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07/12/2015

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MANGEREMO ANCORA LE BANANE?

Clicca per Ingrandire Mentre il Salento si dibatte in una delle più gravi emergenze agricole della sua storia, quella alimentata dalla xylella fastidiosa, la Malattia di Panama, che ha già distrutto la varietà più popolare di banana, è tornata e si sta diffondendo a macchia d'olio nelle colture globali. Il problema è che le piante di banano sono senza semi ed essenzialmente tutte duplicate esattamente dalla stessa pianta che le rende estremamente vulnerabili alla malattia. Un nuovo studio ha messo in guardia che il frutto giallo molto amato sarà spazzato via se non si interviene immediatamente.

La banana Gros Michel era una volta la varietà più popolare del mondo, fino a quando negli anni 50 è stata cancellata completamente dalla Malattia. Per sostituirla è stata impiantata dal Regno Unito la Cavendish che ora costituisce il 95 percento di tutte le esportazioni di banane nel mondo. La malattia di Panama, trasmessa attraverso il suolo e l’acqua, attacca le radici della pianta. Dormiente per oltre 30 anni, è ora tornata con una nuova epidemia globale. Il fungoso agente patogeno, mortale, è resistente ai fungicidi e non può essere controllato chimicamente, e ha spazzato via le colture in Taiwan, diffondendosi attraverso Cina, Indonesia e Malesia.

Il fungo killer ha ridotto significativamente l’industria della banana in Australia (piantagioni già decimate dalla malattia nel 19.mo secolo) e ora minaccia l'intero commercio d’esportazione nelle Filippine. Dal 2013 è stato segnalato in lungo e in largo in Giordania, Libano, Mozambico e Oman. L’ultima allerta, così definita dal presidente dello “Sportello dei Diritti” Giovanni D’Agata prima che si parli di ennesima catastrofe agroalimentare, riguarda un nuovo ceppo di un fungo parassita, il ‘Fusarium oxysporum cubense’ (Foc), denominato Tropical Race 4 (TR4) che attacca le radici provocando l’avvizzimento della pianta, in quella che viene chiamata anche la Malattia di Panama.

Non esiste difesa contro il Tr4 che può cancellare un’intera piantagione nel giro di due o tre anni. Il rischio è elevato, anche perché il fungo può essere veicolato nella terra attraverso scarpe o macchinari. L’espandersi di questa malattia sarebbe devastante. Infatti, nei paesi meno sviluppati la banana è il quarto alimento di maggiore consumo dopo riso, grano e latte. Si stima che fornisca un terzo delle calorie giornaliere a 410 milioni di persone. Le esportazioni hanno raggiunto i 17 milioni di tonnellate annue, principali destinatari Europa e Usa, dove in media si consumano quasi dodici chili per anno a testa.

Da sempre i grandi coltivatori di banane si trovano a combattere le malattie che affliggono questo frutto. Per questo ora gli scienziati sono al lavoro per sviluppare varietà di banane resistenti sia alla Sigatoka Nera, sempre più refrattaria ai pesticidi, sia alla malattia di Panama, ricorrendo anche all’ingegneria genetica, ma fino a oggi senza risultati concreti. Sembra banale ma mai come in questi casi “prevenire (e informare; ndr) è meglio che curare”.

 Redazione

 

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