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12/05/2016

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NUOVI GAL: FALSA PARTENZA

Clicca per Ingrandire Sarà pubblicato a breve il nuovo bando che interesserà i Gruppi di Azione Locale (Gal) pugliesi per quanto concerne la programmazione degli investimenti 2014-20. Le risorse si sono decisamente assottigliate rispetto a prima, visto che si è passati da 300 milioni di euro a circa 140. Il modo con cui è stata stabilita la nuova progettualità lascia l’amaro in bocca a tanti sindaci, “esclusi da ogni concertazione fin qui avvenuta”, annota il primo cittadino di Manfredonia, Angelo Riccardi.

E’ singolare, in effetti, che l’assessore regionale Di Gioia - prosegue il sindaco - “voglia garantire una gestione più collegiale dei Gal, ma inanelli commissioni, incontri e riunioni, senza avvertire l’esigenza, oltre che l’opportunità, di coinvolgere in prima persona i sindaci dei territori interessati. Sindaci che continueranno a essere protagonisti dei Gal e sono sicuramente la più piena espressione della rappresentanza delle comunità che li hanno democraticamente eletti”.

La Comunità Europea stabilisce, infatti, che il 51 percento di ogni Gal debba essere appannaggio dei privati e con la nuova riforma prevede che le quote siano suddivise in quinti fra Comuni, altri enti pubblici (Camere di commercio, Università, Consorzi di bonifica), associazioni datoriali e sindacali, associazioni agricole, imprese private. “Nessuna pretesa che i Comuni debbano essere attori principali, ma almeno gli si riconosca di essere alla pari dei tanti soggetti coinvolti nei processi decisionali”, insiste il sindaco.

In effetti, a guardare la lista dei sottoscrittori del protocollo d’intesa per la programmazione 2014-20 dei Gal, gli unici assenti, in quanto non convocati, sono proprio i Comuni. Enti sovracomunali: Cciaa, Parco del Gargano, Università, Consorzi di bonifica; organizzazioni: Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri, Agci, Federcoopesca, Lega Pesca; associazioni datoriali: Confcommercio, Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confindustria, Confcooperative, Compagnia delle opere; organizzazioni sindacali: Cgil, Cisl, Uil, Acli… e perché non l’Associazione Nazionale Comuni Italiani?” chiede Angelo Riccardi.

I Gal potranno concorrere fattivamente allo sviluppo del territorio e proprio in ragione di ciò non si spiega il motivo per cui siano stati esautorati proprio i sindaci, “fondamentali interlocutori e protagonisti dello sviluppo dei territori” che quotidianamente hanno a che fare con la salvaguardia delle risorse ambientali, la tutela del paesaggio, la promozione dell’occupazione e dello sviluppo urbano e territoriale, passando per la valorizzazione dei beni culturali e naturalistici e per lo sviluppo tecnologico e turistico.

“I Comuni hanno, o forse è meglio dire ‘avevano’, un ruolo determinante nelle fasi di indirizzo strategico e programmatico dell’azione dei Gal. E ora? Si vuole una gestione più collegiale e per ottenerla cosa si fa? Si stravolgono le ‘regole del gioco’, dettando dall’alto scelte politiche quanto meno discutibili, e non si rendono partecipi Comuni e loro sindaci, attraverso l’ascolto e il dialogo, nella delicata e fondamentale fase della concertazione. Mah!”, chiude laconicamente il sindaco.

Matteo Fidanza



 Ufficio stampa Città di Manfredonia

 

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