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14/02/2011

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I MATRIMONI STIMOLANO LE IDEE

Clicca per Ingrandire Mentre a Vico si celebra il matrimonio fra Daunia e Gargano, riceviamo dal presidente del “Comitato per la tutela del mare” (foto del titolo, il logo creato da Lidia Croce; ndr), Michele Eugenio Di Carlo, e pubblichiamo, alcune note sul “distretto biologico del Gargano a rifiuti zero”.

“Sottoscrittori convinti del Manifesto preparato con cura da Federico Massimo Ceschin, tenaci sostenitori della tesi che turismo significhi sostanzialmente ambiente, paladini della necessità di misurare lo sviluppo non attraverso ruspe e cemento, fautori dell’esigenza del dire ‘basta al consumo di territorio’, nel mentre si celebra il matrimonio fra la Daunia e il Gargano a Vico del Gargano, ci appare doveroso e opportuno elaborare alcune riflessioni sulle garanzie che il Gargano deve offrire affinché l’incontro non resti un semplice evento mediatico ma diventi l'inizio di un vero cammino verso condizioni ottimali per uno sviluppo sostenibile basato sulla forza dell’aggregazione di storie umane, identità territoriali, culture. Fonte di nuova speranza perché la storia dei luoghi della nostra anima e le radici delle nostre città non siano assegnate a un futuro incerto e precario.

“Il Comitato per la tutela del mare ha focalizzato le proprie attenzioni sulla difesa dell'ambiente costiero con alcune battaglie vinte perché condivise da istituzioni, partiti, associazioni - come nel caso dell'opposizione alle ricerche petrolifere e agli impianti eolici off-shore, - ma anche con l’amarezza di suggerimenti inascoltati e proposte non raccolte - come quelle sull’utilità e la convenienza di salvaguardare il nostro mare da scarichi velenosi di ogni genere, tutelando la salute pubblica.

“Il nostro dissenso agli impianti eolici è stato ampiamente raccolto dagli organi di stampa, mentre è passata quasi inosservata la nostra proposta sulle energie alternative: costituzione di un organismo che attraverso un protocollo d'intesa sottoscritto da Parco, Amministrazioni comunali, associazioni, agenzie di cultura, ponga le condizioni sul come, quando, dove sfruttare, in forma pubblica e sociale, le risorse di sole e vento, appartenendo il paesaggio e l'ambiente non alle singole realtà, ma a tutto il comprensorio.

“Arriviamo a questo matrimonio con molte pecche, qualche colpa, diversi rimpianti che riguardano il divario netto fra quanto la nostra volontà avrebbe meritato di ottenere e quanto il limite delle nostre forze ha impedito di porre in essere nelle nostre realtà. E’ l’occasione per ricordare che l'allarme lanciato da Teresa Maria Rauzino riguardo al Parco letterario del Gargano, infranto lungo le frastagliate scogliere della fredda insensibilità burocratica, favorita dalla pochezza politica di un ente ormai abolito, non è stato raccolto.

“Il Parco letterario del Gargano, visione e sogno del compianto Filippo Fiorentino, doveva attivare i nuovi itinerari di storia, religione, cultura, i sentieri dell'anima e del gusto per attrarre, come in altri tempi, il viandante arguto, mosso da letteratura e archeologia, botanica e entomologia, aroma dell'olio e profumo delle zagare, dallo spirito dei luoghi in stagioni non sospette.

“Il Parco letterario del Gargano, vero volàno di una destagionalizzazione segno di un reale sviluppo sostenibile, capace di ancorare le giovani generazioni alla propria terra, non può essere ignorato in questo momento di incontri e convergenze fra territori. Il Parco letterario del Gargano: un’idea, un’intuizione, un progetto da riproporre.

“Il Comitato per la tutela del mare presenta, qui e ora, al fine di onorare l’evento ‘Daunia & Gargano’, la propria proposta al territorio, già partorita a Peschici nel mese di gennaio in un incontro sul turismo: ‘Il Distretto biologico del Gargano a rifiuti zero’. All’indomani del convegno ‘Vieste città biologica’, magistralmente organizzato da Lazzaro Santoro, è sorto il problema di dare un seguito concreto sul territorio alle idee dei tanti ‘amici del territorio’ e al contributo delle numerose personalità intervenute, rappresentanti del mondo Bio e dello Slow-food, a livello regionale e nazionale.

“Abbiamo intuito che occorre passare dalla chiusura di una dimensione locale a una più ampia a livello territoriale per improntare lo sviluppo a criteri di sostenibilità, rimettendo al centro dell’economia la bistrattata agricoltura, unica a garantire forme di tutela del territorio. Rendere concreto un bio-distretto, imprimendo un ulteriore marchio di qualità a un territorio già ricchissimo di beni materiali e immateriali, significa valorizzare e promuovere il nostro patrimonio paesaggistico, naturale, ambientale, qualificando meglio l’offerta turistica, mettendo virtuosamente in circolo risorse, tradizioni, tipicità.

“E’ pur vero che bisogna - come insegna il Cilento di Angelo Vassallo - svolgere e portare a termine un lavoro significativo, pieno d’insidie e sentieri impervi, che non può che essere partecipato e condiviso dall’intero corpo sociale, politico, culturale del territorio, il quale congiuntamente e in maniera decisa deve puntare a uno sviluppo equo, solidale, che metta al centro del percorso un laboratorio di idee e iniziative dall’alto profilo etico e culturale, senza indugiare e deviare verso i soliti interessi privati e corporativi.

“Un Bio-distretto, territorio di eccellenza e qualità, può permettersi discariche e inceneritori che attentino all’ambiente e alla salute di cittadini e ospiti? La risposta è scontata. Ecco perché l’idea di un distretto biologico si accompagna a una politica a ‘rifiuti zero’. Un rifiuto non è solo la misura del fallimento di un sistema produttivo, è anche il segno di politiche ambientali condotte senza criterio e con superficialità, se non il risultato di connessioni e contingenze con la criminalità, che non tengono in nessun conto tutela ambientale, sviluppo etico, salvaguardia della salute.

“Quanto è stato possibile in grandi città come San Francisco e Los Angeles, quanto si sta attuando a New York e realizzando in Italia, a Capannori, grazie all’assessore Alessio Ciacci, può ritenersi davvero impossibile nel Gargano e nella Daunia? Possiamo e dobbiamo non solo ottenere un sistema efficace di raccolta differenziata, ma riorganizzare totalmente il servizio attuando la raccolta domiciliare porta a porta, dando agli utenti tutti gli strumenti utili per realizzarla, investendo in una capillare campagna di sensibilizzazione, partecipazione e informazione.

“In definitiva, per tradurre in atti le tesi illustrate nel Manifesto ‘Daunia e Gargano’, proponiamo che il Gargano lavori attorno a queste tre aree tematiche e progettuali:
- Protocollo d’intesa per l’utilizzo delle energie alternative;
- Parco letterario del Gargano;
- Distretto biologico del Gargano a rifiuti zero.

“L’incontro delle associazioni culturali, già resosi concreto negli ultimi due anni sotto la sigla dell’Associazionismo attivo del Gargano, le numerose convergenze con enti, istituzioni e parte del mondo produttivo, fanno sperare nella possibilità di cambiare passo e procedere spediti verso uno sviluppo davvero diverso, nuovo e sostenibile.”

Michele Eugenio Di Carlo



 Comunicato

 

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