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11/01/2013

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URANIO IMPOVERITO? “MAI UTILIZZATO” DALLE FF.AA.

Clicca per Ingrandire Per la terza volta piangiamo i nostri ragazzi morti. Per la terza volta le famiglie dei militari vittime dell’uranio impoverito resteranno senza risposta. Chiuso senza risultati il verdetto dell’ultima (la terza) Commissione d’inchiesta del Senato sulla triste vicenda dell’uranio impoverito. Il presidente della Commissione, Giorgio Rosario Costa, nella conferenza stampa ha illustrato i lavori partiti nel lontano marzo del 2010.

Nel verdetto è specificato che “non può né asserire né escludere con certezza la sussistenza di un nesso causale tra l’esposizione all’uranio impoverito e l’insorgere di patologie tumorali”. Inoltre, la Commissione “non ha acquisito alcun elemento circa la presenza di tracce di uranio impoverito nelle aree dei poligoni di tiro militari”. La sintesi dei lavori continua: “Le forze armate non hanno mai utilizzato né posseduto o stoccato sul suolo nazionale munizionamento di tale tipo”.

Ricordiamo che i familiari delle giovani vittime piangono la morte di circa 255 ragazzi e, sparsi negli ospedali italiani, sono ricoverati oltre 2500 militari per contaminazione da uranio impoverito. Questa la cifra tragica raccontata dal ministro della Difesa pro-tempore, Arturo Parisi. “I risultati finali dell’ultima Commissione d’inchiesta - ha detto l’avvocato Bruno Ciarmoli che rappresenta l’Associazione delle vittime - sono assolutamente deludenti”.

Anche la comunità di Vico del Gargano ha pianto la sua vittima con la perdita del giovane militare Corrado Di Giacobbe, 24 anni, caporal maggiore alpino, più volte inviato nell’inferno dell’ex Jugoslavia che tornato in Italia si vide diagnosticare il terribile linfoma di Hodgkin.

Michele Angelicchio

 Redazione

 

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  Commenti dei Lettori:

-- 12/01/2013 -- 17:51:12 -- vincenzo

Mi pareva di aver capito, quindi di sapere, che le munizioni da addestramento al tiro, presso i poligoni nazionali erano diversi da quelli realmente "bellici". Se così è, come si fa a sostenere come oggettivi esami svolti su terreni di poligoni addestrativi? E, della Commissione d'inchiesta, chi fa parte? Si tratta di politici o prevalentemente di tecnici? Da qualche parte ci sarà pure una spiegazione a queste morti, a queste molteplici degenze per malattie dovute ad uranio impoverito. Qui non si tratta di aver contratto malattie da contagio durante rapporti sessuali; si tratta di tutt'altra cosa! E manca una "scienza" per appurare la verità!

 
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