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09/09/2014

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LACRIME DI COCCODRILLO

Clicca per Ingrandire Fra le tante dichiarazioni lette e ascoltate, quella che più mi ha convinto è stata rilasciata da Erasmo D'Angelis, coordinatore della Struttura governativa per i disastri ambientali: “Bisogna smettere di piangere lacrime di coccodrillo e di rinviare opere di prevenzione e protezione... Il dissesto idrogeologico non solo uccide e devasta ma aumenta il debito pubblico”. Il Gargano presenta il conto amaro di una politica di rapina, clientelare e miope. Dal nord di San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo al sud di San Menaio e Rodi, dall'est di Peschici e Vieste all'ovest da Carpino fino a Lesina, i segni della devastazione territoriale e della cultura del cemento.

Due vite spezzate - Antonio Facenna, nel fiore degli anni, e Vincenzo Blenx, - un migliaio di sfollati, strutture alberghiere e tratti di spiaggia cancellati, strade e ferrovia invase da fango e detriti, campagne e animali isolati. Si contano i danni, s'invoca l'intervento pubblico e lo stato di calamità. I soliti noti farisei, che sul Gargano piegato e piagato si stracciano le vesti e si strappano i capelli, sono gli stessi che troviamo e ascoltiamo puntualmente a conferenze, dibattiti, tavole rotonde, alla vigilia di ogni tornata elettorale, per vomitarci promesse di sviluppo, lavoro, progresso e benessere che quasi sempre coincide con nuovo consumo di suolo, mattoni, cemento, asfalto.

Tutti sanno che il vero “stato di calamità” sono certi Piani Urbanistici, compreso quello di San Marco in Lamis, e tanti Uffici Tecnici comunali che andrebbero commissariati o interdetti per colpa. Tutti conoscono la ragione dello scontro politico sul destino della Piana di Calenella e degli ultimi scampoli di aree libere in Vico del Gargano e San Menaio. Ma possiamo tranquillizzarci, nemmeno questa volta si troverà il colpevole e nessuno pagherà. La colpa è della pioggia, si continuerà a dire. Possiamo tranquillizzarci. Seppelliti i morti, cancellati gli ultimi segni di fango, riaperte le strade, nella prima giornata di sole garganico dimenticheremo tutto. Domani è un altro giorno, come prima e più di prima.

Michele Angelicchio

 Redazione

 

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