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28/01/2016

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SOFFIANO VENTI DI RAZZISMO?

Clicca per Ingrandire Non è un brutto scherzo di carnevale quello apparso a pochi chilometri dai confini italiani: le autorità del Canton Lucerna, in vista proprio del Carnevale che parte il 4 febbraio, hanno lanciato una campagna di prevenzione, destinata ai rifugiati, a mezzo opuscoli che mostrano come devono comportarsi nei confronti delle donne svizzere. Nelle ‘maldestre’ intenzioni ci sarebbe la volontà di placare i timori dei cittadini al fine di prevenire aggressioni dopo quelle ‘presunte’ della notte di San Silvestro a Colonia. Uno dei disegni presente nell’opuscolo arriva a spiegare esplicitamente che il palpeggiamento non è un comportamento tollerato in Svizzera.

L’immagine è accompagnata dalla seguente didascalia: “Il contatto fisico tra due persone si verifica solo quando le persone si conoscono e sono entrambe consenzienti. La violenza sessuale è vietata”. Un po’ più in basso c'è scritto anche che “gli atti sessuali sui minori di 16 anni sono vietati per legge”. L’opuscolo affronta pure la tematica dell’uguaglianza fra i due sessi: “Donne e uomini possono muoversi liberamente nello spazio pubblico. Se qualcuno vuole essere lasciato in pace, dobbiamo rispettarlo”. In tutto sono una ventina le vignette accompagnate da succinte didascalie in cui si elencano le regole fondamentali di un corretto stile di vita da tenere nella società elvetica.

Il Canton Lucerna si è ispirato all’Austria per la creazione dei suoi volantini. Altri Cantoni svizzeri avrebbero espresso interesse per il lancio di una campagna simile. In questi giorni il materiale informativo viene distribuito in tutti i centri del Cantone che ospitano richiedenti asilo. Per ora sono state stampate 4mila copie, ha detto la portavoce del Dipartimento della socialità, Silvia Bolliger. Diverse ‘Guggen’, le bande musicali che si esibiscono durante il periodo di Carnevale, hanno annunciato che accoglieranno tutte le donne che si sentiranno in pericolo nei giorni in questione.

“Ne abbiamo discusso molto fra i componenti della banda - ha riferito nella trasmissione ‘20 Minuten’ l’autore della pubblicazione, che ha voluto rimanere anonimo. - Vogliamo dare alle donne un senso di sicurezza e mostrare loro che non sono sole”. In caso di aggressione le Guggen “lasceranno agire la polizia”. Il loro scopo è scoraggiare l’azione a potenziali abusatori e proteggere le vittime: “Con sessanta persone intorno a loro, le donne si sentiranno più sicure”.

Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che più volte ha segnalato cosa accade a poca distanza dall’Italia, parla di “xenofobia istituzionale che ancora una volta trova conferma in gesti e atti censurabili, col rischio concreto che comportamenti del genere possano essere emulati anche da qualche ‘razzistello’ del nostro Paese se le autorità internazionali, anche a partire dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, non faranno sentire le loro proteste ufficiali di fronte a queste manifestazioni di odio che nulla hanno a che vedere col compito educativo che si vorrebbe far credere rappresentino”.


 Comunicato stampa

 

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