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18/01/2013

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BELLO COME IL SOLE

Clicca per Ingrandire Anna non avrà più di cinquant’anni. Il volto segnato dal dolore. L’ho incontrata, qualche volta, nei vialetti di un cimitero di paese. Un posto di pace, piccolo e curato, silenzioso e fiorito, dove la gente usa ancora salutarsi, anche se non si conosce. Anna in quel cimitero ha seppellito un figlio ragazzo che va a trovare tutti i giorni: morto ammazzato. Due colpi di pistola in testa, per non lasciare scampo. Cattive amicizie, dicono in paese, famiglia per bene, ha visto qualcosa che non doveva. Chissà. Non sappiamo e non ci riguarda. Di quella storia di morte e dolore conosciamo solo la foto di un ragazzo sorridente, bello come il sole, abbracciato al suo cane, in riva al mare.

Fiori freschi, l’albero di natale a dicembre, i disegnini di un bimbo dedicati a un papà che non ti vedrà mai crescere, svolazzanti sulla lapide. E Anna, naturalmente: ogni giorno un fiore fresco, il più bello, il più prezioso. Arriva silenziosa, lucida e pulisce, sistema i fiori e si siede su un piccolo sgabello. Un’ora, due, tre: ci hanno raccontato che rimane a lungo, ogni giorno. Prega silenziosa guardando la foto di quel ragazzo bello come il sole, anche quando il sole tramonta: i rintocchi della campana avvisano che il piccolo cimitero sta per chiudere. Solo allora si scuote, si alza e va via. Per tornare puntualmente il giorno dopo.

Ogni volta che vado al cimitero passo dinanzi a quel volto sorridente, se Anna non c’è mormoro un “ciao ragazzo bello come il sole, la tua mamma arriva presto”, e tiro via: il passaggio obbligato per andare a trovare i miei cari. La fontanella per l’acqua fresca è lì vicina. Se invece Anna è lì, un breve cenno del capo e un buongiorno sussurrato: educatamente ricambiati entrambi e questo è quanto. Fino a ieri: uscendo ci siamo ritrovate insieme, sul vialetto. Vicine, il solito saluto, il solito cenno del capo: per un secondo gli sguardi si sono incrociati. Non so perché, o forse sì, perché sono madre anch’io e non voglio e non oso immaginare la devastazione che provoca la morte di un figlio ragazzo.

Ci siamo fermate: “E’ bello il suo ragazzo, come il sole”. Ho abbracciato Anna, le ho accarezzato la mano. Lei ha preso la mia, senza una parola. Senza una lacrima ma con oceani di dolore segnati nello sguardo. Mi ha sorriso, appena… “come il sole”.

Rossana Gismondi

 rossanagismondi.it

 

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