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21/09/2012

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IL PARCO PER NO TRIV E GIOVANI

Clicca per Ingrandire FEDERPARCHI - Aderisce al Comitato-Laboratorio delle Istituzioni dell’Adriatico creato dal Parco Nazionale del Gargano per opporsi alle prospezioni geosimische e all’estrazione di idrocarburi in mare. Lo hanno deciso all’unanimità i componenti del Consiglio direttivo riunitisi il 18 scorso a Roma su proposta del consigliere Stefano Pecorella (coordinatore Federparchi Puglia), presidente dell’Ente e coordinatore del Comitato. L’assise, sposando in toto le azioni amministrative e legali proposte da Pecorella, ha ritenuto fondamentale sostenere questa battaglia di civiltà che fonda le sue basi su una nuova idea di sviluppo reale, duraturo e rispettoso del patrimonio naturalistico, paesaggistico e agro-silvo-pastorale.

L’idea, ovviamente, cozza con le proposte avanzate dal Governo centrale che, attraverso soluzioni obsolete, punta al profitto estremo attraverso l’aggressione indiscriminata delle risorse del territorio, scelte affatto condivise da istituzioni e comunità locali che, invece, a gran voce e consapevolmente, chiedono sostegno nelle azioni di tutela e valorizzazione di altri segmenti economici confacenti all’identità e alle potenzialità: turismo, pesca ed agricoltura. Dunque, Federparchi, si schiera al fianco del Comitato delle Istituzioni dell’Adriatico ritenendo che l’intera strategia d’azione messa in campo - in primis interessamento e intervento dell’Unione europea, e incentivazione dell’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili, possa essere l’unico mezzo per garantire l’allontanamento definitivo del rischio trivelle a vantaggio di uno sviluppo ecosostenibile ed ecocompatibile molto più produttivo per le vocazioni e peculiarità del nostro Paese.


TOURING CLUB ITALIANO = Alla vigilia del Consiglio delle regioni italiane che si è tenuto il 20 settembre e al quale il Consiglio regionale della Puglia ha portato una legge per dire ‘no alle trivellazioni’ della multinazionale Petroceltic al largo delle Isole Tremiti, anche il Touring Club Italiano prende posizione e si schiera a fianco del presidente del Parco Nazionale del Gargano, Stefano Pecorella, e del Comitato No Triv, nel ribadire un dissenso deciso alla ricerca di petrolio nelle vicinanze delle Isole Tremiti.

“A nome del Touring - afferma Fabrizio Galeotti, direttore generale del TCI - aderisco al Comitato No Triv e invito il Ministero dell’Ambiente e le altre associazioni ambientaliste a tutelare il patrimonio prezioso che la natura ci ha regalato e negare il via libera al progetto per le trivellazioni. La terra e il mare da consegnare integri alle generazioni future sono un bene pubblico che deve essere rispettato e protetto, in primis dallo Stato”. Soddisfazione per la discesa in campo di un alleato importante come il TCI è stata espressa da Pecorella.

“In qualità di presidente del Parco e dell’Area Marina Protetta delle Tremiti sono contento della responsabile presa di posizione del TCI. Il sostegno di un così ampio partenariato di rappresentanti e stahekolders di livello internazionale - sottolinea - dimostra che quella che stiamo conducendo non è una insensata e impulsiva battaglia di campanile affetta da sindrome Nimby (atteggiamento di chi protesta contro opere di interesse pubblico che possano degradare un territorio - acronimo di “non nel mio cortile”; ndr), ma la responsabile, civile e democratica manifestazione di una consapevole presa di coscienza degli obiettivi da conseguire per uno sviluppo armonico delle nostre risorse territoriali”


AMBIENTALISTI = Presidente Pecorella e rappresentanti delle associazioni regionali di Wwf, Legambiente, GreenPeace, Comitato ‘No petrolio, sì energie rinnovabili’ e Abap si sono riuniti il 17 nella sede regionale di Legambiente Puglia per discutere sulle modalità attraverso le quali intervenire sul tema delle trivellazioni al largo delle Isole Tremiti (foto 1-2 sotto; ndr). Al termine di un articolato e costruttivo confronto, ripercorrendo le motivazioni della delibera n. 3 del 4 settembre della Comunità del Parco, quali:

- contrasto alla ricerca di idrocarburi nel Mare Adriatico e sviluppo energie alternative con potenziamento del settore turistico, ricettivo, ambientale
- sensibilizzazione di tutte le istituzioni (soprattutto Ministero Ambiente e Regione Puglia) a realizzare atti di indirizzo e politici in tali direzioni
- attivazione e proposizione agli enti competenti di tutte le procedure tese a una riforma della normativa attualmente vigente, ivi compreso un referendum abrogativo della Legge 134 del 7 agosto scorso
- attività di sensibilizzazione nei confronti dell’Unione Europea su tali problematiche, oltre che nei confronti del Parlamento Italiano e dei Consigli Regionali interessati
- valutazione della possibilità di un ricorso giurisdizionale avverso al decreto in oggetto dinanzi ai Tribunali Ordinari e Amministrativi;

si è convenuto sulla necessità di potenziare la piattaforma programmatica e operativa attraverso la massima condivisione con tutti gli attori di questa battaglia di civiltà. Parallelamente si è condivisa l’esigenza di creare momenti pubblici di discussione sulla rete web e manifestazioni di piazza per diffondere e sollecitare la fondamentale e consapevole personale partecipazione dei cittadini. L’assemblea, che ha deciso di adire un’azione di concretezza e responsabilizzazione nei confronti di tutti i soggetti politico-istituzionali e civili coinvolti nella vicenda, si riaggiornerà nello stretto giro di pochi giorni aprendosi alla partecipazione e collaborazione di tutte le realtà pubbliche e associative.

Si allarga, si compatta e si arricchisce, quindi, il Comitato-Laboratorio di Istituzioni e Regioni adriatiche, costituito lo scorso 6 settembre a Termoli - dove già vi avevano partecipato i rappresentanti di Federparchi, dei Comuni e delle Province della costa adriatica - col compito di preparare le azioni di ogni genere per opporsi allo sfruttamento del Mare Adriatico, finalizzato a ricerca ed estrazione di idrocarburi (petrolio). Fra le suddette azioni, rientra la manifestazione organizzata a Manfredonia, in calendario il prossimo 6 ottobre, cui l’assemblea ha confermato di voler partecipare.


PATTO = Il Parco chiama, l’Università di Bari risponde prontamente e professionalmente. Siglato il 18 mattina, al Rettorato dell’Ateneo ‘Aldo Moro’, per mano del Magnifico Rettore Corrado Petrocelli e del presidente Stefano Pecorella, un protocollo d’intesa fra le due Istituzioni che apre la strada a nuove e concrete chance di conservazione, valorizzazione e sviluppo del Gargano, della sua Area Protetta e della Riserva Marina delle Isole Tremiti. Alla cerimonia erano presenti Angelo Tursi (docente al Dipartimento di Biologia Animale e Ambientale e preside del Conisma), Canio Buonavoglia (preside Facoltà di Medicina Veterinaria), Antonio Felice Uricchio (preside II Facoltà di Giurisprudenza di Taranto), Rocco Laviano (docente del Dipartimento Geomineralogico), Vito Uricchio (Cnr).

In sintesi, con questo protocollo le parti si impegnano a collaborare nelle attività di studio e continuo monitoraggio di habitat e specie presenti nel territorio di riferimento dell’Ente Parco e della relativa Riserva Naturale Marina “Isole Tremiti”, anche ai fini dell’individuazione di corrette e sempre migliori forme di tutela e gestione (giuridica, amministrativa, economica) delle aree protette, nonché per eventuali azioni di ripopolamento e restauro ambientale, idonee a realizzare un'integrazione uomo-ambiente naturale, salvaguardando i valori antropologici, archeologici, storici e architettonici dei siti e le relative attività agro-silvo-pastorali e tradizionali.

Inoltre, Parco e Università si impegnano a promuovere e realizzare in collaborazione interventi di diffusione della conoscenza degli ambienti di riferimento dell’Ente Parco e delle loro peculiarità ed eventi culturali volti a recupero e valorizzazione delle tradizioni e del folclore locali, ma anche iniziative di educazione ambientale. Prioritari vengono ritenuti gli interventi di formazione continua e d’eccellenza, anche per promuovere nelle Amministrazioni Pubbliche una nuova cultura di “governo col territorio“ piuttosto che del territorio, finalizzata a una individuazione condivisa nel sistema politico, economico, sociale e produttivo locale dei drivers dello sviluppo sostenibile.

“Questo protocollo - ha dichiarato Petrocelli - va a suggellare e rinsaldare un rapporto di collaborazione che fruttuosamente va avanti da diverso tempo, come dimostra a esempio l’importante progetto della boa oceanografica che il professor Tursi ha riposizionato nei pressi delle Isole Tremiti e già sta fornendo importanti feed back scientifici, come numerosi sono i seminari di studio su lupi, gatti selvatici, cinghiali e fauna in genere, e sulla importante flora. Mi sono dimostrato subito disponibile ed entusiasta nell’accettare questa proposta di attiva e fattiva collaborazione avanzatami dal presidente Pecorella perché il Gargano è una terra meravigliosa che ha bisogno di strumenti di governance appropriati che certamente la nostra Università, attraverso le sue numerose di Facoltà, può fornire per dare risposte alle esigenze di chi vive e visita la Montagna del Sole.

“Con questa intesa - ha concluso il Rettore - andiamo a colmare un gap comunicativo e organizzativo che troppo spesso contraddistingue il rapporto fra il sapere delle Università e il territorio, soprattutto per quanto concerne l’interfaccia con le Istituzioni. Quella di oggi non rappresenta la tappa finale di un percorso, anzi, questo è solo il punto di partenza per garantire al Gargano ciò che, a ragione delle sue bellezze naturalistiche e ricchezze storico-culturali, merita di diritto. Con la proficua collaborazione con Parco e suo presidente, che ha idee molto chiare sulla rotta da seguire, tireremo fuori il meglio del Promontorio”.

“Questo patto con la storica e autorevole Università di Bari - ha commentato Pecorella - ci riempie d’orgoglio e ci dà un’ulteriore iniezione di fiducia nel continuare su questo percorso rivoluzionario che il Parco ha intrapreso. L’Università rappresenta un importante ‘amico’ per passare alla cosiddetta ‘fase 2’, ossia avere un approccio alle problematicità sempre più concreto e rapido. Con le singole Facoltà agiremo su gestione del territorio e suo sviluppo economico sostenibile e duraturo. Lo faremo con un approccio nuovo: con consapevolezza e un valido supporto tecnico, al fine di realizzare interventi utili e immediati. Basta con gli sprechi di studi di fattibilità inutili e pseudo-ricerche che non hanno prodotto alcun risultato.

“La stringente crisi - ha sottolineato - non ci permette di cincischiare oltremodo. Dobbiamo dare risposte celeri e concrete ai cittadini. Altresì, dando maggior valore al territorio, a nessuno verrà più l’idea di venire a mercificarlo e speculare (vedasi questione trivellazioni). Questo accordo Parco-Università è sinergico e servirà anche a ricercare le migliori fonti di finanziamento per dare opportunità di sviluppo e occupazionali. Ultimo, ma certamente non ultimo, i nostri ragazzi costretti a emigrare lontano da casa per costruirsi un futuro potranno avere l’opportunità di investire le loro conoscenze tecnico-scientifiche sul proprio territorio. Un aspetto che raddoppia il significato di questa intesa”. Il patto è stato ratificato simbolicamente dal sigillo (medaglia di onorificenza) dell’Ateneo che il Magnifico Rettore ha conferito al Presidente Pecorella.



 Ufficio Stampa Parco del Gargano

 

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