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29/11/2016

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DALLE MACERIE UN PRESEPE

Clicca per Ingrandire Rocco Michele Panella, artista rodiano, realizza su suggerimento del parroco don Michele Pio Cardone un presepe artistico per la Parrocchia Chiesa Madre San Nicola di Mira in Rodi Garganico (foto del titolo, ndr) in ricordo delle vittime di Amatrice e del terremoto che ha colpito tutto il Centro Italia. La particolarità di questo presepe e che è stato creato con alcuni pezzi delle case crollate ad Amatrice donati al parroco da una sua amica, che viene in estate a trascorrere le vacanze a Rodi Garganico e purtroppo ha perso la casa, quella dei genitori e dei nonni nel terremoto del 24 agosto. Nel Presepe di Panella (foto 1 sotto) viene rappresentata anche la visita che Papa Francesco ha fatto ai terremotati (foto 2). La costruzione è stata eseguita esclusivamente lavorando il legno d’ulivo, creando in ogni pezzo paesaggi differenti.

Tutti i componenti del Presepe sono stati realizzati a mano (mattoni, tegole e altri oggetti in miniatura). La novità di quest’anno è, come si scriveva, l’utilizzo di alcuni pezzi delle case crollate ad Amatrice. Un presepe per chiedere a Gesù Bambino il dono della speranza, per chi è caduto, per chi si sente sommerso, per chi ha paura, per chi semplicemente arranca giorno dopo giorno, per chi sa dove andare e desidera arrivarci, per chi non ha più una casa. Un presepe particolare per ricordare a noi che la vita è nelle mani di Dio e non dimenticare la tragedia dei terremotati. Un presepe realizzato per non dimenticare le vite spezzate di chi non ce l’ha fatta a resistere al sisma, ricordare che anche Gesù Bambino quando è nato non aveva una casa e vedere in questi giorni di Natale che Lui ha voluto soffrire come noi fino a spezzarsi, fino al dono supremo. Nel Presepe viene rappresentata anche la visita che Papa Francesco ha fatto ai terremotati.

Se pensiamo alle origini del presepe il nostro primo pensiero va a quella lontana notte del 1223 in cui San Francesco d'Assisi volle rappresentare la nascita di Gesù Bambino, riproponendo ai fedeli riuniti per ascoltare la sua parola, la scena della grotta di Betlemme, in una piccola chiesetta a Greccio. Fu il primo presepe vivente e la tradizione si è ripetuta nei secoli arrivando fino ai giorni nostri: numerosissime sono infatti in Italia e nel mondo le rievocazioni della Notte Santa. La raffigurazione della Natività ha però origini ben più antiche, infatti i primi cristiani usavano dipingere o scolpire le scene della nascita di Cristo nei loro punti di incontro (ad esempio le Catacombe romane) poi, quando il Cristianesimo poté essere professato fuori dalla clandestinità, tale usanza continuò e scene con Giuseppe, Maria e il Bambino andarono ad arricchire le pareti delle prime chiese. Si trattava di affreschi, rilievi e graffiti. Per vedere le prime statue dobbiamo attendere la fine del 1200 e per lungo tempo tale tradizione è rimasta prerogativa delle chiese e delle comunità religiose.

Perchè le statue vengano prodotte in scale più piccole e conoscano la propria diffusione in tutte le case bisogna attendere il 1700. È Napoli (allora facente parte dei domini borbonici e al centro di fitti scambi commerciali con Spagna e resto d'Europa) a essere considerata la culla della diffusione dell'attuale presepio. Il tradizionale presepe napoletano era ed è costituito da statuine con un'anima in ferro imbottita, la testa in terracotta e i vestiti in stoffa. Prendendo spunto e ispirazione da qui dunque, ogni popolo, ogni artista hanno utilizzato i materiali più disparati, più congeniali o più facilmente reperibili. Basti pensare che nella stessa Italia incontriamo tante tipologie di presepe: da quello napoletano alla cartapesta leccese, alla terracotta in altre zone della Puglia, alla cartapesta e al gesso della Toscana, al legno del Trentino solo per citarne alcune. Per non parlare poi dell'ambientazione che solitamente rispecchia il territorio e la cultura di chi li realizza, o meglio un mix tra questo e quanto si legge nei Vangeli, soprattutto nei cosiddetti vangeli apocrifi.

Per intuire l'importanza dell'ambientazione e della scenografia è sufficiente guardare in ogni casa, in ogni presepe, la trasformazione che ha interessato la rappresentazione della nascita del Bambin Gesù. La rappresentazione della Natività del Presepe dedicato alle vittime del Terremoto del Centro Italia è quella classica, con la grotta, i pastori, la Madonna e San Giuseppe che stanno vicino al Bambinello. Sono presenti nel Presepe una serie infinita di personaggi e figure: pastori, zampognari, commercianti, e venditrici, viandanti. Ma la cosa che lo rende bello e affascinante è l'insieme di personaggi con il proprio significato. Da non dimenticare la fase della progettazione e della costruzione. Il parroco don Michele Pio Cardone è fiero del lavoro svolto ed è pronto a far vedere questa vera e propria opera d'arte a tutti i fedeli. Il Presepe sarà possibile visitarlo nella Parrocchia Chiesa Madre San Nicola di Mira dal 4 dicembre al 2 febbraio 2017 tutte le mattine dalle 8,30 alle 12,30 e i pomeriggi dalle 16 alle 19.

Concetta Padalino


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