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03/01/2016

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GLI ASPETTI “NASCOSTI” DELLA CRISI

Clicca per Ingrandire Altro che fine crisi. Ancora una volta a delineare un quadro a tinte più fosche che chiare rispetto a quelle che qualcuno ci vuole propinare, sono alcuni segnali, provenienti dai cittadini, che spesso non vengono riportati fra gli indicatori economici. Questa volta il presidente dello “Sportello dei Diritti”, Giovanni D’Agata, porta alla ribalta il tema delle morosità nei condòmìni, dove purtroppo si è assistito negli ultimi tempi a una crescita esponenziale di coloro che non pagano le spese comuni. A inizio crisi, il fenomeno riguardava fisiologicamente il 10 percento dei residenti, ma negli ultimi anni tale percentuale è aumentata, tanto che gli esperti del settore stimano un rialzo al 20-25 percento di coloro che si trovano in ritardo perché non riescono a far fronte ai pagamenti.

Le conseguenze della persistente morosità di alcuni fra i condòmini sono le più variabili e per così dire drammatiche specie, per esempio, quando le forniture sono centralizzate (riscaldamento o acqua), e vi è il rischio concreto di distacco per tutto lo stabile, quindi anche per coloro che sono ‘regolari’ coi pagamenti. Un altro aspetto che fa destare preoccupazione concerne gli interventi di manutenzione degli edifici che non riguardano solo prospetti e decoro o la manutenzione del verde, ma anche la sicurezza degli immobili per quanto riguarda gli stessi condòmini e i terzi.

Ovviamente ciò porta ricadute nell’edilizia, ancor più gravemente colpita dal fenomeno che stiamo descrivendo, con imprese che iniziano i lavori e poi, causa le insolvenze, sono costretti a sospenderli con le conseguenze in termini d’investimenti e di perdita d’impieghi nel settore. Soluzioni a questa espressione della crisi non ce ne sono, se non quelle di procedere, da parte degli amministratori condominiali, al recupero coattivo delle somme dovute, con tutti i ritardi conseguenti determinati dai tempi delle esecuzioni che non fanno che attardare gli interventi richiesti coi costi addossati preliminarmente a coloro che possono pagare mentre coloro che non possono sono quasi sempre famiglie o anziani cui è impedito, nei fatti, l'accesso al credito da un sistema bancario ancora troppo chiuso.








 Redazione

 

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