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03/10/2012

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NO TRIV: PRIME REAZIONI ALLA SENTENZA DEL TAR

Clicca per Ingrandire MONTE SANT’ANGELO = Con voce unanime, il Comune si unisce alla nobile causa che vede impegnata la Rete delle Associazioni “No Triv” a contrastare le ricerche di idrocarburi al largo delle Isole Tremiti. La manifestazione avrà luogo il il 6 ottobre a Manfredonia, sostenuta dalle Regioni Puglia, Molise e Abruzzo, da numerosi Enti comunali e altrettante associazioni nonché comitati spontanei sorti nel frattempo in tutta Italia alla piena e incondizionata adesione a ogni iniziativa di protesta mirata alla sensibilizzazione e alla mobilitazione dell’opinione pubblica.

“La battaglia per la salvaguardia del nostro territorio, per un’economia in buona parte fondata sul turismo ecocompatibile è una battaglia civile che ci vede e ci vedrà impegnati in prima linea, nonostante l’imprevidenza di ministri che si susseguono e sembrano vivere in un’altra dimensione”. Lo dice in una nota il delegato alle Politiche Giovanili e ai Rapporti con le Associazioni, e presidente della terza commissione Urbanistica, Traffico e Viabilità, Lavori Pubblici e Gestione del Territorio, Raffaele Cotugno.

“Credo si tratti - continua - di una misura di sviluppo economico e sociale piuttosto singolare che occorrerebbe invece cancellare prontamente per evitare di creare pericolosi precedenti che rischiano di trasformare il Mare Adriatico in una improbabile piattaforma a disposizione di multinazionali senza scrupoli”.

Monte Sant’Angelo esprime un secco NO a qualsiasi iniziativa potenzialmente dannosa per i valori naturali e paesaggistici del nostro territorio garganico. Ad avvallare questa class action compare la sentenza del Tar del Lazio, la quale annulla il decreto col quale il Ministero dell'Ambiente, nel marzo del 2011, ha rilasciato un parere di compatibilità ambientale alla società Petroceltic che avrebbe voluto azionare le trivelle nel sottofondo marino in un'area al largo delle coste abruzzesi e molisane e per questo non lontane dalle Isole Tremiti.

I giudici della sezione seconda bis del Tribunale amministrativo hanno accolto il ricorso presentato dai Comuni di Manfredonia, Peschici, Rodi Garganico, Vico del Gargano e Vieste (supportati dalle Associazioni) su un'argomentazione molto chiara: la Regione Puglia non è stata coinvolta nel procedimento per il rilascio del Via circa la valutazione di impatto ambientale. Quindi c’è grande soddisfazione per la decisione dei giudici amministrativi. Nel ricorso si sottolineava come la Petroceltic avesse pubblicato la domanda di compatibilità ambientale su canali diffusi in Abruzzo e nel Molise, ma non in Puglia.

Una violazione di quanto prevede la norma (e cioè un'informazione a tutti i cittadini che vivono nei territori dove il progetto avrebbe dovuto essere realizzato) e non solo. Infatti “è sufficiente considerare - scrivono i giudici - che la distanza della sede dell'intervento risulta di poche decine di chilometri dalle Isole Tremiti (che rientrano nel territorio della Regione Puglia), non può quindi non considerarsi significativa al fine di coinvolgere la medesima regione nel procedimento di ‘Via’, in quanto l'impatto potenziale sull'ecosistema marino e sulle attività connesse riguarda tutte le zone circostanti e non solamente quelle dell'Abruzzo e del Molise”.

La sentenza viene quindi accolta, con soddisfazione della Rete No Triv, che tuttavia continuerà a manifestare in piazza oltre ad aver costituito un coordinamento regionale delle associazioni che contrasterà l’insediamento delle trivelle sul territorio pugliese. “La sentenza del Tar del Lazio - dichiara, forte e deciso, il sindaco di Monte Sant’Angelo Antonio di Iasio - rappresenta un precedente importante. Infatti con esso viene affermato il principio che la Regione Puglia doveva essere consultata e quindi ci aspettiamo che la Petroceltic riavvierà il procedimento di Via e allora ritroverà il nostro fermo parere negativo. Chi non partecipa a questa battaglia partecipa alla disfatta del Mare Adriatico”.

La decisione dei giudici arriva alla vigilia della manifestazione in programma sabato 6 a Manfredonia alla quale hanno aderito le regioni Molise, Abruzzo e Puglia. Il nostro petrolio è il turismo, noi diciamo “no” ai veleni degli idrocarburi perché crediamo in uno sviluppo alternativo, sostenibile ed ecocompatibile.


MANFREDONIA = “Sono estremamente soddisfatto - dichiara il sindaco Riccardi - di questo passo avanti compiuto nel percorso che ci dovrà condurre al pieno riconoscimento, da parte di tutte le parti in causa, dello scempio che si andrebbe a compiere intervenendo con estemporanee ricerche di petrolio nell'Adriatico, peraltro laddove è pacifico che c'è ben poco da estrarre!”

Il Tar scrive che “i Comuni ricorrenti muovono dalla considerazione che l'intervento in questione si svolgerà in un sito che dista poche decine di chilometri dal proprio territorio, che ne subirà i relativi effetti; e affermano che la tecnica dell'Air Gun - consistente nello sparare nei fondali marini raffiche di aria compressa allo scopo di ottenere onde riflesse dalle quali ricavare dati utili a ricostruire la composizione del sottosuolo - è idonea a provocare consistenti danni all'ecosistema marino e una connessa forte diminuzione del pescato in un raggio di 50-60 miglia nautiche. Essi fanno anche riferimento ai danni della successiva fase di perforazione, che comporterebbe la potenziale diffusione di sostanze tossiche nel particolare contesto del Mar Adriatico (chiuso e fondale basso)”.

Per il Tar il progetto non ha acquisito il parere obbligatorio della Regione Puglia, importante in quanto “vista la distanza della sede dell’intervento di poche decine di chilometri dalle Isole Tremiti (che rientrano nel territorio della Regione Puglia), l’opinione della Puglia non può non considerarsi significativo al fine di coinvolgere la medesima regione nel procedimento di Via, in quanto l’impatto potenziale sull’ecosistema marino e sulle attività connesse alla pesca riguarda tutte le zone circostanti e non solamente quelle di Abruzzo e Molise”.

I giudici amministrativi hanno rilevato, inoltre, vizi di forma relativi alle “modalità di pubblicazione dell'annuncio relativo alla domanda di pronuncia di compatibilità ambientale presentata in data 6 aprile 2009” perché la “pubblicazione sul Quotidiano di Termoli non è avvenuta contestualmente alla presentazione della domanda, ma successivamente alla data (28.07.2009) in cui è stato reso il parere della Commissione VIA/VAS, con ciò compromettendo seriamente - con ogni evidenza - la funzione partecipativa della stessa...”.

“Resta fondamentale - prosegue il primo cittadino sipontino - continuare ad assicurare il benessere delle comunità costiere adriatiche e non distogliere l'attenzione da un tema di così vitale importanza. Non molto tempo fa avevo detto che la strada da percorrere sarebbe potuta essere ardua, ma che non sarà mai così impervia se saremo uno accanto all'altro e lo ribadisco con maggiore convinzione dopo il pronunciamento del Tar Lazio. Questa vittoria è frutto dello stare fianco a fianco con gli amministratori di Peschici, Rodi Garganico, Vico del Gargano e Vieste, e di voler tutti perseguire il medesimo obiettivo: impegnarsi senza esitazioni nel far recedere il Governo da una decisione che non può essere assunta senza la minima considerazione del volere delle popolazioni interessate”.

 Uffici Stampa

 

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