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01/04/2013

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LE RONDINI COME GLI EMIGRANTI: NON ABBANDONANO MAI IL GARGANO

Clicca per Ingrandire Le Redazioni del Gargano, in tempo reale, fanno pervenire nei Paesi lontani immagini e informazioni. I nostri emigranti sono ghiotti delle notizie del Promontorio, che suscitano ricordi e forti emozioni e fanno incuriosire i loro nipoti stimolandoli a visitare la nostra terra e conoscere vicoli e strade calpestate dai loro antenati. Sul sito di sanmarcoinlamis.eu, a esempio, in fondo all’articolo “Dall’antica civiltà contadina del Gargano i falò di San Giuseppe” si legge il commento di due emigrati australiani le cui parole semplici, dettate dal cuore, fanno riflettere a lungo.

Molti hanno abbandonato la propria terra per necessità, senza avere avuto la possibilità di ultimare le scuole dell’obbligo, ma adesso sono in grado di dialogare in internet e capaci di catturare notizie e immagini dei luoghi a loro cari, a differenza dei residenti che posseggono anche titoli di studio. Le immagini a corredo del mio articolo “Il Gargano, emporio di immagini e sapori” (pubblicate da varie Redazioni locali fra cui la nostra: http://www.puntodistella.it/news.asp?id=5918 - ndr), hanno suscitato l’interesse di molte riviste straniere.

Per questa ragione invio in allegato una mia foto seduto su una vecchia gradinata ornata di fiori, non certo per nascondere l’intonaco scrostato e la ringhiera arrugginita, bensì per invitare tutti i miei concittadini a ‘onorare’ le vecchie terrazze e le vecchie balconate dei vicoli per renderne ancora più avvincente la bellezza. I turisti sono ottimi intenditori, provano disgusto e sgomento per i bei luoghi tappezzati di cemento, invece sanno apprezzare le strutture semplici che esaltano il paesaggio naturale e saziano i loro sguardi.

Le foto dei cimeli del nostro territorio vengono poi esposte in terre lontane e invogliano i curiosi osservatori a visitare i nostri luoghi. Sarebbe importante ricollegare gli antichi sentieri sterrati che conducono ai luoghi panoramici, ai luoghi sacri e ai luoghi dove si trovano reperti antichi e archeologici, da percorrere con cavalli e mountain bike. E creare maneggi e strutture di agriturismo adatti per la sosta dei cavalieri e dei ciclisti. Sostenere i caseifici che producono i formaggi selezionati di capre e pecora come già avviene per il caciocavallo prodotto dal solo latte di mucca podolica che si è classificato al secondo posto fra i tanti formaggi.

E pensare poi alla ricostruzione dei trabucchi per rendere ancora più spettacolare lo scenario delle rive e salvaguardare il letto del mare molestato dai rastrelli dei pescherecci. Organizzare il palio “corsa di cavalli” sulle lunghe spiagge di Vieste, Rodi, Torre Mileto… come avveniva in passato. Organizzare rodei con cavalli e cavalieri rivestiti di abbigliamenti medievali. Poter riempire le strade festanti e creare i presupposti per sviluppare il turismo non solo in agosto ma in tutto l’arco dell’anno.

E’ fertile di attrazioni, il nostro Gargano e le manifestazioni: spirituali, folkloristiche e sportive possono arricchire il turismo. Un elogio va pertanto rivolto alle società sportive che già organizzano per quest’anno, importanti eventi. Vedi il Triathlon del 15-16 giugno a Vieste e quello di Foce Varano il 20-21-22 settembre, e la 1ª Maratona del Parco Nazionale del Gargano il 27 ottobre a Sannicandro Garganico.

Antonio Monte



Ps. Come sempre il nostro ‘corrispondente’ da Milano invia anche una sua composizione a corredo del suo pezzo. Eccola.


PAESE DEL GARGANO

O Apulo paese, selvaggio e scosceso,
tu roccaforte del tenace pugliese.
La gente pastore errante
un dì si trasformò per te combattente
raccolta in su al castello
ti difese con forca e coltello
dal saraceno violento e forte
che voleva espugnare la tua corte.

La gente novella, boriosa e scostante,
oggi è ribelle o farfalla emigrante.
Ad accudire l’orticello
è rimasto il vecchierello,
che prega ansioso al Santo miracoloso
il ritorno della figlia con lo sposo.
Lento, zappa la sua vigna,
spacca ancora tanta legna,
si rende utile, operoso,
per la sua Daunia rocciosa.

Suda con perseveranza per avere l’abbondanza
di olio e di legumi ne fa scorta,
frutta secca nella sporta,
per donare con amore al suo ospite d’onore.
Prepara all’occorrenza genuina pietanza:
dolci, vini, tutto in abbondanza
e aspetta, aspetta col cuore esultante
il rientro del suo emigrante.

L’ospite rientra indifferente
schiamazzando nella strada festante;
torna per fare scorta,
se ne infischia del vecchio e del suo orto.
Torna per bagnarsi al mare,
torna per visitare il Gargano,
poi riparte, spietato ti tradisce
per Bologna o per Milano.

O Apulo paese sempre meno difeso,
tra vecchio e nuovo v’è tanto divario,
tu sempre più solo, sempre più solitario;
soltanto la rondine leale e sincera
ti allieta puntuale ogni primavera.




 Redazione

 

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