Lesina Marina sono incavolati neri. Puntano il dito contro il sindaco Giovanni Schiavone, che ha voluto mettere al corrente tutti dell’evolversi della situazione, e riservano anche una selva di fischi all’on. Angelo Cera (Udc) nel momento in cui il parlamentare cerca di difendere l’operato della giunta locale.

È il resoconto dell’altra sera, quando più di mille persone hanno affollato l’assemblea pubblica voluta dal primo cittadino per fare chiarezza sulle tante voci e interpretazioni date alla vicenda, non ultima quella che si tratti di un problema inesistente. Oltre a Schiavone e Cera, erano presenti i consiglieri regionali Francesco Damone, Dino Marino, Roberto Ruocco e Giammario Zaccagnino, il consigliere provinciale Emilio Gaeta nonché gli assessori locali e il dirigente al settore urbanistica Raffaele Bramante.

Il Comitato “Salviamo Lesina Marina”, guidato da Nazario D’Angelo e sostenuto da circa 1.500 adesioni, coadiuverà la giunta nel lavoro futuro, a cominciare dalle supervisioni sui lavori. La priorità numero uno resta il canale Acquarotta dai cui argini l’acqua penetra nel sottosuolo del villaggio sciogliendo le rocce gessose, che dovrà essere risanato almeno per 300 degli 800 metri a rischio infiltrazione (a settembre potrebbero partire i primi lavori per 3 milioni e 400mila euro). Ma anche una proroga al termine di 20 giorni concessi per evitare lo sgombero di almeno 300 case se i proprietari non presenteranno idonea documentazione tecnica (se non ricordiamo male, a spese loro; ndr).

Momento di confronto molto importante, con notizie che hanno di certo aiutato a fare luce su alcuni aspetti della vicenda che avrà anche colpe nei tempi lunghi dell’attuale giunta ma che affonda le sue responsabilità nel passato. Poco importa se tra i tanti interventi c’è anche chi critica il catastrofismo e poi, dopo pochi secondi, parla anch’egli di situazione critica e paura, poco importa se resta confermato l’allarme per centinai di case e condomini. Fatto sta che, come preannunciato da Damone, la giunta regionale ha deliberato lo stanziamento di altri 400mila euro per diagnosticare i mali del sottosuolo. Soldi comunque non utilizzabili per le diagnosi delle strutture private come invocato dal Comitato, che ha anche auspicato l’utilizzo delle somme ricavate dall’Ici. «Questa forse è la strada più celere da percorrere -aggiunge il consigliere regionale Marino - senza dimenticare le responsabilità dell’Amministrazione municipale nell’aver ritardato l’inzio dei primi interventi».

Non sono mancati momenti di tensione, figli dell’esasperazione e anche della disinformazione (in tanti credono che il problema sia stato sollevato ad arte per attirare fondi) ma anche dalla lentezza delle procedure (su tutti il parroco don Matteo Trinetta). E forse non sarebbe male che in Comune venisse insediata una task force che vada oltre i tre impiegati attualmente in forza.

Antonio D'Amico

 newsgargano

 

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