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01/05/2008

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Davide - Vacua potestà

Clicca per Ingrandire Da http://minimokarma.blogsome.com/2008/06/01/vacua-potesta riprendiamo e pubblichiamo


Ai genitori di Davide è stata restituità la potestà genitoriale. Con qualche limitazione. Il Tribunale, leggo, “ha prescritto ai genitori di Davide di ‘continuare a prestare la massima collaborazione nei confronti dei sanitari aderendo a tutte le indicazioni che saranno loro impartite, con l´avvertenza che in caso di inottemperanza potranno essere adottati nuovamente nei loro confronti provvedimenti limitativi della potestà genitoriale”. All’avvocato Vaira, legale dei genitori, queste sembrano “formule di stile che non aggiungono nulla”.
A me sembra che invece aggiungano, anzi tolgano molto. Secondo il provvedimento, spetta ai medici impartire indicazioni. Espressione ossimorica: si impartiscono degli ordini, non delle indicazioni. E che si tratti di ordini, lo si capisce dal resto. I genitori non possono che adeguarsi alle indicazioni. In caso contrario, verrà di nuovo tolta loro la potestà genitoriale. Tradotto, tutto ciò vuol dire: obbedite ai medici, altrimenti quello che vi abbiamo fatto ve lo facciamo di nuovo. Non so come si possa parlare di giustizia fatta, quando un tribunale che ha preso un provvedimento che molti - almeno le quasi duemila persona che hanno firmato la petizione - ritengono ingiusto minaccia di reiterarlo al verificarsi delle stesse condizioni. Non so come si possa essere soddisfatti di fronte ad un provvedimento che contiene una evidente infantilizzazione dei genitori di Davide. Né comprendo in cosa consista, esattamente, la potestà genitoriale, se ai genitori non resta che adeguarsi passivamente agli ordini dei medici.

Nella mia petizione chiedevo che venisse riconosciuto ai genitori di Davide “il diritto di dire la loro sul futuro di loro figlio e sui trattamenti medici cui sottoporlo”. La mia idea è che decisioni gravi come quelle riguardanti le terapie di un bimbo in condizioni critiche non possano che nascere dalla discussione e dal confronto tra tre parti: i genitori del bambino, il Comitato etico e i medici. Il provvedimento del Tribunale per i Minori esclude espressamente i genitori da qualsiasi ruolo nella decisione sulle cure e sulla loro eventuale sospensione, in caso di peggioramento del quadro clinico. Nessun diritto di dire la loro. Nessuna discussione. La salute e il futuro di Davide sono affare esclusivo dei tecnici.

Scrivo queste righe a titolo strettamente personale, per chiarire la mia posizione di autore della petizione, e senza alcun intento di avviare polemiche. Di Davide si è parlato anche troppo: è giunto il momento che la sua torni ad essere una dolorosissima storia privata. Una storia con una sua morale. Ognuno giudichi da sé se si tratta di una morale rassicurante o inquietante.

Antonio Vigilante

PS - In merito alla "riassegnazione" della patria potestà registriamo l'intervento del legale dell'Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) dott.ssa Claudia Moretti:

IL BIMBO DAVIDE, DIRITTI E LIBERTA' TERAPEUTICHE. IL TRIBUNALE SPRANGA LA COSTITUZIONE

E' di queste ore la notizia che il Tribunale di Bari ha “restituito” la patria potesta' di Davide Marasco ai propri genitori. Il caso risale al 10 maggio, quando il neonato Davide, affetto da una gravissima patologia, veniva sottratto, per provvedimento urgente dello stesso Tribunale, alla tutela di padre e madre, per essere affidato al primario dell'ospedale di Foggia dott. Magaldi, nominato tutore provvisorio. Genitori colpevoli solo di aver esitato, con dolore e pieta' per la loro piccola creatura, di fronte a una schiacciante futilita' delle cure di mantenimento in vita (che gli stessi medici hanno ovviamente fatto loro presente). Una esitazione di poche ore che era loro costata anche un fermo in Questura (!).

Ieri il Tribunale ha deciso nuovamente sulla vicenda (leggi ordinanza su http://www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/20080531-davide_tribunale_bari.pdf; ndr), stabilendo che i genitori possono tornare a essere tali, solo che dovranno attenersi a tutte le indicazioni "impartite" dai sanitari, e a patto che siano “monitorati” dal servizio sociale.
Una pronuncia agghiacciante. Dove e' finito l'art. 32 della Costituzione che vieta i trattamenti sanitari obbligatori (nei confronti di tutti, minori non esclusi), che stabilisce la liberta' e la scelta di cura e di terapia? Chi decide le scelte terapeutiche di un neonato condannato a pochi mesi di sofferenza e agonia? Chi se non coloro che lo hanno messo al mondo e che piu' di ogni altro essere umano lo hanno a cuore? Per il Tribunale di Bari decide il Giudice e il Medico. Guai ad opporsi! Guai anche a mettere in discussione le terapie, che, per ordinanza sono “impartite” al padre e alla madre di Davide.

Restiamo esterrefatti per una pronuncia che e' un colpo di spranga al diritto costituzionale, degno dei peggiori totalitarismi.

Claudia Moretti, legale Aduc

PPSS - Per leggere la sentenza andare su: http://www.aduc.it/dyn/documenti/allegati/20080531-davide_tribunale_bari.pdf

 Redazione

 

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