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23/10/2012

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PIANO DEL PARCO: LA SVOLTA

Clicca per Ingrandire Forte di un rinnovato spirito di compattezza e concretezza, la “Comunità del Parco”, riunitasi venerdì 19 scorso a Monte Sant’Angelo, ha discusso, condiviso e deliberato importanti atti inerenti tematiche di estrema attualità per il territorio. La discussione si é incentrata sulla chiusura delle sedi minori dei Tibunali, sulla gestione e smaltimento dei rifiuti, sul cofinanziamento dei progetti candidati al Psr Puglia, sul drammatico taglio alla pianta organica dell'Ente e sul proseguimento dell’iter per l’adozione degli strumenti di pianificazione.

All’assise presieduta da Ersilia Nobile (foto del titolo; ndr), presidente della “Comunità”, erano presenti il presidente del Parco, Stefano Pecorella, e i rappresentanti della Provincia di Foggia, dei Comuni di Monte Sant’Angelo, Mattinata, Manfredonia, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Rodi Garganico, Peschici, Cagnano Varano, Vico del Gargano, Sannicandro Garganico, Carpino, Rignano Garganico, e delle associazioni ambientaliste WWF, Legambiente, Lipu, Fai (foto 1 sotto).

Gran parte della seduta è stata dedicata alla discussione delle determinazioni da adottare per dare un’accelerata all’approvazione del Piano del Parco e del Piano Socio Economico, strumenti indispensabili a garantire regole certe per tutti e l’accesso alla negoziazione diretta delle linee finanziarie regionali, nazionali ed europee. Dopo un’attenta disamina dell’attuale stato dell’arte, la Comunità ha deciso all’unanimità di aggiornare il punto sulla proposta di modifica del Piano avanzata dal presidente procrastinando il parere sul Piano a venerdì 26 ottobre.

“Finalmente - ha dichiarato Pecorella - si fa chiarezza. Negli ultimi mesi i cittadini sono stati destinatari di informazioni quantomeno non corrette. Sostenitori della logica che un territorio possa svilupparsi senza regole, hanno tentato di far diventare la discussione sulle aree contigue un subdolo referendum sull'importanza del Parco in quanto ente di tutela e sviluppo insostenibile del territorio, anziché una necessità di avere regole condivise. Sono ampiamente soddisfatto della posizione assunta dai sindaci che hanno ritenuto fondamentale disegnare un nuovo, e non solo geografico, confine entro il quale condividere uno sviluppo coerente col territorio, duraturo e non speculativo.

“Ogni amministratore - prosegue - è consapevole e responsabile che ulteriori ritardi nell'approvazione delle regole dei Piani dell'Ente Parco costituiscono un danno per la mancata possibilità di attingere a fonti di finanziamento che costituiscono l'unica alternativa al definitivo, irrimediabile impoverimento economico, culturale e ambientale della nostra area protetta”. L’analisi è stata approvata dai presenti che coscienziosamente hanno accolto l’invito a sollecitare la Regione a un incontro per sbloccare l’approvazione del Piano con le osservazioni fin qui agli atti del Piano. Inoltre, il presidente ha proposto la bozza di una delibera con la quale si chiede la modifica del Piano del Parco con l’estrapolazione delle aree contigue, in considerazione del fatto che è la Regione Puglia e non l'ente Parco a istituirle.

Approvati all’unanimità gli accapi sull’opposizione al paventato taglio del 40 percento del personale dell’Ente Parco previsto dalla ‘spending review’ (tutti i Comuni adotteranno una delibera di Consiglio da mandare ai Ministeri per ribadire l’importanza di una istituzione come l’Ente Parco che non va smantellata ma rafforzata con ulteriori professionalità), sulla chiusura dei Tribunali garganici (è stato dato mandato a Pecorella e Nobile di esprimere al competente Ministero la contrarietà a questo provvedimento e creare, per aree geografiche omogenee, gruppi di Comuni che assieme garantiscano economicamente il funzionamento delle sedi distaccate dei Giudici di Pace e del Tribunale dei minori).

Quanto alla disponibilità del Parco a intervenire per il cofinanziamento dei progetti presentati dai Comuni alla Regione Puglia a valere sul Psr, si è deciso di aggiornare il punto in considerazione della riapertura dei bandi da parte della stessa regione. Sul versante del ciclo dei rifiuti hanno riferito i sindaci a Pecorella che “la situazione del Gargano è disastrosa. La pianificazione regionale non si è dimostrata sensibile alla peculiarità del territorio garganico. Le promesse della Regione sono state disattese. I Comuni sono prossimi al dissesto finanziario per i costi che devono sopportare per trasferire i rifiuti fino a Cerignola”.

“E’ giunto il momento - ha commentato Pecorella - di prendere posizione e sollecitare Provincia e Regione a comportamenti più seri e responsabili Solo così possiamo uscire da quella che per noi oggi è una vera e propria emergenza che mette a repentaglio tutte le azioni di tutela e valorizzazione del territorio da parte dell’Ente Parco e dei suoi Comuni”.

 Ufficio Stampa Parco del Gargano

 

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