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08/04/2014

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DIMMI COME PARLI (O SCRIVI) E TI DIRÒ CHI SEI

Clicca per Ingrandire Il mondo è ormai pieno di ‘grammar nazi’ (persone che abitualmente correggono e criticano l'utilizzo della lingua degli altri e non sopportano chi la storpia, specialmente nei dialoghi formali e su Internet; ndr). Ma se c’è una categoria-principe che non tollera gli errori grammaticali è quella delle donne. Non ho mai capito perché, ma la ‘femmina’ ci tiene moltissimo a una scrittura corretta e una forma impeccabile. Perciò, se non si vuole veder crollare le possibilità di conquista verso il gentil sesso, si deve stare attenti a non commettere i quindici errori in lingua italiana più odiati dalle ragazze. Partiamo dalla 15.ma posizione per arrivare gradualmente al podio.

15. - “PROPIO” -
Lo so, si sente poco la R, ma l’avverbio si scrive così: PropRio
(LUI - “Ma sei proprio sicura che proprio si scrive proprio?”
LEI - “Non fa ridere”
LUI - “Scusa”)

14. - “PULTROPPO” -
Qui invece la R viene confusa con la L. Errore tipico dell’età infantile, specialmente dai 5 ai 48 anni. Ad alcune ragazze potrà fare tenerezza, altre non vi perdoneranno mai.

13. - “FRUSTAZIONE” -
Altra R che non si sente. È così che una persona FRUSTRATA diventa FRUSTATA.

12. - “APPROVARE” e “APPRENDERE” -
Se voglio comprare un maglione non vado “APPROVARLO” ma “A PROVARLO” (vado “A PRENDERLO” e non “APPRENDERLO”; ndr). Questa tipologia di errore è fra le più divertenti in assoluto, ma se lo scrivete in un messaggio a una ragazza le vostre possibilità di andare in gol si riducono a zero. A meno che non siate molto bravi a giocarvi la scusa del correttore automatico.

11. - “DA” o “DÀ” -
Una volta ho dimenticato l’accento su DA in un articolo e sono stato massacrato nei commenti, perciò sono andato a studiarmi bene la regola, e se ho capito bene DA va senza accento se è preposizione mentre va con accento se è terza persona singolare nell’indicativo del verbo DARE. Con apostrofo, invece, se è seconda persona singolare dell’imperativo. Chiedo perdono a coloro che continuano a insultarmi per quell’errore. Ho imparato la lezione, ve lo giuro.

10. Gli ho - “IMPARATO” - a scrivere
Va bene confondere una lettera per un’altra, ma quando viene scambiato un verbo per un altro significa che si merita la galera, e in galera non ci sono donne.

9. - “DITI” e “BRACCI” -
Anche questo è un errore gravissimo ma è talmente grossolano che più che far accapponare la pelle fa quasi tenerezza. Non alle ‘grammar nazi’ ovviamente, le quali ogni volta che si imbattono in un errore del genere chiedono la testa del responsabile.

8. - “LÌNGUINE” - (occhio all’accento, altrimenti si confonde con un tipo di pasta; ndr)
Altro errore comunissimo. L’ideale per fare una figura di m…a con la ragazza che vi piace.
(LEI - “Vuoi che ti mostri l’ìnguine?”
LUI - “Oh certo, adoro il tuo l’ìnguine”
LEI - “Lìnguine? Ma quanto sei ignorante? Col cavolo che te la do adesso”

7. - “INTERROGAZZIONE” -
La forma corretta per tutte le parole che terminano in ‘ione’ è sempre con una zeta… dannaZzione!

6. - CENTRA o C’ENTRA -
Ecco un errore molto molto comune. La regola per non sbagliare più è che centra come centra, c’entra si scrive centra; se invece centra come c’entra, c’entra si scrive c’entra. Chiaro no? (sic!)

5. - “GLI” - ho detto (un lui parla di una lei; ndr) che l’amo
“Gli” è il pronome più messo a c…o del mondo. Se è riferito al femminile va usato “LE”. Mi raccomando, è un errore che può portare a enormi equivoci. Ad esempio se avevate un appuntamento galante e i vostri amici vi chiedono come è andata, dire “Gli ho tirato un limone” e “Le ho tirato un limone” non è la stessa identica cosa.

4. - “DASSE” e “STASSE” -
I congiuntivi di DARE e STARE non entrano nel podio per un pelo, nonostante siano fra le parole più sbagliate in assoluto. La forma corretta è “DESSE” e “STESSE”. Ci sono donne che hanno chiesto il divorzio perché il marito commetteva questo errore.

3. - “UN PÒ” -
PO’ e non PO’, con l’apostrofo, perché è l’elisione di “POCO”, e non con la ‘o’ accentata. Nonostante possa sembrare errore di poco conto, potete provare a scriverlo su uno ‘stato’ di facebook o su un ‘tweet’ per rendervi conto di quanta gente è pronta a rompervi l’anima per un errore del genere. Il genere femminile è particolarmente sensibile a questo ‘orrore’, per questo si merita un dignitoso terzo posto.

2. “QUAL’È”
“QUAL’È” con l’apostrofo si cucca la medaglia d’argento. È un errore così comune che sono molte di più le volte in cui si trova scritto sbagliato che quelle in cui si trova scritto corretto. Inutile dire che se vi scappa in un sms indirizzato alla vostra amata potete considerarvi single ancora prima di accorgervene.

1. - “APOSTROFO” -
Ovviamente in prima posizione si piazza lui, il solo, l’inimitabile, l’inarrivabile “APOSTROFO”. Se c’è una cosa che ho imparato dalla vita è che puoi essere antipatico, violento, deforme, puzzolente, ignorante, povero, ma nulla per una donna è peggio di un uomo che sbaglia a mettere l’apostrofo. La regola è che l’apostrofo va usato solo se le parole sono al femminile, tipo “un’amica, un amico”.

CONSIGLIO = Se starete attenti a questi quindici comunissimi (purtroppo; ndr) errori, il vostro rapporto con l’altra metà del cielo migliorerà. Ma arriverà il giorno in cui saremo noi a correggere loro, e solo a quel punto l’uomo avrà davvero raggiunto l’emancipazione… spero!


  oltreuomo.com (testo e foto)

 

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  Commenti dei Lettori:

-- 09/04/2014 -- 17:57:01 -- vincenzo

CONTESTO CHE GLI UOMINI COMMETTANO QUESTI ERRORI E CHE LE DONNE NE SIANO ESENTI. Io sono un "rompiglione" di prima categoria (con chi ho confidenza, ovviamente) e do la mia assicurazione che, quanto a commettere di questi errori, non posso dire di aver trovato differenza tra i due sessi. Non so dove e come sia stato condotto questo studio. Vorrei dire che IMPARARE nel senso di insegnare è un errore che ci viene, purtroppo, dal francese: APPRENDRE è sia intransitivo (apprendere, imparare) che transitivo (insegnare). L'errore si commette più di frequenza in dialetto. Nel testo c'è qualche refuso: è scritto, p.es, PO' e non PO', invece di "PO' e non Pò". DASSE e STASSE sono romanismi, ma non per questo non sono errori.... Spesso erroneamente parliamo di "apostrofo", invece di parlare di segno di elisione. Questo errore è commesso anche qui. LA FIRMA NON è PERSONALE; avrei preferito un nome ed un cognome.

 
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