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02/07/2008

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CHI CONTROLLA I CONTROLLORI?

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Nella immediata vigilia della festa patronale (19-20-21 luglio), sta circolando in Peschici un’immaginetta di Sant’Elia Profeta completamente rinnovata, rimpicciolita e stampata su carta patinata. Vuole sostituire la storica “cartolina” in bristol, col Profeta ritratto a figura intera? La “novità” non sarebbe poi così grave se il retro non riportasse una preghiera al Santo - che da oltre 500 anni guida i nostri passi ed è venerato con profonda devozione, come da insegnamento dei nostri avi - che lascia alquanto perplessi e di cui chiediamo umilmente lumi. Ve ne spieghiamo le ragioni.

Nella storia delle peregrinazioni di Elia - descritte nei primi due libri Dei Re (cfr. 1 Re 17-21 e 2 Re 1-2) - si può leggere come il Tisbita (era originario della città di Tisbe) fosse perseguitato dalla perversa regina Gezabele perché in contrasto con la “religione di stato” da lei imposta. Gezabele adorava infatti, e faceva adorare, il dio BAAL. Tutti sanno come finì la questione. Elia sfidò e annientò i falsi profeti di BAAL invocando e ottenendo il fuoco divoratore dal cielo e dimostrando così la potenza di Dio. Con la preghiera accese una pira di legna verde e bagnata! Quindi, presso il torrente Kison, passò a fil di spada i 450 sacerdoti di BAAL (cfr. 1 Re 18,17-40), poi fuggì sul monte Sinai, rifugiandosi sotto un albero di ginepro, chiamando Eliseo a seguirlo ed essere il suo successore. Infine fu rapito in cielo su un carro di fuoco e… scomparve.

Tutto ciò è scritto nelle Sacre Scritture, ci è stato insegnato dai nostri “pastori” ed è di pubblico dominio su qualsiasi versione cristiana della Bibbia. Ed ecco la domanda su cui vorremmo fossimo illuminati: il profeta BALAAM, citato nella poesia sul retro del “nuovo”santino… chi è?

Confessando la nostra ignoranza, abbiamo aperto la Bibbia e cercato nel Pentateuco, l’insieme dei primi 5 libri della Bibbia ebraica (penta=cinque, teuco=custodia, in greco), e verso la fine del Libro dei Numeri abbiamo trovato il citato profeta BALAAM, la cui storia si snoda al tempo del soggiorno degli Israeliti nella piana di Moab, a est del fiume Giordano, dopo 40 anni di peregrinazione nel deserto e poco dopo la morte del sommo sacerdote Aronne, fratello di Mosè, e del successivo attraversamento del Giordano.

Non farebbe male rinfrescarsi un po’ la memoria ricordando che, per poter guadare il fiume, gli Israeliti devono sconfiggere Sihon e Og, rispettivamente re degli Amorriti e di Bashan. Ciò allarma Balak, re di Moab, che invia a BALAAM gli anziani per indurlo a raggiungerlo e aiutarlo a maledire il proprio popolo. BALAAM risponde loro che “può pronunciare soltanto quanto Dio commanda”, perciò rifiuta l’invito poiché il Signore, in sogno, gli ha ordinato di non andare. Balak gli invia allora sacerdoti di rango superiore promettendogli grandi onori. Questa volta BALAAM accetta perché Dio, sempre in sogno, glielo permette. Lungo la strada, però, un Angelo cerca di ostacolarlo apparendo solo all’asinella, cavalcata da BALAAM, la quale s’impunta, rifiuta di muoversi e viene punita dal padrone. Ricevendo miracolosamente il potere di parlargli, la ciuchina ne approfitta lamentandosi del trattamento ricevuto (vedi “Dialogo tra BALAAM e la sua asinella” in Numeri 22:28). Altre vicende sono poi narrate nel libro dei numeri, altri passaggi lo vedono a colloquio con l’animale e una sua citazione la troviamo nella leggenda ebraica del Faraone egizio che lo aveva accanto come uno dei suoi tre consiglieri (gli altri due erano Jethro e Job) chiamati a prevenire una potenziale rivolta ebraica.

Ed eccoci al punto: in tutto ciò, Sant’Elia… che c’entra?!? Dove la relazione tra lui e BALAAM? Una semplice svista l’aver confuso - se di confusione si tratti, e per questo attendiamo una “luce” - un profeta di Dio (BALAAM, appunto) con un falso dio (BAAL)? Una svista “pericolosa”, lasciatecelo dire, che mette in discussione le antiche conoscenze di noi peschiciani inquinando la storia del più grande profeta dell’Antico Testamento e 500 anni di venerazione verso un santo sempre pronto a prestare aiuto nei momenti più difficili, non ultimo lo scorso 24 luglio.

Se siamo nel giusto, e riteniamo proprio di sì, la domanda è questa: come mai si è verificata simile “svista”? E insieme: se si decide di cambiare (… le Sacre Scritture, addirittura!), almeno avvertiteci, ci prepareremmo a dovere evitando di subire certi “traumi”? Se poi lo si fa in nome di un certo “rinnovamento” della spiritualità peschiciana, allora, beh… avvertiteci ugualmente, che diamine. Si sappia, tuttavia, che non siamo, e non lo saremo mai, disposti a vedere “sconvolta” la storia del NOSTRO Santo e soprattutto la nostra cultura religiosa (e chi scrive non è un vecchio di 90 anni).

Infine, per chiudere, se effettivamente svista c’è stata, allora siamo veramente orgogliosi di averla rilevata e messa in risalto, in modo che chi l’ha commessa provveda (vabbè, spenderà un po’ di più del previsto, ma almeno non divulgherà una castroneria, se, ripetiamo, di castroneria si tratti) ferma restando la nostra disponibilità ad accettare qualsiasi forma di rettifica o di correzione al nostro “eventuale errore”.

Però, consentiteci l’ultimo interrogativo: chi controlla i controllori?

 Redazione

 

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  Commenti dei Lettori:

-- 04/07/2008 -- 21:22:34 -- il direttore editoriale

Mariolina commenta dalla Florida: "M'interessa molto il fenomeno che state vivendo: quante volte una tradizione cambia per un errore, una svista che può passare inosservata anche in cerchie di persone "colte". Quante volte la tradizione cambia anche perché la gente/il popolo che la vive non è sempre in grado di cogliere e intervenire in cambiamenti di questo genere. Il secondo tipo di trasformazione e' alla base del mio studio di Madonne Ritrovate. . ."

-- 04/07/2008 -- 21:44:18 -- Domenico

Cara Mariolina, ti do' la mia personale garanzia (ma credo anche quella di tantissimi altri) che ciò non accadrà! Non permetteremo a nessuno di cambiare la nostra storia, le nostre tradizioni, le nostre origini. So che l'argomento è molto delicato, e degno di ben altri interlocutori, ma nessuno, nessuno, si deve mettere tra noi ed il Profeta Elia.

 
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