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13/12/2014

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ASSISI-MONTE SANTANGELO: IL PATTO DI AMICIZIA C”È

Clicca per Ingrandire IL PATTO = I Comuni di Assisi e Monte Sant’Angelo sono indissolubilmente legati da vincoli spirituali, cristiani e culturali nel nome di San Francesco e dell’Arcangelo San Michele, verso il Quale il Poverello di Assisi ha nutrito una speciale devozione in tutta la Sua vita. Tale legame, nei secoli, si è vivificato e trasmesso nelle nostre Comunità con la presenza e la testimonianza costante di Fraternità francescane che hanno promosso nei propri territori e nel mondo il carisma francescano con il messaggio universale di pace, fratellanza, comprensione fra popoli e religioni e di rispetto del creato.

Le rispettive Amministrazioni comunali dichiarano l’impegno nel proseguire e rafforzare l’azione istituzionale verso le proprie comunità locali e nelle relazioni internazionali, ispirandosi ai valori di Francesco d’Assisi e dell’Arcangelo Michele.

Il Patto di amicizia tra le due città istituzionalizza la comune decisione di incentivare rapporti di unione, vicinanza, condivisione e fratellanza nel nome dei valori umani, culturali, religiosi, sociali.

In virtù di tali intese, saranno intrapresi progetti congiunti, tesi a promuovere e sostenere reciprocamente l’incontro familiare tra le nostre popolazioni, i pellegrinaggi, la valorizzazione del turismo culturale e spirituale e le comuni esperienze per una reciproca promozione delle Città, nel nome dell’Arcangelo Michele e di San Francesco.

F.to Claudio Ricci (sindaco di Assisi) e Antonio Di Iasio (sindaco di Monte Sant’Angelo)


LA CRONACA = È stato siglato sabato 6 dicembre ad Assisi, il Patto d’amicizia fra le città Unesco di San Francesco e San Michele Arcangelo. Una giornata intensa: dopo la firma del Patto d’amicizia e lo scambio dei doni, la Santa Messa nella Basilica inferiore celebrata da mons. Piemontese e animata dal coro polifonico ‘Vocinsieme’. Alla cerimonia di firma del Patto d’amicizia hanno preso parte anche padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento, e mons. Giuseppe Piemontese, nativo di Monte Sant’Angelo, già custode del Sacro Convento e oggi Vescovo della Diocesi di Terni-Amelia-Narni, l’assessore a Beni e Attività culturali Giovanni Granatiero e padre Salvatore Sabato del Convento di San Francesco d’Assisi di Monte Sant’Angelo.

“Oggi - ha dichiarato il sindaco di Monte Sant’Angelo Antonio Di Iasio - è un grande giorno. Un giorno di gioia e fratellanza fra due comunità. Oggi iniziamo un percorso di condivisione e dialogo per rafforzare le relazioni istituzionali, incentivare rapporti sociali, culturali e religiosiftra le nostre comunità ma anche di promozione e valorizzazione dei nostri Beni. Da oggi, insieme, sotto la custodia di due colonne portanti della Chiesa mondiale, percorreremo un pezzo di strada insieme”.

Per Claudio Ricci, sindaco di Assisi, un Patto d’amicizia “è sempre un’occasione per ricevere qualcosa. Ogni incontro, che sia tra persone o fra comunità, è sempre un elemento di crescita in cui reciprocamente si dona e si riceve. Un protocollo è un impegno a svolgere un cammino insieme. Mi auguro che questo sia l’avvio di un lungo itinerario che le nostre comunità, attraverso l’incontro, potranno fabbricare insieme”.

“È nota - ha affermato padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento d’Assisi - la devozione di San Francesco per San Michele e la sua protezione ha accompagnato i passi di Francesco e i nostri. - La celebrazione di questo Patto d’amicizia, in qualche modo, è in continuità con questo legame. Con la conclusione di questo processo avviato da padre Giuseppe Piemontese è come se si chiudessero dei cerchi, che invece di mettere la parola fine rilanciano i significati”.

A mons. Giuseppe Piemontese il compito di tracciare, dal punto di vista spirituale, la ‘vicinanza’ tra San Francesco e San Michele Arcangelo: “I Padri custodi del Sacro Convento che si sono succeduti negli anni hanno propiziato e favorito l’incontro e la realizzazione di questo momento civile e religioso. Quasi un sogno”. Quindi ha raccontato il viaggio di San Francesco a Monte Sant’Angelo: “Dei tre viaggi in Puglia di Francesco (1216, 1221-22, 1224), a noi interessa il pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo del 1216. La tradizione afferma che il Poverello non ritenendosi degno non entrò nella Grotta dell’Arcangelo ma sostò sul limitare lasciando in ricordo un tau* inciso su una pietra”.

“Cari sindaci e cittadini di Assisi e Monte Sant’Angelo - ha concluso, - il Patto d’amicizia non sia solo un atto formale, ma una relazione di fraternità, di amicizia vera. L’inizio di una storia entusiasmante e di un percorso, che nel nome dei nostri Santi, contribuisca alla crescita civile, culturale e spirituale dei nostri concittadini e delle generazioni, al presente e al futuro”.

Successivamente, la cerimonia ha visto la lettura della pergamena del Patto d’amicizia, la sottoscrizione della stessa da parte dei due sindaci e uno scambio di doni. Al termine, si è tenuta nella Basilica inferiore del Sacro Convento la Santa Messa celebrata da mons. Piemontese e animata dal Coro polifonico ‘Vocinsieme’. La delegazione della Città di Monte Sant'Angelo, infine, ha preso parte all'agape fraterna nel Refettorio del Sacro Convento.

LE DICHIARAZIONI
Padre Mauro Gambetti = La comunione tra queste due realtà, che hanno un vincolo grande di carattere spirituale, l’avvertiamo ancora vivo e forte. È nota la devozione di San Francesco per San Michele e la sua protezione ha accompagnato i passi di Francesco e i nostri. La celebrazione di questo Patto d’amicizia, in qualche modo, è in continuità con questo legame. Con la conclusione di questo processo avviato da Padre Giuseppe Piemontese è come se si chiudessero dei cerchi, che invece di mettere la parola fine rilanciano i significati. Oltre alla gioia di accogliervi qui anche l’auspicio che questo Patto d’amicizia sottoscritto dai due Enti locali contribuisca a far fiorire e crescere questa amicizia spirituale. Grazie ai sindaci e in particolare a padre Giuseppe.

Antonio Di Iasio = Oggi è un grande giorno. Un giorno di gioia e fratellanza fra due comunità. Oggi iniziamo un percorso di condivisione e dialogo utile a rafforzare le relazioni istituzionali per incentivare rapporti sociali, culturali e religiosi fra le nostre comunità ma anche di promozione e valorizzazione dei nostri Beni. Il rapporto fra le Città di Monte Sant’Angelo e di Assisi, in realtà, risale a molto tempo addietro quando, all’inizio del XII secolo, il 1216, un umile frate di Assisi saliva la Montagna Sacra dell’Angelo. Arrivato alla Grotta dedicata a San Michele Arcangelo si ritenne indegno di varcare quella soglia e non vi fece ingresso. Di tale venerazione verso l’Arcangelo Michele l’umile frate lasciava come testimonianza imperitura il segno del Tau, a consacrare, per sempre, la sua venuta e la sua dedizione al nostro venerato Arcangelo.

Il nostro Santuario, patrimonio Unesco dal 2011 e una delle “Grotte Sacre più belle al mondo” (come è stata definita dal National Geographic) è stato visitato, in questi mille e cinquecento anni, da papi, imperatori, santi, venuti a venerare il “protettore della Chiesa Universale” e, ancora oggi, è meta ininterrotta di pellegrinaggi. Ma credo che proprio la visita di San Francesco sia stata, indubbiamente, la più spirituale, la più devozionale.
Della venuta del “poverello di Assisi” sul Gargano, ormai la storiografia ha fatto tesoro, tanto che sono sorti lungo il suo pellegrinare numerosi monasteri, fra cui, proprio a Monte Sant’Angelo, il Monastero dei Frati Minori Conventuali, distintosi per opere e carità verso le popolazioni garganiche.

La tradizione vuole che il nostro Convento sia stato fondato proprio da San Francesco. Ne approfitto per salutare e ringraziare il parroco del nostro Convento, fra’ Salvatore Sabato, qui presente insieme a noi. Quello che unisce le nostre Città, le nostre comunità quindi, è la fede, ma anche l’arte, le tradizioni, la religiosità popolare, la storia e la cultura.
Oggi, questo Patto d’amicizia, ha proprio questo grande valore, spirituale e culturale. Oggi istituzionalizziamo la comune decisione di incentivare rapporti di unione, vicinanza, condivisione e fratellanza nel nome dei valori umani, culturali, religiosi, sociali. Il tutto, naturalmente, nel nome dell’Arcangelo San Michele e di San Francesco. Ma anche nel segno dell’Unesco, riconoscimento di cui entrambe le Città si fregiano.

Infine, permettetemi di ringraziare il mio assessore, Giovanni Granatiero, e in modo particolare padre Giuseppe Piemontese, oggi Sua Eccellenza Reverendissima, che tanto ha fatto per questo Patto d’amicizia. Grazie quindi al sindaco Ricci, a padre Gambetti, a tutta la comunità di Assisi: da oggi, insieme, sotto la custodia di due colonne portanti della Chiesa mondiale, percorreremo un pezzo di strada insieme. Permettetemi di concludere con le parole di San Francesco: “Cominciate a fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile, e all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile”. Vi aspettiamo a Monte Sant’Angelo.

Claudio Ricci = Credo che un Patto d’amicizia sia sempre un’occasione per ricevere qualcosa. Ogni incontro, che sia tra persone o fra comunità, è sempre un elemento di reciproca crescita in cui reciprocamente si dona e si riceve. Questo Patto d’amicizia si fonda nell’istituzione delle due Città ma trae vita, vitalità e anima dai valori antichi della tradizione cristiana e della santità. In questi anni, anche da presidente dei Siti Unesco d’Italia, ho seguito con particolare affetto e particolare ampiezza l’inserimento di Monte Sant’Angelo nel quadro delle Città dichiarate dall’Unesco Patrimonio di tutta l’Umanità facenti parte del sito seriale dei Longobardi in Italia, un sito che ricorda che il nostro Paese, dal nord al sud, fa emergere valori storico-artistici mirabili.

La storia ha assegnato alle due città un ruolo. Come ha detto ad Assisi Giovanni XXIII, “le città sul Monte hanno un ruolo”. Sia Assisi che Monte Sant’Angelo hanno avuto un ruolo importante nella storia. Un protocollo di collaborazione serve molto per acquisire una sempre più ampia consapevolezza del ruolo delle città, delle modalità e delle possibilità di valorizzare i luoghi reciprocamente. Un protocollo è un impegno a svolgere un cammino insieme e farlo anche con piccoli eventi. Mi auguro che questo sia l’avvio di un lungo itinerario che le nostre comunità, attraverso l’incontro, potranno fabbricare insieme.

Mons. Giuseppe Piemontese = I Padri Custodi del Sacro Convento che si sono succeduti negli anni hanno propiziato e favorito l’incontro e la realizzazione di questo momento civile e religioso. Quasi un sogno. Un Patto d’amicizia rafforza e rilancia legami di fraternità, di condivisione e di unione. La terra di Puglia non era sconosciuta agli assisiani, nonché a Francesco, già prima della sua conversione. Terra mèta di pellegrinaggi da ogni parte del mondo, si recavano a visitare i Santuari di San Michele sul Monte Gargano e di San Nicola a Bari ... La provincia francescana di Puglia, una delle prime dodici province madri dell’Ordine il 1217, suddivisa in due il 1230, diede vita a nord alla provincia “Sancti Michaelis Arcangelis de Monte Gargano”.

Del resto, l’amore e la devozione di Francesco d’Assisi verso l’Arcangelo San Michele, richiamato in tanti passi della sua vita, è parte importante della sua spiritualità. Nelle sue preghiere quasi mai manca il riferimento all’Arcangelo Michele. In preparazione alla sua festa digiunava per una quaresima e fu proprio durante tale quaresima, il 1224, che Francesco, sul Monte della Verna, ricevette le stimmate. Nella Città di Monte Sant’Angelo, nei secoli, la memoria francescana è stata tenuta viva dalle monache Clarisse, non più presenti, e da alcuni conventi di frati. Ancora oggi è presente una comunità-convento di San Francesco che si vuole risalente al Poverello e ha favorito la vocazione francescana di numerosi Frati Minori Conventuali.

Cari Sindaci e cittadini di Assisi e Monte Sant’Angelo, il Patto d’amicizia non sia solo un atto formale, ma una relazione di fraternità, di amicizia vera. L’inizio di una storia entusiasmante e di un percorso, che nel nome dei nostri Santi, contribuisca alla crescita civile, culturale e spirituale dei nostri concittadini e delle generazioni, al presente e al futuro. Grazie a quanti si sono adoperati per raggiungere questo traguardo e a quanti - in futuro - ne trarranno frutto e terranno vivo il gemellaggio oggi stipulato.


* valore simbolico, fin dall'Antico Testamento, per indicare la salvezza e l'amore di Dio per gli uomini







 Redazione Comune di Monte Sant’Angelo - Ufficio stampa e comunicazione

 

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