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04/11/2011

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INCENERITORE A RISCHIO SALUTE?

Clicca per Ingrandire Attività di monitoraggio dell’aria - da effettuarsi attraverso una centralina mobile posta al confine regionale in agro di Candela, - identificazione - attraverso i modelli di caratterizzazione in arrivo dall’Arpa Basilicata - dei punti del suolo da analizzare, sollecitare l’Asl per le campionature dei prodotti al consumo e la Regione Puglia per la consegna delle cartografie dei pozzi della falda acquifera.

Queste le determinazioni scaturite dal tavolo tecnico svoltosi stamattina, 4 novembre, all’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Foggia circa la situazione d’inquinamento che l’inceneritore ‘La Fenice’ di San Nicola di Melfi avrebbe potuto causare a danno della salute dei cittadini foggiani e dei prodotti agricoli coltivati in agro di Candela e Ascoli Satriano.

Alla riunione, convocata con urgenza dagli assessori Stefano Pecorella e Savino Santarella, hanno preso parte Massimo Blonda (Arpa Puglia), Giovanni Napolitano (Arpa Dop Foggia), Stefano Palladino (assessore all’Ambiente del Comune di Cerignola), Giovanni Dattoli (dirigente dell’Assessorato provinciale all’Ambiente), Michele Sollazzo e Mimmo Di Gioia (rappresentanti dei comitati e delle associazioni territoriali).

L’attività dell’inceneritore (che sorge a meno di 800 metri dal confine tra le province di Foggia e Potenza) è stata sospesa un mese e mezzo fa a causa dello sforamento dei parametri d’inquinamento prodotto dall’impianto. La Provincia di Foggia, attraverso l’Assessorato all’Ambiente, non appena recepita l’istanza di chiusura, si è attivata per tutelare la salute dei cittadini e il ciclo alimentare che si sviluppa in quella zona ad alta densità agricola (grano e ortaggi le attività principali).

“Non abbiamo competenze territoriali in merito - ha spiegato l’assessore Pecorella, - ma siamo preoccupati perché il superamento dei limiti stabiliti non è stato episodico. Noi non possiamo e non vogliamo stare fermi. Da questo tavolo sono scaturite indicazioni che abbiamo recepito, le quali saranno nostro strumento per coinvolgere le Regioni Puglia e Basilicata, la Provincia di Potenza e l’Arpa lucana. Questo tipo di analisi ispettiva ci farà capire se e a quanto corrisponde l’incidenza di tale inquinamento sul nostro territorio. I cittadini - ha concluso - hanno il diritto di sapere la verità”.

Preoccupazione è stata espressa anche dall’assessore Santarella, ex sindaco di Candela. “C’è assoluta necessità di fare chiarezza su questa situazione. I cittadini e gli imprenditori - ha affermato - sono allarmati e preoccupati. Ritengo che le determinazioni scaturite oggi sono le migliori che potevamo auspicare sia come Istituzione sia come cittadini”. Informazioni tecniche dettagliate sono giunte dal rappresentante dell’Arpa Puglia Blonda: “Il fiume Ofanto è sotto costante monitoraggio e dall’ultimo report non risultano forme d’inquinamento preoccupanti.

“Piuttosto - ha aggiunto, - visto che i probabili motivi d’inquinamento di quell’inceneritore dovrebbero essere nell’abbattimento dei fumi o nell’emissione delle ceneri vere e proprie, bisogna acquisire (arriveranno entro 10 giorni) dall’Arpa Basilicata i modelli di ricaduta sul suolo e dalla Regione Puglia la mappa dei pozzi per poter analizzare la falda acquifera. A rassicurazione, vorrei segnalare che al momento l’aria non è temporaneamente interessata da inquinamento”.




 Assessorato Ambiente Provincia Fg (foto Google)

 

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