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08/10/2014

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MONTE SI FA LONGOBARDA

Clicca per Ingrandire “Erat hoc sane mirabile in regno langobardorum… - Insediamenti montani e rurali nell’Italia longobarda, alla luce degli ultimi studi” è il titolo del convegno nazionale promosso dall’Associazione “Italia Langobardorum” (leggi Schede 1-2-3 in calce; ndr) che si terrà nell’Auditorium delle Clarisse a Monte Sant’Angelo da venerdì 10 a domenica 12 ottobre (nella foto 1 sotto, la Chiesetta di San Salvatore; ndr). Oltre agli interventi dei relatori, fra i massimi esperti nazionali, in programma: venerdì 10 saluto delle autorità, sabato 11 intervento di Beat Brenk e del direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia, e domenica 12 arriva a Monte Sant’Angelo il capo segreteria del ministro Franceschini. Venerdì 10, alle 21, in programma anche “Meraviglioso - ricordando Domenico Modugno”, concerto dell’Ensamble Suoni del Sud.

Circa quaranta docenti di sedici Università italiane relazioneranno durante il convegno. Coinvolte le Università degli Studi di Bari, Milano, Padova, Bologna, Foggia, Roma, Perugia, Napoli, Calabria, Venezia, Salerno, Brescia, Salento e Molise. Interverranno anche i soprintendenti per i Beni Archeologici di Friuli Venezia Giulia e per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Salerno e Avellino, insieme al direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia e al presidente dell’Associazione Italia Langobardorum in rappresentanza del sito seriale Unesco “L’Italia dei Longobardi. I Centri di potere (568-774)” riconosciuto il 2011.

Venerdì 10, ore 9, al saluto delle Autorità interverranno: Antonio Di Iasio (sindaco di Monte Sant’Angelo), Giovanni Granatiero (presidente Associazione Italia Langobardorum), Stefano Pecorella (presidente Ente Parco Nazionale Gargano), Luigi La Rocca (soprintendente Beni Archeologici Puglia), Giuseppe Palladino (presidente Bcc San Giovanni Rotondo), Giorgio Otranto (presidente Associazione Internazionale per le ricerche sui santuari), Padre Ladislao Suchy (rettore Santuario San Michele Arcangelo di Monte Sant’Angelo). Sempre venerdì, alle 21, nell’Auditorium “Beato B. Markiewicz” del Santuario di San Michele Arcangelo, concerto dell’Ensamble Suoni del Sud dedicato a Domenico Modugno dal titolo “Meraviglioso”. Ingresso libero.

Sabato 11, oltre ai relatori in programma, interverranno anche Beat Brenk (già professore ordinario di storia dell'arte paleocristiana e medievale dell'Università di Basilea, dell'Università di Amburgo, della Hebrew University of Jerusalem, dell'Università di Utrecht, della Johns Hopkins University di Baltimora, della Stanford University) e il direttore nazionale dei Gruppi Archeologici d’Italia, Gianfranco Gazzetti. Domenica 12 previsto anche l’intervento del capo segreteria del ministro Franceschini, Biancaneve Codacci Pisanelli.

“Siamo felici - dichiara il sindaco Di Iasio - di ospitare e promuovere un evento di elevatissima caratura culturale che coinvolge i massimi esperti nazionali sulla materia. Le tracce dei Longobardi fanno parte della nostra storia, delle nostre radici, della nostra cultura. Come tali vanno tutelate, preservate, valorizzate. Ma queste manifestazioni ricordano, qualora ce ne fosse bisogno, di continuare ricerche e studi anche negli altri Beni della nostra Città, nel Sud e nell’Italia intera. Ai docenti - conclude - un caloroso benvenuto nella nostra città e un augurio di buon lavoro”.

Per Giovanni Granatiero, presidente Associazione Italia Langobardorum e assessore ai Beni e alle attività culturali di Monte Sant’Angelo, il convegno rappresenta “uno dei punti massimi dell’attività dell’Associazione ed è anche il primo convegno di studi dopo il riconoscimento del sito seriale ‘I Longobardi in Italia’ da parte dell’Unesco. Studi, ricerche e aggiornamenti sugli insediamenti montani e rurali nell’Italia longobarda saranno l’asse portante del convegno a cui parteciperanno i massimi esperti a livello nazionale. Sono coinvolte 26 Università italiane con l’auspicio - conclude - di proseguire nella valorizzazione e promozione del valore storico, artistico e culturale delle tracce lasciate nella nostra Nazione dai Longobardi”.

Il convegno è promosso dall’Associazione Italia Langobardorum in collaborazione con Gruppi Archeologici d’Italia, Gruppo Archeologico Salernitano, Città di Monte Sant’Angelo. L’iniziativa ricade nelle Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata - manifestazione dei Gruppi Archeologici d’Italia - che si avvale dell’alto patronato del Presidente della Repubblica e gode del patrocinio di Ministero Beni e Attività Culturali e del Turismo-Direzione Generale per i Beni Archeologici, Regione Puglia-Assessorato all’Assetto della Qualità del Territorio, Arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, e col sostegno di Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, A.I.R.S. (Associazione internazionale ricerche sui santuari), Parco Nazionale Gargano, Camera di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura di Foggia e Banca del Credito Cooperativo di San Giovanni Rotondo.


LE SCHEDE (fonte longobardinitalia.it)

1 - ASSOCIAZIONE ITALIA LANGOBARDORUM = E’ la struttura che gestisce il sito “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”. Nata il 2008, ha sede presso il Comune di Spoleto. È costituita dai Comuni di Benevento, Brescia, Campello sul Clitunno, Castelseprio, Cividale del Friuli, Monte Sant’Angelo, Spoleto, dalla Fondazione CAB-Istituto di cultura Giovanni Folonari e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il Consiglio di amministrazione è costituito da un delegato di ciascun ente. La presidenza è ricoperta a rotazione da uno dei delegati dei sette Comuni e ha la durata di un anno. Non ha scopo di lucro e si occupa di avviare, coordinare e monitorare le azioni di rete relative a valorizzazione, promozione e sensibilizzazione del sito Unesco.


2 - IL SITO SERIALE “I LONGOBARDI IN ITALIA. I LUOGHI DEL POTERE (568 D.C. - 774 D.C.)” = Comprende le più importanti testimonianze monumentali longobarde esistenti sul territorio italiano situate da nord a sud della penisola, laddove si estendevano i domini dei più importanti Ducati Longobardi che formarono quella che possiamo definire la prima Nazione italiana. In particolare:
- l'area della Gastaldaga col Tempietto Longobardo e il Complesso Episcopale a Cividale del Friuli (Ud)
- l'area monumentale col complesso monastico di San Salvatore-Santa Giulia a Brescia
- il ‘castrum’ con la Torre di Torba e la Chiesa di Santa Maria ‘foris portas’ a Castelseprio Torba (Va)
- la Basilica di San Salvatore a Spoleto (Pg)
- il Tempietto del Clitunno a Campello sul Clitunno (Pg)
- il complesso di Santa Sofia a Benevento
- il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo (Fg).

I beni compresi nel sito, frutto di rigorosa e accurata selezione, rappresentano, ognuno per la propria tipologia specifica, il modello più significativo o quello più conservato fra le numerose testimonianze diffuse sul territorio nazionale e nel loro insieme rispecchiano l'universalità della cultura longobarda al suo apice. Rappresentano quindi la quintessenza del patrimonio artistico e architettonico delle gentes Langobardorum che si espressero in forme monumentali solo dopo il loro stanziamento in Italia, seguito a un lungo periodo di migrazione che dalla Scandinavia li vide attraversare i paesi del nord-est europeo. Giunti in Italia i Longobardi assimilarono la tradizione romana, la spiritualità del Cristianesimo, gli influssi bizantini, e seppero integrarli coi valori germanici di cui erano portatori, dando vita tra la fine del 7° e 8° secolo a una nuova e originale cultura.

Come riconosciuto dalla storiografia più recente, i Longobardi si pongono quindi tra i principali protagonisti del complesso periodo di transizione fra Antichità e Medioevo. Avviarono pertanto quel processo culturale, ereditato poi da Carlo Magno, che trasformò il mondo antico e contribuì alla formazione dell'Europa medievale, influenzando il successivo millennio della storia occidentale. Un riconoscimento che sancisce il portato degli studi contemporanei e mette fine ai concetti di ‘decadenza’, ‘fine della civiltà’ e ‘barbarie’ che venivano generalmente associati all'età che va dalla caduta dell'Impero Romano alla nascita di quello Carolingio, affermando invece - in una visione oggi particolarmente attuale - l'idea del ‘continuum’ del processo storico, caratterizzato dalla compenetrazione di civiltà diverse.


3 - I LONGOBARDI ISCRITTI NELLA WORLD HERITAGE LIST = Su decisione della 35ª sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, riunita a Parigi dal 19 al 29 giugno 2011, da sabato 25 giugno 2011 il sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)” è nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Per l'Italia si tratta del 46° sito iscritto nella celebre Lista. L'iscrizione del sito è un riconoscimento all'impegno delle numerosissime istituzioni pubbliche e private che, coinvolte a differenti livelli nella gestione degli stessi beni o dei territori di riferimento, dal 2006 hanno lavorato e lavorano insieme sulla base dei principi di sussidiarietà e collaborazione sanciti dall'Europa per innalzare sempre più il livello di valorizzazione delle testimonianze longobarde e la diffusione della loro conoscenza.

L’iscrizione al sito è fatta in base a diversi criteri:
- I monumenti longobardi sono testimonianza esemplare della sintesi culturale e artistica che ebbe luogo in Italia dal VI all'VIII secolo fra la tradizione romana, la spiritualità cristiana, le influenze bizantine e i valori mutuati dal mondo germanico, preannunciando e favorendo lo sviluppo della cultura e dell'arte carolingia.
- I luoghi longobardi del potere esprimono forme artistiche e monumentali nuove e straordinarie che testimoniano la specificità della cultura longobarda nell'ambito dell'Europa Altomedievale. Nel loro insieme essi costituiscono una serie culturale unica e chiaramente identificabile, i cui molti linguaggi e finalità esprimono il potere delle diverse élites longobarde.
- I luoghi dei Longobardi e la loro eredità nelle strutture culturali e spirituali della cristianità medievale europea sono molto rilevanti. Essi hanno potenziato significativamente il movimento monastico e hanno contribuito alla creazione di una meta antesignana dei grandi pellegrinaggi, fra cui Monte Sant'Angelo, con la diffusione del culto di San Michele. I Longobardi svolsero inoltre un ruolo determinante nella trasmissione al nascente mondo europeo delle opere classiche di letteratura, tecnica, architettura, scienza, storia e diritto.





 Ufficio Stampa Comune MSA

 

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