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26/07/2016

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POESIA x (e di) TUTTI: CHI È DI SCENA? Osvaldo Calcaterra

Clicca per Ingrandire Oggi è di scena Osvaldo Calcaterra, lucano della provincia di Potenza. “Seguo il vostro giornale da vario tempo e ho apprezzato subito la Vs. scelta di istituire una rubrica poetica” confessa. Lavora nel settore informatico e “come una sorta di lavaggio del cervello - spiega - quando sono lontano da pc e terminali vari do sfogo ai miei sentimenti più nascosti scrivendo quanto il cuore (veramente tutto il corpo) mi suggerisce”. Single per scelta, ama la ‘donna’ nella sua totalità e, aggiunge, “istituirei la pena di morte per tutti coloro che le fanno del male”. Ci dissociamo dalla soluzione proposta per evitare il cosiddetto ‘femminicidio’ - piaga del nostro tempo attuale - ma comprendiamo la sua sofferenza quando sente “notizie di questo genere” e vorrebbe trovarsene “uno davanti” per … (omissis).



PRIMIZIA

calda
come acqua di mare
alla fine del giorno
calda
come petalo di rosa
in mano a un bambino
calda
quando sul collo marchi
labbra tue bramose e piene

calda… calda… calda

sconcertanti languori
inebetiscono menti
parvenze di dolori
a fitte lancinanti
scuotono muscoli
e tu calda rimani
e morbida ti struggi
quando solletico
il fianco tuo protervo
e le carni avvilite
da desiderio immane
premi su corpo mio

alone di fantastico gaudìo
si stampa su pieghe lisce
di tuo volto implorante
da dilatati pori sprizzante
energie di grande passione

mi stringi in delirio
sul collo le braccia
e affondi le dita
fra miei capelli e nuca
tu scopri con polpastrelli lenti
mentr’io e te cerchiamo
con violenza le bocche

t’accoglierò e primizia sarai
m’accoglierai e primizia sarà


IL COMMENTO DI VINCENZO CAMPOBASSO = Si svolge come un sogno, un progetto, un programma, questa “Primizia” di Osvaldo Calcaterra. E ne vive i momenti, come fotogrammi di un film, come scene che realmente stia vivendo: “calda / come acqua di mare / calda / come petalo di rosa [che, fresca sul cespuglio, è calda] / in mano a un bambino [ma qui non v’è dubbio che sia il fanciullo, che gli vive dentro, che s’innamora della donna matura] / calda / come quando sul collo marchi [come una cagna che stia segnando il terreno] / labbra tue bramose e piene // calda… calda… calda”, tanto da farne avvertire l’intensità anche al lettore. L’anelito è quello del coronamento di questo pensiero che assilla il poeta e si condensa tutto nei due versi finali: “t’accoglierò e primizia sarai / m’accoglierai e primizia sarà”.

C’è un misto di sofferenza struggente e di piacere quasi morboso, suggerito con versi che sembrano penetranti chiodi (“parvenze di dolori /… fitte lancinanti /… alone di fantastico gaudio”), laceranti cilici (“mi stringi in delirio / … e affondi le dita / fra … capelli e nuca), trasporti verso elevate vette, non visibili, ma presenti nella comune ascesa di lui e di lei, a cercare “con violenza le bocche” che, congiunte, daranno soddisfazione ai desideri di ciascuno.

V’è - mi spiace averlo notato - un piccolo punto di manierismo che impoverisce un tantino tutta la poesia: la rima baciata fra “implorante” e “sprizzante”, non necessaria, ma sicuramente voluta, in modo inconscio, ritenendo, a torto, di arricchirla. Ci sarebbe anche da affinarla, riconoscendo alla grammatica quel che le compete: “premi sul corpo mio” non “premi su corpo mio”; “del tuo volto”, non “di tuo volto”; “fra i miei capelli e la nuca”, non “fra miei capelli e nuca”. Personalmente, non mi piace nemmeno tanto “il fianco … protervo”, aggettivo che si condensa nella locuzione ‘arrogante ed insolente in modo sfacciato e temerario’; si poteva alludere alla procacità, senza qualificarla ulteriormente.

Ma non v’è dubbio che, non andando troppo per il sottile, la lettura si presenta più che piacevole e, sostanzialmente, il messaggio è suggerito in modo cogente. Assegnerei questo componimento a un’età giovanile del poeta, a quell’età in cui tutto è sogno, anzi il sognare, l’immaginare presente il proprio futuro. Se Osvaldo è cresciuto, ci darà un ulteriore piacere nella lettura delle sue opere.

 Redazione

 

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  Commenti dei Lettori:

-- 10/08/2016 -- 16:46:39 -- CHANTAL

La poesia va rispettata...non massacrata con il commento

-- 14/08/2016 -- 10:43:05 -- vincenzo

Non so cosa voglia farmi pagare la poetessa Chantal. I commenti sono libere espressioni di pensieri soggettivi, ai quali non si possono opporre che altri commenti, altrettanto soggettivi e personali. Io NON MASSACRO poesie, io metto nero su bianco la mia opinione. Se poi, come nel caso del pur apprezzato Calcaterra, mi capita di notare quelle che, per me, sono delle stonature, non vedo perché non dovrei sviscerare il mio pensiero finendo per comportarmi da ipocrita. Del resto, volutamente non faccio veri e propri COMMENTI; desidero che il lettore non sia fuorviato da essi, ma che colga personalmente quello che è capace di cogliere, senza influenze esterne. Insomma Chantal - o chi altri voglia farlo - può intervenire ed esprimere il proprio commento, senza mettersi in polemica con chi ha il compito di effettuare la presentazione delle opere.

-- 14/08/2016 -- 13:13:01 -- vincenzo

Sarebbe gradito un riscontro del poeta Calcaterra, magari in privato vincenzo.campobasso38@gmail.com Ma è libero di dire la propria anche in questa sede - credo.

-- 15/10/2016 -- 01:40:12 -- il direttore editoriale

DA OSVALDO CALCATERRA RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: "tutte le opinioni vanno rispettate. per quanto mi riguarda io riscriverei la mia poesia tale e quale. circa l'aggettivo 'protervo' è stato scelto proprio nel significato di 'insolente' e non 'procace."

 
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