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03/09/2012

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LA FAMIGLIA INNANZITUTTO

Clicca per Ingrandire Raccolgo le riflessioni di mons. Domenico D’Ambrosio: occorre dare priorità alle politiche per la famiglia, non alle unioni civili. In un momento di crisi etica e valoriale, affettivo-relazionale, economica, le Amministrazioni dovrebbero impegnarsi in adeguate politiche a sostegno della famiglia, vero e unico cemento della società e nucleo nel quale si formano i nostri figli, i giovani di domani. Istituire un registro delle unioni civili, come hanno fatto alcuni Comuni, a mio avviso non è la strada più giusta da intraprendere al fine di sostenere la società vessata dai problemi di oggi.

Il registro delle unioni civili aprirebbe non una strada, ma un’autostrada verso forme di unione alternative alla famiglia, in netto contrasto, non soltanto col sentimento cattolico, ma anche con quanto afferma la nostra Costituzione all’ art. 29. E’ la famiglia intesa in senso tradizionale che deve essere tutelata, unione tra un uomo e una donna legati dal vincolo del matrimonio. Il codice civile disciplina i rapporti giuridici fra privati a prescindere. Quindi prevedere un registro comunale per le coppie di fatto sarebbe non solo inutile, ma anche privo di valenza giuridica.

La priorità è quella di aiutare le famiglie, sostenerle nel difficile cammino di ogni giorno, aiutare la genitorialità perché i nostri figli devono avere un punto di riferimento inattaccabile per poter crescere in serenità e in equilibrio. Penso all’attività intensa e costante che il “Centro Risorse per la Famiglia”, istituito dalla Provincia di Lecce, svolge quotidianamente nel supporto a padri e madri, ai coniugi, nell’ambito dei servizi di Mediazione civile e penale. Penso allo “Spazio Neutro” dove i minori trovano il sostegno necessario per affrontare ogni difficoltà.

A oggi sono 170 le famiglie prese in carico dal “Centro Risorse” che garantisce loro il supporto e il valido aiuto di professionisti del settore (psicologi, assistenti sociali, avvocati). E’ alla base delle relazioni familiari che bisogna intervenire per aiutare la società a non allontanarsi dai valori e non perdersi dietro falsi miti o soluzioni apparentemente più facili o convenienti. La buona politica è chiamata ad aiutare la famiglia a non disgregarsi, cercando le soluzioni più adeguate per prevenire le separazioni talvolta dettate anche dalla mancanza di ascolto e di sostegno.

Filomena D’Antini Solero (nella foto)




 Comunicato

 

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