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21/05/2014

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ARTE E ATLETICA: ECCELLENZE GARGANICHE ALL”ESTERO

Clicca per Ingrandire ARTE = Con straordinario successo e complessa organizzazione, “La Telaccia by Malinpensa”, Galleria d’Arte di Torino, segnala validi artisti contemporanei molto promettenti, scrupolosamente e seriamente selezionati nel vasto panorama artistico internazionale. Gli artisti esporranno opere di pittura, scultura, grafica, ceramica, incisione, bassorilievi e lavori realizzati al computer in una mostra all’Hotel de Paris del Principato di Monaco (Montecarlo) di forte vigore creativo e alta qualità interpretativa. Migliaia le adesioni giunte alla galleria provenienti da tutte le parti del mondo, ma solo cento artisti sono stati selezionati per esporre le loro opere in questa manifestazione di elevato livello culturale. Fra questi, Matteo Nardella, di San Marco in Lamis, classe 1988. Per lui sarà un’occasione coinvolgente e fortemente responsabile, a testimonianza di un’arte rispettosa ed essenziale.

Sempre più nuovi linguaggi, forme e colori si fondono con la sensibilità, la poesia e la forza descrittiva per un’arte ricca di ampia resa contenutistica, comunicativa e capacità di tecnica. La Galleria d’Arte promuove così un percorso artistico di notevole importanza che trova risultati di grande merito. Appuntamento interessante assolutamente da non perdere dove un ricorrente intreccio di puri sentimenti si materializza in una libertà assoluta di espressione. Gli artisti ci raccontano e ci seducono ininterrottamente con la loro arte nelle tecniche e nei materiali più svariati all’insegna di una esposizione prestigiosa intrisa di autenticità in cui si fonderanno profondi stati d’animo emozionali e suggestive sensazioni, indice fondamentale di un fare arte sincero.

SCHEDA 1 (la Biografia di Matteo Nardella) = Nasce a San Marco in Lamis il 28 gennaio 1988. Conseguita la maturità scientifica il 2007 e il diploma in marketing il 2008, decide successivamente di seguire la sua passione per l’arte iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti di Foggia, dove consegue il diploma di laurea di primo livello il 2011, poi quello di specialistica il 2013 col massimo dei voti. Partecipa a varie mostre-concorsi e Biennali d’incisione in Italia e all’estero, dove riscontra varie segnalazioni e apprezzamenti, come:

- segnalazione alla 21ª edizione del concorso nazionale di calcografia comune di Gorlago (Bg), classificato tra i primi sedici in Italia
- selezione alla 7ª e 8ª Biennale Internazionale d’incisione di Monsummano Terme (Pt) e alla prima Biennale d’incisone premio “Bruno Sparita” Napoli.
- mostra nella città di Kucukcekmece (Istanbul) e alla Port Art Gallery Ankara Turchia
- partecipazione alla 4ª edizione “Premio Ugo Guidi-Il Maestro presenta l’Allievo”, Montignoso (Ms), rappresentando l’Accademia di belle Arti di Foggia
- vincitore ex equo della 1ª edizione “La Prima Personale-Giovane arte in Puglia”, Locorotondo (Ba)
- 4° posto a 4ª edizione della mostra-concorso nazionale “Grafò” (No), Giuria Ufficiale.

Di recente un suo lavoro è entrato a far parte dell’archivio delle stampe Contemporanee di Carnello (Fr) per la prima Collezione di Stampe Contemporanee del Basso Lazio. Attualmente impegnato nella prosecuzione del suo percorso artistico.

SCHEDA 2 (la Critica) = A stare “Tra le fronde” ci si scopre disumani. Alla stregua di un barone rampante che, nascosto in cima agli alberi, adotta un metro in più sul piano di orizzonte. Accostare l’intrico di una natura selvaggia implica compiere un movimento fra libertà e disperazione. Matteo Nardella spezza l’equilibrio romantico del buon selvaggio, la piega concettosa di una umanità sgombra dalla civiltà che libera la normale essenza di un uomo senza impedimenti.

L’artista attacca la filosofia romantica di Rousseau e dell’Emile (1762): “Ogni cosa è buona mentre lascia le mani del Creatore delle cose; ogni cosa degenera nelle mani di Dio”. La prova si può trovare in “Superamento del dualismo” (2012), nella serie di xilografia-acquatinta in cui l’umano-sembiante si dimette da ogni bipolarismo manicheo a favore di un superamento che trova, nell’angelo, la drammatica e sinistra visione di una caduta del progetto divino. Immagine superba in tal senso Angelo nel Bosco (2011), assoluzione dal peccato di aver creduto nel bene e nel male.

Nell’arte di Nardella, quindi, sono gli antichi concetti di bene e male a subire il processo di ridefinizione perenne, volto al superamento della dualità archetipica e radicale, di quell’antitesi o classificazione stagnante tipica della cultura occidentale e del suo bagaglio scritturale e teologico, come se attraverso il segno grafico fosse possibile narrare l’intera storia del mondo e riattualizzarla, nei vuoti e nei pieni della composizione, fino a sciogliere la distanza fra le due principali e necessarie polarità esistenziali.

La tecnica adottata, quella dell’incisione, permette all’artista di ottenere una morbidezza nel tratto e nelle gradazioni tonali che conferisce alle composizioni un’atmosfera sospesa, di passaggio fra pensiero razionale e pensiero analogico-intuitivo. Anche in questo caso sembrerebbe che l’utilizzo combinato dei due ambiti cognitivi sia la sola strada per una comprensione totale della natura umana e del mondo. E il gioco di contrapposizioni fra bene e male - vuoti pieni, segni rigidi e molli, all’interno del teatro della narrazione - si fa manifesto anche nell’ambiente boschivo in cui si aggira indisturbato un angelo, in un panorama di luci che attraverso l’uso dell’acquaforte e dell’acquatinta contribuiscono alla resa inquieta della scena.

(Collettivo Critico “La Cavaiola”; interventi di Roberto La Carbonara, Giuliana Schiavone, Nicola Zito, Lorenzo Madaro - catalogo mostra personale “Tra le Fronde” 1-17 marzo 2013 - Il mistero pervade la creazione di Matteo Nardella che presenta un dittico dal titolo “Angelo Bianco-Angelo Nero”. La proposta si configura come salto nella dimensione oscura e spirituale al contempo. Singolare la scelta di realizzare il tutto a incisione - Tribuna Novarese 28 maggio 2013).

Miriam Giustizieri


ATLETICA = Grande soddisfazione per il podismo italiano, in particolare pugliese: l'Atletica Padre Pio di San Marco in Lamis si è distinta degnamente nella “Volkswagen Prague Marathon”. Onori a tutti i partecipanti - sedici protagonisti nella lunga distanza e quattro nella staffetta, - e un particolare “bravo” a “Michelone” Perta che, nonostante la tendinite, è riuscito a riportare un prestigioso 1° posto degli italiani col miglior tempo di 2:48:17, e Alberto D'Alessandro, 1° italiano nella cat. SM50, alla sua prima esperienza, col tempo di 3:02:06. Non meno importante la prova di Giuseppe Scaramuzzi che, dopo sacrifici di dieta e chilometri ha concluso una prova dura come la maratona.

Tutti nelle loro possibilità sono stati bravi. Arrivare dopo 42,195 km è sempre un vittoria. “Una festa bellissima - afferma il presidente della Società ringraziando l’Atletica Padre Pio, - che sento di dedicare in particolare al nostro amico Tonino, scomparso ai nostri affetti circa un mese fa. Doveva correrla con noi col pettorale ‘1253’. Non è stato possibile. A lui il nostro ricordo più corale e affettuoso. Un abbraccio di emozioni lo faranno sentire partecipe di questa esperienza bellissima”.


FOTO SOTTO
1. locandina Biennale
2. Matteo Nardella
3. “Dark Angel”, 2012, acquaforte, acquatinta, acquatinta al sale, mm 300x500 su zinco, foglio 500x700 mm)
4. Michele Perta (a sx) - Alberto D’Alessandro



 sanmarcoinlamis.eu

 

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