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14/03/2014

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CALENELLA: SILENZIO DI PLATINO

Clicca per Ingrandire Torniamo sullo sconcertante caso della Piana di Calenella, inserita nel Piano Urbanistico Generale di Vico del Gargano con una singolare lottizzazione a ponente, sull'argine del canale. Quanto segue è stato estrapolato da un pezzo di Michele Angelicchio pubblicato sull’Attacco di Foggia l’11 scorso, nel quale affronta anche altri temi legati alla destinazione e alla fruizione, riguardanti ancora la cittadina (Palazzo della Bella) e soprattutto San Menaio (Colonia Postiglione), ma anche il villaggio turistico Macchia di Mare.

«Il professor Giuseppe D'Avolio (Peppe per gli amici) è stato chiaro: ciò che ammanta oggi la politica e l'amministrazione di Vico del Gargano è silenzio di platino. “La politica è finita?” si chiede il quotidiano l'Attacco. A ben guardare e ascoltare i pochi che esprimono un pensiero, sembrerebbe proprio di si. I fatti e le attenzioni cui è sottoposto il nostro territorio, e il nostro futuro, pare non sia materia della politica cittadina e, sopratutto, non sia argomento all'ordine del giorno per amministratori, Consiglio comunale, parti sociali, interessi da tutelare nei confronti della comunità. Gli esempi: si parte dalla Piana di Calenella e quanto si sta muovendo intorno.

«La Piana ha potuto godere per decenni di una sorta di tutela tacita, accettata da tutti. Un’intesa quasi miracolistica che vedeva proprietari e politica uniti in un unico pensiero: salvarla da attenzioni e invasione della speculazione edilizia. La strada statale 89 e il tracciato della ferrovia dovevano rappresentare quel confine ideale e invalicabile oltre il quale nulla era permesso, neppure un sasso.

«Oggi tutto è cambiato, o sta per cambiare, velocemente, troppo velocemente, senza la mediazione della buona politica, “sveva e non slava”, come dice il nostro concittadino, più volte amministratore, Mario D'Altilia. Senza un sussurro della pubblica amministrazione impegnata da un gran da fare in feste, farina e funerali, senza la garanzia, la tutela, il controllo di una lunga lista di Autorità: Parco Nazionale del Gargano, Sovrintendenze di ogni sorta, Comune, Regione, Organi di Vigilanza… che dovrebbero metterci al riparo da ogni silenzioso e improvviso abuso, e da piccoli e grandi stravolgimenti.

«Invece, in maniera silenziosa e originale, il primo passo lo compie proprio la politica e l'Amministrazione vichese attraverso lo strumento-principe della tutela territoriale - il Piano Urbanistico Generale, silenzioso, muto - prevedendo una singolare lottizzazione sull'argine del canale a ponente della piana, pur sapendo degli avvertimenti dell'Autorità di Bacino. A levante, un imprenditore con azienda nel vicentino, investe circa un milione di euro e spiega compiutamente a questo giornale quali sono le ragioni del suo interesse: “Voglio fare un giardino. Il Pug? Vedremo...” E la politica tace.

«Che, prima o poi, le nostre bellezze, il nostro territorio, il nostro paesaggio quale valore più grande, i nostri luoghi, sarebbero finiti sotto l'attenzione del pragmatismo reddituale, degli investimenti, sotto la spinta del mercato e del circuito turistico, lo sapevamo tutti. Ma la politica tace. Anzi, quei pochi cinguettii ascoltati vengono clamorosamente smentiti e fatti passare come millantato credito. “Il nostro Pug è portato in giro dalla Barbanente in tutti gli uffici della Regione come modello d'esempio...” ha dichiarato appena qualche settimana fa l'autorevole esponente della pentammucchiata vichese. Puntuale arriva la smentita di Angela Barbanente, assessore Regionale a Qualità e Assetto del Territorio, Beni Culturali, Urbanistica, Politiche abitative.

«“Stiamo parlando - afferma l'assessore - di un megacentro turistico nella Piana di Calenella, previsione che io non conosco, perché il Piano di Vico mi risulta essere stato solo adottato e credo che anche Vico del Gargano debba esaminare le osservazioni. Quindi bisogna vedere se ci sono osservazioni che si oppongono alla realizzazione di questo megaimpianto turistico. In quel caso mi auguro che il Comune lo voglia esso stesso escludere. Ovviamente la Regione fa una verifica di compatibilità, molto rigorosa, con i valori paesaggistici del luogo e mi pare che la Piana di Calenella abbia una serie di tutele che non consentono la realizzazione di megaimpianti turistici in quel contesto”.»

Michele Angelicchio


 Redazione

 

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