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16/12/2014

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PESCHICI A TEATRO

Clicca per Ingrandire L’invito è chiaro: “Vi aspettiamo”. Il mittente anche: l’associazione teatrale “Ars Nova” di Peschici. Il destinatario pure: la cittadinanza, che di appuntamenti simili è affamata. Tutto si svolgerà la sera di martedì 17 dicembre, alle 19, nell’atrio della locale scuola primaria e in replica il giorno dopo. I “ragazzi” dell’associazione che compongono la Compagnia (vedi il cast in calce), dopo i recenti successi di pubblico e critica con le rappresentazioni della Passione di Cristo 2014 e di una commedia eduardiana, “Il Contratto”, e dopo settimane e settimane di prove, viaggiano sereni e preparati verso un ulteriore riconoscimento. Questa volta si cimentano col Santo dei Santi, quel Francesco soprannominato il “poverello di Assisi”, per la regia dell’immarcescibile Stefano Biscotti.

Ma chi è Francesco. Chi più, chi meno, tutti sappiamo qualcosa del “giullare di Dio” (altra definizione) . In stretta sintesi: Francesco nasce ad Assisi il 1182 da Pietro di Bernardone, ricco mercante di stoffe preziose, e da Madonna Pica, rampollo di una famiglia facoltosa. Il 1202 partecipa allo scontro di Collestrada coi perugini. Fatto prigioniero, viene liberato dopo un anno dopo la firma del trattato di pace fra Perugia e Assisi. Il 1205 A vent’anni si mette al servizio del conte Gentile, in partenza per la Puglia, e diventare cavaliere. Una notte, sente nel dormiveglia una voce: “Chi può meglio trattarti: il Signore o il servo?”. Risponde: “Il Signore”. Replica la voce: “E allora perché abbandoni il Signore per il servo?”

Colpito dalla rivelazione, passa un anno in solitudine, preghiera, assistenza ai lebbrosi e il 1206 rinuncia pubblicamente all’eredità paterna. Da penitente volontario veste l’abito dell’eremita e inizia il restauro di alcune chiese degradate incalzato da Dio: “Va, ripara la mia casa tutta in rovina”. Il 1208 si associano a lui i primi compagni, Con loro, l’anno dopo, si reca a Roma per chiedere al Papa l’approvazione della nuova forma di vita religiosa. Innocenzo III però concede loro di predicare, rinviando ad altra occasione l’approvazione della Regola (ci penserà il 1223 Onorio III approvando la Regola dell’Ordine dei Frati Minori detta “Regola bollata”).

Sollecitato dal desiderio di portare la testimonianza dei Vangeli nei Paesi musulmani, Francesco raggiunge il 1219 l’egiziana Damietta dove, durante una tregua nei combattimenti della quinta crociata, viene ricevuto e protetto dal Sultano al-Malik al-Kamil in persona. L’anno dopo rientra ad Assisi e rinuncia al governo dei frati ma ne rimane guida spirituale. Nella notte di Natale del 1223, a Greccio, rievoca la nascita di Gesù originando la tradizione del presepe. Il 1224 si ritira sul monte della Verna dove, in seguito alla visione di san Michele Arcangelo, cominciano a comparire i segni delle stimmate. Sempre più tormentato dalle malattie – soffre di fegato e di un tracoma agli occhi, - compone il Cantico delle creature, considerato il più antico testo poetico che si conosca della letteratura italiana. Riportato in gravi condizioni alla Porziuncola (chiesetta all'interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli presso Assisi), muore la notte fra il 3 e il 4 ottobre 1226. Due anni dopo è già Santo, canonizzato da papa Gregorio 9°.

Questo il Santo, e l’uomo, chi è l’uomo Francesco? Francesco è un laico, un intellettuale autentico, il cui pensiero è attualissimo. Il suo messaggio si fonda su una nuova e rivoluzionaria interpretazione del Vangelo concentrata su pochi concetti: pace, condivisione, fratellanza e solidarietà, oggi più che mai cardini di una indispensabile riflessione per tutti, specialmente per le nuove generazioni. Francesco odia il denaro perché il denaro divide e produce guerra. L'idea di prenderne le distanze, i discorsi sulla povertà, la rinuncia alle apparenze della mondanità, mettere in pratica il Vangelo nella quotidianità, per non parlare del recupero della figura femminile nei Vangeli, sono ‘telegrammi’ ancora oggi, per non dire soprattutto oggi, a distanza di 800 anni, di una attualità strabiliante.

In conclusione, l’originalità di Francesco sta, come scrive qualcuno, nel non cercare “il prossimo per cambiarlo con l'intento utopistico di creare un mondo buono e perfetto”. E’ il prossimo che cerca lui perché “solo chi prova simpatia può suscitare simpatia”. L’efficacia della sua missione sta proprio nelle parole che rivolge a ogni persona e ogni creatura che incontra: “Tu sei già mio fratello, tu sei amato da Dio”. E questo è l’uomo Francesco.

Piero Giannini


IL CAST
PERSONAGGI E INTERPRETI

- Fruttivendola: Maria Ercolino
- Verduriera: Raffaella Cardone
- Bambini: Pierfrancesco Costantino, Alessandro De Sio, Marco Marino, Francesco Tavaglione
- Mendicanti: Pino De Sio (sua anche la parte di Geremia), Gese Marino, Elia Salcuni, Emanuela Tavaglione (anche l'Uomo pettegolo)
- Donna Pica: Michela Maggiore
- Dama: Beata Gazurova
- Pietro di Bernardone: Giosie Cardone
- Angelo, figlio di Pietro di Bernardone: Pino Ercolino
- Francesco: Stefano Biscotti
- Amiche di Francesco: Antonella Dalipay, Diletta Rapacciuolo
- Amici di Francesco: Emanuele Mastromatteo, Elia Tavaglione
- Prete: Gianluca Marino
- Vescovo: Cosimo Del Duca
- Parroco della Chiesa di Porziuncola: Matteo Langianese
- Accusatore di Francesco: Rosy Iervolino
- Difensore di Francesco: Mariella Palazzo
- Sant'Antonio: Francesco Mastromatteo
- Chiara: Grazia Roncone
- Frati - Leone: Matteo Elia Costantino, Bernardo: Nicola Costante, Masseo: Mauro Candido, Marco: Domenico Moncullo, Matteo: Matteo Mastromatteo, Ruffino: Raffaele Delli Muti, Elia: Pepito Martella
- Incredula: Maria Vittoria Marino
- Medico: Giuseppe Mastromatteo
- Lebbroso: Giovanni D'aprile
- Comparse: Angela De Sio, Maria Martella, Pia Vecera
Voce narrante: Tina Memola

TECNICI
Costumi: Arcangela Biscotti, Mattea Di Spaldro, Maria Mattea Roncone (anche arrangiamento musicale), Enza Vecera
Scenografia: Mimì Mazzone
Fonico: Mimmo Tozzi
Audio: Luciano Lamonaca
Portavoce per la stampa: Francesco D'Arenzo
Regia: Stefano Biscotti

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