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22/08/2012

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CALCIO. CONFERMATO: LECCE IN LEGA PRO

Clicca per Ingrandire La Corte di Giustizia Federale non ha fatto sconti a Antonio Conte (attuale allenatore della Juve) per i “fatti” di Albinoleffe-Siena del 30 maggio 2011 (il mister allenava il Siena): 10 mesi di stop. Assolti i calciatori Bonucci (ex Bari), Pepe (ex Udinese), Di Vaio e l'ex calciatore del Lecce Vives, nessuna sanzione al Grosseto e al suo presidente Camilli. Confermata la retrocessione della squadra salentina. Le reazioni.

Paolo Perrone, sindaco di Lecce = Che la retrocessione sia una batosta per tutti è fuor di dubbio. Che la passione che ci accomuna e ci lega al Lecce debba servire per infondere grinta nei giocatori che affronteranno la nuova stagione calcistica, altrettanto. La Lega Pro deve rappresentare soltanto un punto di partenza per i giallorossi che - sappiamo - per tradizione e talento sempre dimostrato in campo meritano di riguadagnare la massima serie. La tifoseria e la città intera ci credono. Da sindaco e ancor di più da tifoso mi sento addolorato per questa sentenza, ma nello stesso tempo ho fiducia nel futuro. Mi auguro innanzitutto che nell’ultimo grado di giudizio possa essere resa giustizia alla nostra squadra, sovvertendo quanto stabilito finora dalla Disciplinare.

Certo è, però, che se la retrocessione in Lega Pro dovesse diventare per noi un dato di fatto da acquisire, più forti di prima dovremo rialzarci e lottare insieme a chi nella fede giallorossa ripone da generazioni le sue speranze. Il calcio ci insegna che caparbietà e determinazione possono incidere nella storia, cambiando le sorti di una squadra. Anche il nostro Lecce può farcela: non facciamogli mancare il nostro calore e tutto andrà per il verso giusto.

Onorevole Ugo Lisi = Non sarà certamente una sentenza iniqua e già scritta a smorzare l'orgoglio per i colori giallorossi che ci tramandiamo da generazione in generazione. Non si capisce come mai la nostra squadra abbia dovuto subire l'onta di un trattamento ingiusto malgrado in tutte le sedi sia stata dimostrata l'inattendibilità degli accusatori. Non ci fa certo paura ripartire dalle ceneri di una categoria che sta stroppo stretta a un territorio, a una città e a una tifoseria come quella salentina che hanno dimostrato di sapersi sempre meritare la scena di ben altre serie calcistiche. Ha il suono sordo e amaro della beffa una sentenza di cui la squadra del Lecce è soltanto vittima. Ma è altrettanto vero che la fede e la passione per la maglia non si attenuano con la retrocessione, anzi si irrobustiscono e rinvigoriscono ancora di più.



 Redazione

 

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