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20/08/2011

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PERISCOPIO SULLA SICUREZZA

Clicca per Ingrandire Secondo l'Osservatorio nazionale del crimine il numero di furti sta vivendo un forte aumento in Italia. Fra agosto 2010 e luglio 2011 sono stati segnalati furti con scasso in percentuale maggiore rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente - un incremento del 7 percento - che includono residenze principali risultanti sempre più a rischio. Trend in aumento anche per il fenomeno della violenza giovanile diventato argomento di estrema importanza. Sono infatti aumentati i comportamenti aggressivi fra i minori: bullismo a scuola, furti o ricatti ai coetanei per impadronirsi di status symbol (telefono cellulare, giubbotto di marca, motorino).

Anche per i ragazzi punibili penalmente, quelli cioè che hanno un’età compresa fra 14 e 18 anni, il numero dei denunciati è in aumento. Oltre al sensibile aumento delle denunce, si assiste anche a un cambiamento della ‘qualità’ della criminalità minorile, nel senso di una crescente gravità dei reati loro attribuiti. Infatti, nell’arco temporale considerato, l’aumento più consistente riguarda i cosiddetti delitti contro la persona e la famiglia, rispettivamente del 74,25 e dell’82,82 percento. I reati contro il patrimonio segnano un minore anche se consistente aumento percentuale: ‘solo’ 46,57 percento.

I risultati del contrasto alla criminalità organizzata nell’ultimo anno hanno fatto registrare “l’arresto di più di 9mila mafiosi, con un aumento del 31 percento, la cattura di 32 latitanti di massima pericolosità, con un incremento del 78 percento e sono stati tratti in arresto 470 latitanti totali, con un aumento del 19 percento. Le operazioni di polizia giudiziaria, infine, sono arrivate a 818 complessivamente».

Nell’aggressione ai patrimoni si è sviluppata un’azione molto intensa che ha portato risultati significativi. «Sono stati sequestrati 42mila 832 beni, di cui 2mila 486 aziende per un controvalore di circa 19mila miliardi di euro, che rappresenta un incremento di più di tre volte rispetto ai risultati dello stesso periodo precedente». Le confische sono anch’esse rilevanti «con 7mila 747 beni per un controvalore di più di 4 miliardi e 209 miloni di euro, che rappresenta quasi sei volte il risultato rispetto al triennio precedente.

La distribuzione geografica vede le prime sei regioni, principalmente del sud, con la quasi totalità dei beni: Sicilia, Campania, Lazio, Calabria, Puglia e Lombardia (fra le prime come presenza di beni sequestrati e confiscati alla criminalità). Queste sei regioni fanno registrare 22.5 miliardi di euro pari al 97 percento del valore complessivo».

Sul fronte della sicurezza stradale nel 2010 sono diminuiti, rispetto al 2009, sia gli incidenti sia il numero delle persone decedute e ferite grazie all’attività di prevenzione e ai sistemi di tutoraggio sulle autostrade. Il ministro Maroni e il titolare della Giustizia hanno annunciato a tal proposito l'intenzione di proporre l'introduzione nel nostro ordinamento penale del reato specifico di ‘omicidio stradale’. Questo nuovo reato va distinto dal ‘colposo’ e consentirebbe di sanzionare severamente i colpevoli di omicidio se si mettono al volante ubriachi o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

Risultati confortanti sono stati raggiunti anche nell’ambito dell’ordine pubblico: manifestazioni di piazza di ogni tipo e sicurezza negli stadi, questa soprattutto grazie all’introduzione della ‘tessera del tifoso’. Infine l’immigrazione, tema di grande attualità: fino al 31 luglio sono sbarcati in Italia 24mila 769 migranti provenienti dalla Tunisia e 23mila 267 dalla Libia con oltre 13mila rimpatri fino al 31 luglio. In questo altanelante numero di dati un elemento suscita indubbiamente preoccupazione: l’aumento (+ 67,40 percento) dei minori di anni 14 denunciati. Tale aumento ha avuto il suo picco più evidente il 1990, attestandosi poi negli anni successivi.

Sembra in sostanza essersi verificata una sorta di preconizzazione dell’ingresso nel circuito penale da parte di minorenni. Tale dato desta un certo allarme, in primo luogo in quanto sono ragazzi, anzi bambini in certi casi, minori di 14 anni; in secondo luogo perché si tratta di quella fascia d’età che nella nostra legislazione non è perseguibile penalmente ma può incorrere nelle cosiddette misure di sicurezza (riformatorio giudiziario e libertà vigilata).

Giovanni D’Agata*


*Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”

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