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20/06/2008

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RODI G.CO, DURO COLPO PER LA GIUNTA D"ANELLI: IL CONSIGLIO DI STATO DA RAGIONE A PINTO & Co.

Clicca per Ingrandire  Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza di primo grado resa dal Tar Puglia, che lo scorso marzo aveva annullato la delibera del Consiglio Comunale di Rodi G.co del 30 novembre 2007 (n. 40), con la quale erano stati nominati i consiglieri presso la Comunità Montana del Gargano. E’ stato così definitivamente accolto il ricorso proposto dai consiglieri di minoranza Nicola Pinto, Concetta Bisceglie, Pino Veneziani e Domenico de Meo (difesi dall’avv. Domenico Fasanella), che lamentavano la mancata nomina del loro rappresentante in seno all’ente montano. Anche il Consiglio di Stato ha dunque integralmente respinto i motivi di appello proposti dall’amministrazione comunale di Rodi, guidata dal sindaco Carmine D’Anelli (difeso dall’avv. Aurelio Pappalepore), confermando la illegittimità della suddetta delibera consiliare.

Si ricorda come la questione era sorta a seguito della dissociazione dal gruppo di maggioranza di D’Anelli di quattro dei suoi consiglieri (Michele Azzellino, Libero Mario Carnevale, Lazzaro Pupillo e Maria Voto), da questi dichiarata in occasione della seduta del consiglio comunale del 30 novembre, nella quale gli stessi hanno comunicato di costituire un autonomo gruppo di minoranza, eleggendo poi un loro rappresentante in seno alla Comunità Montana del Gargano (Libero Mario Carnevale), così “soffiandolo” alla minoranza storica guidata da Nicola Pinto. In tal modo la Giunta d’Anelli aveva finito per designare solo i propri uomini all’interno dell’Ente Montano, nel numero complessivo di tre consiglieri (Mario Libero Carnevale, Salvatore De Felice e lo stesso Carmine D’Anelli), impedendo che vi entrasse a fare parte un rappresentante del gruppo di opposizione capeggiato da Pinto (alla guida della lista di minoranza “Rodi che vogliamo”), cui invece spettava il diritto di designare almeno un proprio consigliere. Da qui il ricorso al Tar del gruppo di minoranza di Nicola Pinto, che era stato accolto già lo scorso marzo con la citata sentenza di primo grado, oggi confermata dal Consiglio di Stato.

Grande soddisfazione è stata espressa dal consigliere di minoranza Concetta Bisceglie, che si è così espressa: “La Giunta d’Anelli pur di vanificare il nostro ricorso aveva persino tentato di accelerare la fuoriuscita del Comune di Rodi Garganico dalla Comunità Montana, proprio mentre era in corso la causa davanti al Tar, avendo adottato lo scorso marzo una delibera contenente una proposta di autoesclusione dall’Ente Montano, evidentemente pensando che così facendo sarebbe stata neutralizzata una nostra eventuale vittoria giudiziaria; in realtà una tale delibera non ha minimamente influito sulla nostra azione giudiziaria. E poi, perché porre in essere un atto così autolesionistico, come l’esclusione dalla Comunità Montana del Gargano? Si tratta pur sempre di un Ente che in questi anni ha consentito la realizzazione a Rodi di svariate opere di pubblico interesse, senza che i cittadini rodiani abbiano messo mano al portafogli. In ogni caso a noi non interessano le poltrone, sia ben chiaro; a noi interessa soltanto tutelare le ragioni e il rispetto della democrazia, nell’interesse esclusivo di tutti i cittadini di Rodi”.

Anche l’altro consigliere del gruppo di Pinto, Domenico De Meo, non nasconde la sua soddisfazione per la vittoria giudiziaria, ricordando come “la maggioranza di governo che amministra il Comune di Rodi deve operare nel rispetto delle regole fondamentali che disciplinano lo svolgimento della vita democratica; purtroppo la Giunta d’Anelli pensa di poter fare tutto ciò che vuole, in spregio a tali regole; questa controversia giudiziaria si sarebbe potuta tranquillamente evitare con un po’ di buon senso, con conseguente risparmio di denaro pubblico. Non si comprende, poi, quale fosse l’interesse pubblico a difendere la nomina alla Comunità Montana del consigliere Carnevale, oltretutto dissociatosi da D’Anelli. E’ assurdo che una amministrazione possa commettere una simile leggerezza. In realtà a Rodi ci sono problemi ben più seri da affrontare, che invece vengono completamente trascurati dall’amministrazione; è evidente come ormai la maggioranza si stia cullando soltanto sui lavori di realizzazione del porto turistico (il cui merito non è certo soltanto dell’attuale maggioranza), come se il porto da solo bastasse a risollevare le sorti del paese, trascurando ogni altra questione. Addirittura lo scorso maggio la stessa amministrazione D’Anelli ha rischiato pure di cadere in occasione della approvazione del bilancio, che è passato con uno scarto di appena un voto (come era già accaduto lo scorso novembre 2007), col rischio che il consiglio comunale venisse addirittura sciolto dal Capo dello Stato. Se non ce la fanno a governare il paese lo dicessero agli elettori e andassero a casa!”.

Entusiasti per la vittoria anche gli altri consiglieri di minoranza Loreto Pino Veneziani e Salvatore Saggese; quest’ultimo ha tenuto a puntualizzare di non avere sottoscritto il ricorso solo perché impegnato in quel periodo per ragioni familiari, dichiarando comunque di avere “sempre condiviso l’iniziativa giudiziaria promossa dai suoi colleghi della minoranza”. E soddisfazione è stata espressa dall’avv. Fasanella per la pronuncia resa dal Consiglio di Stato, confermativa di quella di primo grado in precedenza emessa dal Tar: “Ora il consiglio comunale di Rodi dovrà necessariamente adottare una nuova delibera di nomina dei rappresentanti in seno alla Comunità Montana, in numero di due per la maggioranza e di uno per la minoranza, come prevede l’attuale legge regionale, attraverso due votazioni separate dei rispettivi gruppi; anche i quattro consiglieri dissociatisi dalla maggioranza dovranno votare nelle fila di quest’ultima, senza potersi ingerire nella votazione del rappresentante della minoranza, riservata soltanto ai cinque consiglieri del gruppo di Pinto. Con questa pronuncia il Consiglio di Stato ha ribadito il carattere “statico” dei concetti di maggioranza e di minoranza all’interno degli enti locali, da individuarsi esclusivamente in base all’esito dell’ultimo confronto elettorale, senza che possano assumere rilievo eventuali passaggi dei singoli consiglieri da uno schieramento politico all’altro nel corso della consiliatura, dei quali ciascuno si assume personalmente la relativa responsabilità di fronte agli elettori”.

Gli stessi consiglieri presenteranno al Sindaco una formale istanza di convocazione del consiglio comunale in sessione straordinaria, allo scopo di procedere alla nuova elezione dei rispettivi rappresentanti comunitari, in attuazione della suddetta sentenza di condanna del Comune.

 Redazione

 

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