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01/04/2014

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SECONDA DI F1: FERRARI COSÌ COSÌ

Clicca per Ingrandire Lewis Hamilton trionfa a Sepang nel GP della Malesia 2014, corso domenica 30 marzo, in tandem con Rosberg, 2°. Una doppietta importante per la Mercedes. Vettel (3°, Red Bull) completa il podio. Alonso (Ferrari) è 4°, battendo nel finale Hulkenberg (5°, Force India). Button (McLaren) 6° davanti alle Williams di Massa e Bottas. Gara rovinata per Ricciardo (Red Bull), penalizzato e ritirato dopo un cambio gomme disastroso (sarà anche penalizzato di 10 posizioni sulla griglia in Bahrain). Una foratura al via, dopo un contatto con l’esordiente Magnussen, rovina la corsa di Raikkonen (Ferrari), 12°.

La cronaca: al via Hamilton parte e allunga subito in solitaria. Vettel perde invece la seconda posizione, passato da Rosberg e dall'arrembante Ricciardo, che gli sfila la terza piazza. Dietro, Alonso deve difendersi dall'attacco della Force India di Hulkenberg, ancora una volta insidiosa nei confronti della Ferrari. Raikkonen scatta come un leone ma nella bagarre iniziale rimedia una foratura della posteriore destra. Destinazione box per Kimi: paga l'errore di Magnussen (penalizzato con 5" di stop&go al successivo pit-stop) che con l'ala della McLaren urta la gomma della ‘rossa’. Il pit anticipato relega il finlandese in 20.ma posizione.

Alonso entra ai box all'undicesimo giro, seguito da Ricciardo, che proprio all'uscita dai box ingaggia una bel duello, ruota contro ruota, col ferrarista, battendolo senza esitazioni. Stessa storia per Vettel, che al giro 14, rientra in pista appena davanti a Daniel e Fernando. Ma Seb si ritrova a gestire "il tappo" della Williams di Bottas che, per qualche curva, rallenta la Red Bull. Filano invece lisci i cambi gomma delle due Mercedes, che al giro 17 si ritrovano stabilmente al comando: Hamilton leader della corsa e Rosberg che segue a +9.6. Nelle retrovie Raikkonen lotta invece con Ericsson per il 17° posto, condizionato però da alcuni problemi di regolazione su volante e drs della Ferrari.

Ad Hamilton viene comunicato che deve preservare il motore, nonostante sia uno dei piloti che consuma di meno. Restano invece stabili i distacchi fra gli inseguitori. Al giro 25 inizia a perdere leggermente terreno Alonso, in crisi col deterioramento delle gomme, per la gioia di Hulkenberg che recupera terreno sulla Ferrari. Intanto Raikkonen viene doppiato da Hamilton. Altra sosta ai box per Vettel, poi Rosberg, al giro successivo. Situazione che permette alla Red Bull di tornare negli scarichi della Mercedes. Intanto si ferma Hamilton, che cede provvisoriamente il comando a uno strategico Hulkenberg, sempre con un cambio gomme in meno.

Al giro 35 le posizioni sono però ristabilite: Hamilton davanti a tutti con +12" su Rosberg. Nico, però, trova lo spunto per riprendere margine su Vettel che lo insegue. Ricciardo è in crisi coi consumi (flussometro ancora ko) e si trova staccato a +9". Alonso tiene la quinta piazza, amministrando il gap da Hulkenberg, tornato alle sue spalle dopo la sosta. Dietro, Button, Massa, Botta e Magnussen si giocano il piazzamento in top ten. Quando mancano 15 giri al termine, affidabilità e consumi si fanno critici per tutti. Rosberg si vede minacciato da Vettel e deve spingere sull'acceleratore. Allo stesso modo Ricciardo vede Alonso negli specchietti.

Tanto che Daniel anticipa il cambio gomme al passaggio numero 41, ma dopo la ripartenza l'australiano si ferma qualche metro più avanti. L'anteriore sinistra è stata fissata male. I meccanici riescono a riportare a spinta la macchina nella piazzola e riavvitare il pneumatico. Ma la sfortuna dell'australiano non è finita. L'alettone anteriore cede nella parte destra durante la percorrenza di un cordolo, costringendo Daniel a un nuovo pit-stop. Rientra 16°, ma come se non bastasse, la direzione gara lo penalizza con uno stop&go (10") per violazione delle norme di sicurezza nel cambio gomme. E' quindi definitivo il ritiro dell'australiano.

Finale agitato anche per Alonso, ma in positivo. Fernando è 5°, impegnato a stampare giri veloci per riprendere Hulkenberg. Dietro, Button prova a resistere agli attacchi delle Williams di Massa e Bottas, impegnate anche fra loro per una lotta in casa. Con tanto di ordine di scuderia ignorato da Felipe, che non lascia passare il compagno. Sventola la bandiera a scacchi per Hamilton, che firma il suo primo successo stagionale - il 23° in carriera come Nelson Piquet - e si piazza in seconda posizione nella classifica piloti, con 25 punti. Rosberg è invece 2°, regala la doppietta alla Mercedesi.

Vettel completa il podio, precedendo Alonso che riesce a sfilare la quarta piazza alla Force India in crisi con le gomme. Fernando è terzo nella classifica iridata, con 24 punti. Uno in più su Button, che lo segue anche al traguardo, 6°. Beffa finale invece per Raikkonen, battuto in volata sul traguardo e finisce dietro la Lotus di Grosjean solo per 1 decimo. Domenica 6, tutti di nuovo in pista per il GP del Bahrain.


ORDINE DI ARRIVO
1. Lewis Hamilton (GBR/Mercedes)
2. Nico Rosberg (GER/Mercedes) a 17.313
3. Sebastian Vettel (GER/Red Bull-Renault) a 24.534
4. Fernando Alonso (ESP/Ferrari) a 35.992
5. Nico Hülkenberg (GER/Force India-Mercedes) a 47.199
6. Jenson Button (GBR/McLaren-Mercedes) a 1:23.691
7. Felipe Massa (BRA/Williams-Mercedes) a 1:25.076
8. Valtteri Bottas (FIN/Williams-Mercedes) a 1:25.537
9. Kevin Magnussen (DEN/McLaren-Mercedes) a un giro
10. Daniil Kvyat (RUS/Toro Rosso-Renault) a un giro
11. Romain Grosjean (FRA/Lotus-Renault) a un giro
12. Kimi Räikkönen (FIN/Ferrari) a un giro
13. Kamui Kobayashi (JPN/Caterham-Renault) a un giro
14. Marcus Ericsson (SWE/Caterham-Renault) a due giri
15. Max Chilton (GBR/Marussia-Ferrari) a due giri

CLASSIFICA PILOTI
1. Nico Rosberg (GER) 43 pts
2. Lewis Hamilton (GBR) 25
3. Fernando Alonso (ESP) 24
4. Jenson Button (GBR) 23
5. Kevin Magnussen (DEN) 20

CLASSIFICA COSTRUTTORI
1. Mercedes-AMG 68 pts
2. McLaren 4
3. Ferrari 30
4. Williams 20
5. Force India 19
6. Red Bull 15

Stefano Tavaglione

 Redazione

 

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