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06/01/2014

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GROTTA DI SAN MICHELE OTTAVA NEL MONDO

Clicca per Ingrandire Sono dieci le Grotte Sacre più belle del mondo. All’ottavo posto di questa speciale classifica - stilata da una delle più autorevoli riviste al mondo, l’americana National Geographic (pubblicata in moltissimi Paesi e tradotta in 31 lingue diverse con cinquanta milioni di lettori) - c'è la Sacra Grotta di Monte Sant’Angelo dedicata all’Arcangelo Michele (foto del titolo; ndr). La Basilica Santuario di San Michele (foto 1 sotto), inoltre, da giugno 2011 è iscritta nella lista dei Beni patrimonio mondiale dell’umanità tutelati dall’Unesco. Nella top10 stilata dal National Geographic al primo posto c’è il Belize, seguono India, Cina, Sri Lanka, Grecia, Malta, Francia, Etiopia (segui il link http://travel.nationalgeographic.com/travel/top-10/sacred-caves/?fb_action_ids=10201060410537932&fb_action_types=og.likes&fb_source=other_multiline&action_object_map=[10150230252459289]&action_type_map=[%22og.likes%22]&action_ref_map=[]#page=2).

Entusiasta il sindaco della città pugliese, Antonio Di Iasio. “Essere inseriti dalla National Geographic - dichiara - nella top10 delle Sacre Grotte nel mondo è una grande gioia. Inoltre, la Sacra Grotta di San Michele Arcangelo rappresenta l’unica italiana in questa classifica, e questo ci rende ancora più orgogliosi. Siamo sul tetto del mondo sicuramente non per nostri meriti, ma perché conserviamo e ospitiamo uno dei Santuari più belli, importanti e storici del pianeta. Questo ci è stato riconosciuto anche dall’Unesco, che dal 2011 lo ha iscritto nella prestigiosissima lista grazie alle importanti presenze longobarde. Siamo felici, entusiasti e orgogliosi del nostro patrimonio, del nostro tesoro. Tutta la comunità, ne sono certo, continuerà a custodirlo gelosamente, tutelarlo, valorizzarlo e promuoverlo”.

UN PO' DI STORIA = La tradizione fa risalire l’arrivo del culto micaelico sulla montagna garganica all’ultimo decennio del 5° secolo, fissando al 490, 492 e 493 le tre apparizioni dell’Arcangelo, due delle quali al vescovo di Siponto. La ricostruzione della storia del Santuario e del culto dell’Arcangelo sul Gargano si fonda prevalentemente sul “Liber de apparitione sancti Michaelis in monte Gargano” (Apparitio), una operetta agiografica variamente datata dal 5° all’8° secolo e ricca di elementi miracolistici. Il racconto è conosciuto da tre episodi: del toro (490), della vittoria (492), della dedicazione (493). C'è anche una quarta apparizione, datata 1656, quando l’Arcangelo liberò la città garganica dalla peste.

SITO UNESCO = La Basilica Santuario di San Michele Arcangelo - sul cui ingresso troneggia l’iscrizione “Terribilis est locus iste / Hic domus dei est / et porta coeli” (Impressionante è questo luogo. Qui è la casa di Dio e la porta del cielo) - da giugno 2011 è iscritta nella lista dei beni patrimonio mondiale dell’umanità tutelati dall’Unesco, nell’ambito del sito seriale “I Longobardi in Italia, i luoghi del potere (568-774 d.C.)” che comprende sette siti: Monte Sant’Angelo, Benevento, Spoleto, Campello, Brescia, Castelseprio e Cividale del Friuli. Più di 1500 anni di storia per un Santuario che nei secoli è stato meta ininterrotta di pellegrinaggi e luogo visitato da re, imperatori e pontefici. Ultima, la visita di Papa Giovanni Paolo II il 1987.



 Ufficio Stampa e Comunicazione Comune Monte Sant'Angelo

 

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