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29/01/2013

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FASNAT: LO RICORDANO…

Clicca per Ingrandire A una settimana dalla scomparsa (avvenuta il 23 scorso nell’ospedale di Manfredonia) di uno dei protagonisti della vita artistica peschiciana, Natalino Fasanella (foto del titolo, con l'immancabile macchina fotografica), ci piace ricordarlo con alcune delle riflessioni di amici ed estimatori.


MICHELE LAURIOLA (direttore mensile Fuoriporta, Vico del Gargano) = Una brutta, bruttissima notizia! Il mio amico Natalino! Appena qualche settimana fa mi aveva tranquillizzato sulle sue condizioni di salute. Adesso comprendo la sua difficoltà nel rendermi partecipe... Mi mancherai, caro Fasnat, come pure mancheranno i tuoi ‘personaggi’ illustri e non, magistralmente ritratti nelle tue opere. Conserverò nel mio studio, gelosamente, la tua ‘Peschici’, un po' triste, un po' cupa, come il tuo colore degli ultimi anni. Rimarrai sempre nel mio cuore e ti vorrò bene come ho sempre fatto. Ciao, amico mio.

DAY GILLES TRINH DINH = Fasnat ha gestito durante gli anni d'oro di Peschici una vera Galleria d'arte. Si chiamava, mi sembra, “Lo Scalmo” (confermato; ndr), inizialmente davanti ai giardini dove sta adesso il nuovo Bar di Paolo - la Villa comunale, - poi nel paese vecchio, all'angolo tra Via Roma e Via Forno. Esponeva quadri di pittori italiani di qualità. A Roma lavorava, come responsabile, all'interno del dipartimento delle Belle arte della Cassa di Risparmio romana.

SAVERIO SERLENGA = Peschici e il Gargano piangono l'improvvisa scomparsa di Natalino Fasanella, in arte Fasnat. E' morto a 74 anni nell'ospedale di Manfredonia, dove era stato ricoverato qualche settimana fa a causa di una brutta malattia … Nato in Albania, Fasnat si era guadagnato il nomignolo dii ‘Guttuso del Gargano’ grazie al suo aggressivo realistico linguaggio artistico col quale, da un lato, è riuscito a mettere in discussione la moralità distorta di una società, sempre più in decadenza, dall'altro è stato in grado di attenuare questa durezza con un aspetto romantico e ironico, quasi da sognatore.

Una vita trascorsa in giro per l'Italia, nelle più importanti accademie d'arte, a esibire i suoi straordinari dipinti. Nel 1995 un malaugurato incidente d'auto lo costrinse a non vedere più i colori e a disegnare sempre in bianco e nero. Era molto legato alla sua Peschici e ai peschiciani ai quali ha sempre dedicato disegni che hanno ottenuto un ottimo successo di critica e pubblico. Amava organizzare le sue personali nell'atrio del Comune.

TERESA MARIA RAUZINO = Si può raccontare Fasnat in tanti modi. Episodi di vita, aneddoti, frasi... Io non ho avuto la fortuna di approfondire la sua conoscenza e me ne rammarico. Lo incontrai per la prima volta a una mostra di Romano Conversano al Castello di Peschici dove Fasnat esponeva in contemporanea, poi vidi nell'Atrio del Municipio alcuni suoi quadri. Non sono un'esperta d'arte, ma mi colpirono i ritratti ironici dei politici e della Peschici ‘da bere’. Fui felice che fossero tutti maschi!


 Redazione

 

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