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12/09/2011

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SOLO IL CIELO È ROSA SU CALENA

Clicca per Ingrandire L’8 settembre la comunità peschiciana non è stata “sorda, neghittosa, apatica”. Ha cercato di fare quello che poteva per la festa della Madonna di Calena e ha seguito i consigli dell'Arcivescovo di Lecce mons. Domenico D'Ambrosio (leggi http://www.puntodistella.it/Lettera.asp?id=332). “La mia famiglia ha pregato anche per lui come aveva chiesto” scrive Anna De Nittis sulla bacheca del gruppo facebook “Resto a Peschici perché… vado via perché” il giorno dopo la festa dedicata a Santa Maria di Calena. Una serata intensa che ha visto risorgere la religiosità popolare un po’ sopita dei Peschiciani.

Ore 18: Chiesa Madre quasi gremita, in un pomeriggio ancora lavorativo, vista la consistente coda estiva di questo dolce settembre che evoca altri tempi. Gruppi di turisti che si affacciano nel tempio e nei vicoletti adiacenti. E’ in corso la celebrazione in onore della Madonna. Alle 19 tutti giù a Calena per recitare il Santo Rosario, al seguito di un’icona offerta da Enzo D’Amato (foto 1 sotto; ndr) e dal Centro Studi Martella. La statuetta lignea di fine ’400, restaurata qualche anno fa, è stata data “in affido” dai Martucci - proprietari dell’Abazia - alla Curia di Manfredonia e alla Chiesa Madre di Peschici, con la “raccomandazione” della soprintendente Simonetti di non spostarla, preferibilmente, dalla teca blindata (foto 2, al centro sulla sx) dove è stata posizionata. Sarà, ma per una decina d’anni è stata portata su e giù, dalla casa dei germani Martucci a Calena, l’8 settembre, senza problemi… anche dopo il restauro. I devoti della Madonna si adeguano, per non creare inutili problemi. Già è stato molto difficile, quest’anno, ottenere l’apertura dell’Abazia…

Allietano la festa le belle note della Banda Musicale di Peschici che suona nelle vie del paese e a Calena per rispettare e tener fede a una tradizione inaugurata soltanto qualche anno fa, e impreziosire una festa la cui devozione deve ancora rinascere pienamente nel cuore e nella mente dei Peschiciani. Stavolta lo ha fatto gratuitamente, autotassandosi. “Una festa senza la banda che festa è? E' una tradizione che non può e non deve morire!” aveva ribadito il presidente Domenico Martino sulle pagine di facebook, annunciando il sì alla partecipazione quando la festa era ancora in forse. “Noi ci mettiamo il nostro impegno e il nostro entusiasmo, portando l'allegria per le strade di Peschici nel giorno della nascita della Madonna che il popolo peschiciano venera da secoli nell'Abazia benedettina di Santa Maria di Calena. L'entusiasmo dei nostri ragazzi, del Maestro e di tutti i nostri concittadini sono il nostro carburante. Buona festa a tutti!”

Padre Tonino (foto 3, con la presidente del Centro Martella e il rappresentante dell’associazione Punto di Stella-Comitato Peschici Eventi), nuovo parroco della Matrice, è entrato subito nel cuore dei Peschiciani perché nel suo cuore ha fatto breccia la Madonna di Calena. Dopo l’incipit delle preghiere del rosario si fa suggestivo: “Coi tuoi occhi, o Maria, stasera vogliamo guardare al cielo, affidandoti la nostra Peschici, le nostre case, i nostri giovani, i nostri bambini, i nostri amici turisti, ogni famiglia della terra!” I passi del Vangelo scelti fanno perno sui “cinque misteri della luce”: il Battesimo di Gesù al fiume Giordano (dal Vangelo secondo Matteo); Gesù alle Nozze di Cana (dal Vangelo secondo Giovanni); l'annuncio del Regno di Dio e l'invito di Gesù alla conversione (dal Vangelo secondo Marco); la Trasfigurazione di Gesù sul Tabor (dal Vangelo secondo Matteo); l'istituzione dell'Eucaristia nell'Ultima Cena (dal Vangelo secondo Matteo).

Bellissime le cinque “chiuse” d’invocazione alla Vergine che invitano i devoti a una pratica di fede più sentita: “Maria di Calena, Regina di Peschici, insegnaci la gioia di ricordare quello che siamo ai tuoi occhi!”; “Maria di Calena, Regina di Peschici, insegnaci la gioia di vivere ogni domenica la nostra Pasqua con te”; “Maria di Calena, Regina di Peschici, insegnaci che la famiglia è il luogo più vero della vita, il luogo dove la vita può essere guarita”; “Maria di Calena, Regina di Peschici, insegnaci, Dio, che la tua benedizione non è ricchezza, salute o fortuna, ma semplicemente luce: luce interiore, luce per camminare e scegliere, luce da gustare”; “Maria di Calena, Regina di Peschici, insegnaci che dare è la legge della vita, unica strada per una felicità che sia di tutti”. Frasi scandite dal sacerdote e seguite dalla risposta corale dei fedeli “Prega per noi!”

Quando entriamo nell’abazia, è quasi buio. E’ una sensazione quasi irreale trovarsi nella chiesa grande, “en plein air”, a pregare sotto le stelle. Forse mai cerimonia religiosa è stata così suggestiva. La navata principale e l’abside sono ormai completamente scoperti…

Emanuele Sanzone

 l'Attacco" (10 settembre 2011)

 

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