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04/08/2012

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MANFREDONIA: DUE EVENTI PRO-SALUTE

Clicca per Ingrandire ENICHEM = Anche se a piccoli morsi, quelli della speciale pinza usata per demolire le due torri di prilling, lo smantellamento di quanto per una ventina di anni è stato lo stabilimento chimico manfredoniano, prima Anic e poi Enichem, sarà completato dopo oltre una decina d’anni, più che di lavori, di polemiche e intoppi. Un lasso di tempo - troppo lungo per liberare un’area utile a implementare nuove attività produttive - trascorso senza che si sia riusciti, nonostante continue riunioni tecniche e conferenze di servizi al Ministero dell’Ambiente, a imprimere la necessaria e doverosa accelerazione alle operazioni, date le implicazioni riguardanti salute e sicurezza pubblica della popolazione di Manfredonia pressoché a contatto con la fabbrica.

Una lentezza per tanti aspetti inspiegabile e, contrariamente alle ordinarie prassi nelle esecuzioni di opere ancorché di interesse pubblico, prive di qualsiasi penalità a carico dei soggetti eventualmente inadempienti. Una situazione di base quanto meno carente riverberata sulla conseguente indispensabile bonifica dell’area, anche questa costellata da problematiche non sempre oggettive, tant’è che è dovuta intervenire la Magistratura. Tempi lunghi su tutti i fronti dunque e se lo smantellamento delle strutture è in via di ultimazione, non così è per la bonifica nel cui contesto non sono mancate a dir poco sgradevoli sorprese.

L’ultima a cadere sotto i “morsi” della pinza meccanica della ditta Mosmode è dunque la torre di prilling numero due (foto del titolo; ndr). La numero uno è stata demolita nell’ottobre scorso. Entrambe facevano parte dell’impianto di produzione dell’urea, fertilizzante per l’agricoltura, la prima alta 63 metri la seconda 67. Erano la parte terminale del processo di produzione. Al loro interno, per caduta dall’alto, l’urea proveniente dalle strutture in cui avvenivano le complesse operazioni chimiche, da liquida si trasformava in solida. I lavori di demolizione termineranno entro il mese corrente. Il metodo adottato per demolirlo è stato scelto dopo aver scartato altre opzioni ritenute più invasive.

Col metodo delle pinze, il controllo dell’abbattimento è più sicuro anche ai fini dell’eventuale spargimento nell’aria e sul suolo di residue sostanze contenute nell’urea, come ad esempio l’arsenico. Nel maggio scorso ci fu un allarme per la segnalazione da parte della stazione di rilevamento di Arpa Puglia, di presenza di arsenico sia pure in misura appena superiore alla norma. Il sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, intervenne immediatamente convocando i referenti dei vari enti interessati che si attivarono attuando verifiche più approfondite le quali diedero tutte esiti negativi. Un falso allarme da qualche parte stoltamente e infondatamente reiterato.

Con la caduta di quell’ultimo residuo del complesso industriale Enichem si chiude una pagina di storia che per un ventennio ha caratterizzato nel bene e nel male la vita di questo territorio. Rimane la coda del completamento della bonifica. Anche se territorialmente non competente, in quanto il sito industriale ricade in agro di Monte Sant’Angelo, Angelo Riccardi segue con attenzione gli sviluppi delle operazioni. “Non è il caso - rileva - di abbassare la guardia specie dopo aver scoperto l’esistenza di una discarica celata sotto una coltre di cemento fatta passare per campo di esercitazione per pompieri. Siamo in attesa che il Ministero provveda perché anche questa discarica sia svuotata e bonificata. Sperando che sia veramente l’ultima”.


GEMELLAGGIO = Manfredonia e Amatrice gemellate nel none dell’Avis. Rappresentanze istituzionali dei due Comuni si sono incontrate nella cittadina laziale per consolidare un rapporto di collaborazione avviato nell’ottobre 2011 nella città sipontina auspici i sodalizi Avis dei due centri. Simpatica iniziativa che richiama e coinvolge implicazioni culturali sull’onda della solidarietà della quale l’Avis è impareggiabile e fattivo alfiere. Alquanto numerosa e articolata la delegazione manfredoniana guidata dall’assessore alla Pubblica Istruzione, Annarita Prencipe, con la quale erano il presidente della sezione Avis di Manfredonia, Domenico Palmieri, con alcuni componenti del direttivo, il maresciallo Antonio Pizzigallo coi vigili Michele Vitulano e Cosimo Trigiani del Corpo di Polizia Municipale, e una rappresentanza di donatori Avis di Manfredonia con il labaro sociale e uno striscione.

Ad accogliere la rappresentanza sipontina il vicesindaco di Amatrice, Piergiuseppe Monteforte, con alcune autorità cittadine, il presidente Avis di Amatrice, Luigi Mancini, accompagnato da un gruppo di soci della locale sezione. Presenti anche rappresentanze delle sezioni Avis di Padova, Termoli, Ruvo di Puglia nonché Cavalieri di San Marco. Un incontro cordiale e caloroso cui ha fatto da sfondo la colonna sonora delle marce musicali eseguite dal complesso bandistico “Città di Manfredonia” diretto dal M.tro Giovanni Esposto, che ha attraversato le vie della cittadina prima di tenere nella Piazza Cacciatori del Tevere un applaudito concerto presentato da Franco Rinaldi. La cerimonia del suggello del gemellaggio è iniziata con la deposizione di una corona d’alloro al Monumento dei Caduti.

Il corteo (foto 1 sotto) preceduto dai gonfaloni dei due Comuni si è poi diretto nella pregevole chiesa trecentesca dedicata a San Francesco dove, dopo la funzione religiosa celebrata dall’ottantenne mons. Luigi Aquilini, è stata sottoscritta la pergamena del gemellaggio fra Manfredonia e Amatrice (foto 2). Una cerimonia semplice nelle sue formalità protocollari, ma fortemente intensa per i valori di amicizia e fratellanza che ha confermato evidenziarti negli indirizzi di saluto del vicesindaco Monteforte, dall’assessore Prencipe che ha recato un messaggio del sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, e dai due presidenti Avis Mancini e Palmieri. A conclusione è avvenuto lo scambio dei doni consistenti in prodotti e manufatti rappresentativi delle attività artigianali dei due centri gemellati.

 Ufficio Stampa e Comunicazione - Comune di Manfredonia (foto torri: manfredonianews.it)

 

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