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12/04/2015

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PESCHICI: APPUNTAMENTO COL TEATRO

Clicca per Ingrandire Sabato 18 e domenica 19 aprile, alle 20.30 nell’atrio delle Scuole Elementari di Peschici, appuntamento col teatro. Come sempre protagonista l’Associazione culturale “Ars Nova” e la sua compagnia stabile che, dopo i successi recenti e passati, presenta il nuovo lavoro di una commediografa locale: “Chë majië fossë statë paràulë!” (Meglio non fosse mai accaduto!). La commedia, due atti in vernacolo peschiciano scritta da Angela Campanile, è il racconto un po’ esasperato di momenti di vita vissuta negli anni 50-60 a Peschici: anni in cui il paese non era ancora stato scoperto dal turismo (solo dieci anni dopo cambierà completamente il proprio modo di vivere). Si vive in strada, all’aperto, si instaurano legami forti, si soffre e si gioisce tutti insieme.

Ci sono però anche forti dissapori per eventuali torti subiti, e invidie, e gelosie. Gli uomini, dediti a pesca e agricoltura, sono al lavoro fuori, per tutto il giorno. Le donne curano i figli e la casa e saltuariamente anche loro lavorano fuori, soprattutto nel periodo della raccolta delle olive. Nella maggior parte dell’anno, però, le donne si dedicano ai lavori domestici: rifornirsi di acqua alla fontana pubblica e, quando resta un po’ di tempo, ricamo, lavori a maglia e all’uncinetto per preparare il corredo alle figlie, corredo che consisteva il più delle volte in pochi pezzi, qualche lenzuolo, alcune tovaglie da tavola tessute a telaio e qualche asciugamano, anch’esso tessuto a telaio. Si cercava di abbellire al massimo questi pochi capi ricamandoli e applicando merletti lavorati all’uncinetto.

A volte si assisteva a vere e proprie gare, fra le vicine, a chi avesse il disegno di ricamo o del merletto esclusivo, ed era momento di vero orgoglio quando, all’esposizione del corredo, si esibivano ricami o merletti che nessun altra aveva. All’epoca del fatto rappresentato dalla commedia c’era un merletto chiamato “a pundèinë ’a lèitë” (il merletto della lite), così detto per una furiosa lite avvenuta fra due famiglie, fino allora molto legate tra loro, per un merletto dato e fatto copiare per amicizia e diventato poi di dominio pubblico, volutamente o per dispetto ancora non chiaro. Proprio di queste dinamiche - avere a tutti i costi il disegno esclusivo di un merletto - tratta la commedia. I personaggi sono tutti al femminile, a eccezione di Pasqualèinë che mal sopporta il fatto che la moglie Lucrezië sia troppo presa dal lavoro all’uncinetto che, a suo avviso, le fa trascurare ogni cosa.

La storia si svolge interamente a casa di Lucrezië la quale, nel primo atto, avuto un disegno di merletto dalla sua adorata comare Mariettë, lo lavora, chiusa in casa nonostante il caldo, per cercare di tenerlo nascosto agli occhi di tutto il vicinato. Alcune vicine però fiutano il fatto, cercano e infine trovano il modo di appropriarsi del disegno. Nel secondo atto, Lucrezië scopre che il suo merletto, custodito tanto gelosamente, è finito addirittura in un luogo dove tutti possono copiarlo liberamente. Il solo pensiero che la comare che glielo ha dato possa pensare che sia stata lei, di sua spontanea volontà, a far circolare il disegno per il paese e quindi la giudichi per questo una persona che non sa mantenere la parola data, la fa stare male profondamente. Alla fine, con uno stratagemma, riesce a smascherare le false amiche e a far venire fuori tutta la verità. Un vecchio proverbio dice: “Nan ti fidà di nullë, manghë da camèiscë che tèinë n’gollë” (Non devi fidarti di niente, neanche della camicia che indossi).


IL CAST (personaggi e interpreti)

Pasqualèinë: Vincenzino Piracci
Lucrezië: Ersilia Vecera
Cijzzellë: Ezia Santoro
Pippinellë: Libera Martella
Gisippèinë: Maria Pia Masella
Bambino: Giovanni Ranieri
Rusinellë: Antonella Lamonica
Mariettë: Giustina Masella
Sinellë: MariaLuisa Marino
Luciettë: Orsola Firma
I figli di Lucrezië: Matteo Elia e Antonio Costantino
Maria, figlia di Lucrezië: Chiara Mastromatteo

Adattamento: Giuseppe Mastromatteo
Scenografia: Mimì Mazzone - Nicola Costante
Regia: Stefano Biscotti


 Redazione

 

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