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21/01/2013

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EVITIAMO UNO SCIPPO E SALVIAMO IL PAESAGGIO

Clicca per Ingrandire Occorre rivedere il testo unico sui Tratturi Regii (foto del titolo, un tratturo della transumanza; ndr) previsto dalla Regione Puglia. In questo scampolo di legislatura regionale, appare inutile e incomprensibile il desiderio di disciplinare un bene comune così importante, non soltanto per il paesaggio e le tradizioni pugliesi, ma per le incidenze economiche e sociali di elevato impatto che promuove, senza una visione di lungo periodo. Nei prossimi giorni (mercoledì 23) andrà in Aula del Consiglio Regionale per l'approvazione un testo di Legge che tende a parificare i suoli dei Tratturi - portatori di una secolare storia economica, giuridica e sociale - coi terreni ex O.N.C. (Opera Nazionale Combattenti), divenuti un insostenibile peso senza futuro.

La rete dei Tratturi rappresenta una risorsa del territorio, oltre che un patrimonio del paesaggio, dal quale non si può e non si deve prescindere per guardare al futuro in un'ottica di sviluppo sostenibile, compatibile con tradizioni, orizzonti ed eccellenze produttive pugliesi. L'attuale normativa non è antichissima, fa capo alla Legge 29/2003. Dopo secoli di abbandono e indifferenza, soltanto da dieci anni si è tornati a parlare di valorizzazione e fruizione turistico-ambientale, prevedendo in capo ai Comuni la responsabilità di redigere un “Piano Comunale dei Tratturi” per determinare la destinazione d'uso di tratturi, tratturelli, bracci e riposi.

Una potestà legislativa che il nuovo ddl scardina in favore di un “Quadro di Assetto Regionale”, con cui la Regione intende sostituirsi ai Comuni nella definizione delle destinazioni d'uso delle aree tratturali. Un inquietante e definitivo esproprio di compiti e funzioni contro ogni logica di buona pratica urbanistica, avverso ogni buon principio di sussidiarietà, giustificato probabilmente da uno sguardo proiettato alle possibili entrate immediate che deriveranno dalle alienazioni, decise in Via Capruzzi (sede della Regione) e trattenute in Via Capruzzi, senza alcuna prospettiva per le comunità locali.

Le Associazioni che caldeggiano la revisione del testo unico di cui in esordio (fra cui la peschiciana “Punto di Stella”) evidenziano un pericolo per il paesaggio pugliese (e garganico in particolare), la sua identità, valorizzazione e fruizione turistica delle già fragili aree interne e rurali, appellandosi affinché possa essere ritirato, rivisto, emendato sulla base delle osservazioni negative già pervenute dall'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e - magari - concertato coi Comuni.


  Forum Nazionale “Salviamo il paesaggio”-Comitato Baia Zaiana

 

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