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07/06/2008

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Racconti pennellati con i colori del mare tra scogliere, spiagge e torri "saracene"

Clicca per Ingrandire Dopo la pubblicazione dei due romanzi “Punta di stella” e “Il segreto di Kalena”, ambientati a Peschici e preceduti da una riservata produzione poetica (“Aghi di pino” e “Favonio”), Alfonso D’Errico, nato da genitori garganici, ritorna con “Improbabili incontri”. Si tratta di una raccolta di racconti in cui i colori del mare e la costa settentrionale del promontorio che si sviluppa dalle “molfe” del lago di Varano fino a Pugnochiuso, tra scogli, spiagge e torri saracene, prendono vita, animandosi e affiancando i personaggi con prepotente individualità.
Anche in questo libro ricorrono i temi cari allo scrittore: la spettacolarità della natura, il mistero dell’antica civiltà diomedea, il mondo ristretto di un piccolo paese di mare non ancora del tutto trasformato e contaminato dal disordinato e ridondante sviluppo turistico, maturato troppo in fretta. Si riscontra nel testo anche la presenza di annotazioni filosofiche e di rimandi psicologici, mitici e religiosi, di sicura efficacia, che, lungi dall’appesantire il ritmo e la scioltezza del fluire narrativo, affiorano in maniera sobria e gradevole, scrutano lo sradicamento e la solitudine dell’uomo moderno, danno voce alla coscienza e affondano lo sguardo nell’anima, rifugio segreto delle tracce della esistenza umana, archivio nascosto di suggestione, turbamenti e emozioni che la memoria di tanto in tanto lascia riaffiorare di fronte a inaspettate e improvvise situazioni.
Sono proiezioni sapienzali sui temi che da sempre hanno attratto la mente umana: l’essenza della vita, la morte, l’esistenza di Dio, il fine ultimo dell’uomo, il cosmo; riflessioni che appartengono sicuramente alla complessa struttura mentale e psicologica dell’autore, con tutte le implicazioni intellettuali ed esistenziali, maturate anche nel corso della sua pregressa attività di magistrato.
Con quest’ultimo, personalissimo, insolito libro, pervaso di spunti poetici, ben strutturato e scorrevole, lo scrittore ci vuol suggerire che, in un’epoca senza certezze come quella attuale, un sicuro sostegno per dare senso alla vita possa essere forse il passato che, però, in realtà non passa mai, ma vive nel presente e s’inoltra nel futuro, seguendo il destino di ogni uomo.

 Redazione

 

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