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15/08/2011

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PALE EOLICHE A RISCHIO INCOLUMITÀ

Clicca per Ingrandire Al dibattito infuocato sull’utilizzo di energie alternative, in particolare fotovoltaico ed eolico, che se da una parte costituiscono una possibile soluzione ai problemi di approvvigionamento energetico, dall’altra sono ormai giustamente sott’accusa non solo da parte delle associazioni ambientaliste per un uso spropositato delle stesse a danno del territorio, si aggiunge un nuovo capitolo riservato alle distanze minime da strade e centri abitati. A Lecce, alcune mini-pale, che poi mini non sono in quanto hanno un’altezza di 30 metri per una potenza dichiarata di 250 kilowatt, sono state installate addirittura sulla tangenziale, proprio a ridosso dell’anello cittadino, senza che nessuno battesse un ciglio, mentre le stesse a distanza di mesi fanno bella mostra a chiunque percorra l’importante bretella gestita dall’Anas.

Va bene la scelta dei governi cittadini di guardare all’alternativo per ridurre la bolletta a carico dell’Amministrazione, ma ci pare che nel caso di specie la distanza dalla strada sia così ridotta che, al di là dei dispositivi di sicurezza installati e della “tenuta” dell’impianto, vi siano rischi oggettivi per quanti passano da quel luogo perennemente soggetto al traffico extraurbano. Non vogliamo apparire menagrami, ma solo qualche tempo fa, esattamente l’8 gennaio 2010 e non molto lontano dal luogo ove sono situate le due turbine, abbiamo l’obbligo di ricordare l’episodio di una mini-pala che a causa di un vento impetuoso di scirocco iniziò a perdere pezzi con grave pericolo per tutta la zona circostante.

Secondo Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, che proprio nei giorni scorsi si trovava per caso a osservare il vorticoso girare delle due turbine al fortissimo vento di tramontana che soffiava sul Salento, è lecito chiedersi: le due pale eoliche saranno state installate nel rispetto delle distanze minime dal ciglio della strada (che secondo le linee guida della Regione Puglia dovrebbero essere per quelle provinciali o nazionali superiori a 4 volte il diametro dell’elica e comunque non inferiore a 300 metri)?

“Di questi eventi, comunque - afferma D’Agata, - se ne contano ormai a decine sul territorio nazionale e il discorso, quindi, vale per tutti gli impianti dislocati nel Belpaese per i quali non smetteremo di chiedere la verifica del rispetto di tutti i parametri di legge, ma prima di tutto del territorio e dell’ambiente circostante”.

 Redazione

 

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