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12/01/2013

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Clicca per Ingrandire Anche quest’anno è stata pubblicata la "RiskMap 2013" che individua i Paesi più pericolosi e i diversi livelli di rischio di tutte le regioni geografiche del mondo intero. La “RiskMap” è annualmente aggiornata dall’organizzazione indipendente inglese di consulenza Control Risks, consultabile liberamente sul sito controlrisks.com/RiskMap/Pages/RiskMap.aspx e costituisce un importante barometro per le aziende che operano all'estero e in tutto il mondo. È quindi uno strumento utile per le imprese in grado di valutare il rischio per la sicurezza dei propri dipendenti e dei progetti potenziali.

Chiaramente questi dati possono essere utili anche per il turismo e quindi per i turisti di tutto il mondo. La “RiskMap” infatti prende in esame tutti i paesi del pianeta e le diverse regioni, suddividendo i livelli di rischio in cinque: trascurabile, basso, medio, alto, estremo. Sono aggiornati anche in relazione a specifici eventi e i loro valori sono verificati durante tutto l'anno. I rischi per la sicurezza vengono calcolati in relazione a diversi componenti che includono numero di furti e microcriminalità, assalti, rapimenti e attacchi armati, danni alla proprietà o frodi.

Un livello di rischio medio significa che c’è un moderato rischio di violenza e di altri crimini o esiste la minaccia di attacchi terroristici. A partire da questo livello, la sicurezza nazionale è ritenuta insufficiente. Utilizzando i caratteri ‘più’ e ‘meno’, è possibile zoomare la mappa facendo clic sulle icone per avere maggiori informazioni su Paesi o Regioni turistiche. I cinque diversi colori che vanno dal verde acqua al rosso intenso stanno a indicare il minore o maggiore livello di rischio nelle aree colorate.

Venendo al dettaglio dei paesi più pericolosi al mondo individuati nella recente pubblicazione della “RiskMap 2013” vi è, non a caso, la Somalia, seguita da vicino dall’Afghanistan, anche se la situazione della sicurezza è migliorata leggermente in entrambi gli Stati. Peraltro, in quasi tutte le aree della Somalia e dell’Afghanistan continuano a essere evidenziati i rischi per la sicurezza a un livello ‘estremo’. Analogo discorso vale anche per la Palestina e la regione al confine tra Sudan e Ciad, e più recentemente per il nord del Mali e la Siria. In Iraq, invece, la situazione della sicurezza è migliorata.

Sorprendentemente, nella gran parte dell’Iran, vi è un rischio ‘basso’ sicurezza, allo stesso livello della Germania, uno dei Paesi ritenuti più sicuri dell’intera area Ue. I Paesi più sicuri in Europa sono la Svizzera dove risulta pressoché inesistente la minaccia per la sicurezza così come il piccolo Lussemburgo, i Paesi scandinavi e la Slovenia unico Stato dell'Europa orientale a rischio ‘trascurabile’.

Al di fuori dell'Europa non c'è nessun Paese con un basso rischio per la sicurezza. Ciò significa che gli Stati membri dell'Ue, unitamente alla Svizzera, possono essere considerati l’area più sicura al mondo. All'interno dell'Unione Europea, infatti, il livello di rischio è sempre basso, salvo in determinate aree ben individuate con rischio ‘moderato’, come a esempio l'Italia meridionale e più recentemente l'Irlanda del Nord e la Grecia, quest’ultima per le note vicende legate alla crisi economica.

Per ciò che concerne i Paesi più “turistici” migliora l'Egitto dopo la crisi interna, salvo nella parte settentrionale del Sinai. Peggiora il Messico ora considerato ad ‘alto’ rischio circa la sicurezza, per lo meno nella zona nord intorno ad Acapulco e sulla costa del Golfo. Solo cinque anni fa, il Paese latino-americano era ancora classificato a basso rischio. Riguardo a Thailandia, Tanzania e Tunisia settentrionale sono tutti valutati a basso rischio. Infine, Sri Lanka e Bolivia hanno migliorato la loro posizione in modo significativo. Tra i Paesi caraibici il più sicuro resta Cuba.

Giovanni D’Agata*


*Fondatore “Sportello dei Diritti”

 Redazione

 

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