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30/11/2010

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IL TEAM ARGOD COLPISCE ANCORA!

Clicca per Ingrandire Avere nuovi occhi. E’ questa la chiave di tutto. Esplorare il territorio, studiarne la storia, ascoltare testimonianze, non è sufficiente se non si guarda il tutto con occhi diversi, se non si è pronti ad accettare che il Gargano va ben oltre lo scibile conservato negli archivi storici e biblioteche. Noi del Team Archeo-Speleologico “Argod” (sannicandrese; ndr) lo sappiamo bene. Nel momento in cui abbiamo accettato l’idea che sul nostro Promontorio potevamo scoprire l’impensabile, andando al di là del nostro personale bagaglio culturale, abbiamo iniziato finalmente a “vedere”. Il tutto sempre nel rigore della metodologia scientifica. Noi ci basiamo sui fatti e solo a volte tentiamo di costruire ipotesi che secondo il nostro parere potrebbero risultare più plausibili di altre. Ma passiamo innanzitutto ai fatti.

Nel campo delle incisioni, e quindi più in generale della Simbologia, esistono fondamentalmente tre situazioni differenti in caso di scoperta:
- scoprire simboli in siti sconosciuti che vengono scovati in seguito a una esplorazione;
- scoprire simboli in siti conosciuti collocati in posizioni defilate, mai notate prima da nessuno;
- riconoscere simboli visibili da tutti, ma mai considerati o univocamente identificati.
Ed è quest’ultimo il caso di una nostra nuova e sensazionale scoperta, o meglio, identificazione: un simbolo conosciuto come “Mursunsydän” (foto del titolo; ndr), parola per noi quasi impronunciabile proveniente dalla lontana e fredda Finlandia, incisa sulla Chiesa di San Cirillo a Carpino (foto 1-2 sotto), piccola cittadina garganica situata a nord della Puglia.

Cos’ha di particolare questa identificazione? Gli esperti dell’Università di Helsinki ci hanno confermato che nulla del genere era mai stato segnalato dalla nostra nazione. Per i finlandesi, insomma, è il primo caso ufficialmente segnalato in Italia. Ma andiamo per gradi. Per giungere a questo primo risultato abbiamo dovuto fare ricerca per oltre un anno e mezzo. Di cosa si tratta? Conosciuto anche come “Tursaansydän”, indica un simbolo che nell’attuale area baltica è sempre stato di uso comune, adottato in special modo nella zona settentrionale della Finlandia, occupata da una popolazione denominata Sami (Lapponi).

Il simbolo si compone di quattro sezioni identiche che si trovano attorno al centro, come per eluderlo. In parole povere è una svastica, più precisamente è una delle varianti di svastica più rare esistenti al mondo: la “lappone”, tipica solo di questa terra lontana, che appare come una intersezione di quattro quadrati (o cmq di quattro quadrilateri con la stessa area – foto 3, schema).

Per comprendere come siamo arrivati a questa conclusione è necessario ripercorrere tutte le tappe di questa nostra lunga ricerca. Tempo fa, uno dei componenti del Team, Domenico Antonacci, ci segnalò una serie di simboli incisi sullo stipite destro del portale della Chiesa di San Cirillo, che troneggia nella piazza principale di Carpino, luogo ormai molto conosciuto per lo svolgersi del Carpino Folk Festival, evento di portata nazionale.

La chiesa è decisamente una delle strutture ecclesiastiche più particolari esistenti in territorio garganico. L’edificio attualmente visibile è in realtà la chiesa più recente, costruita intorno al 1770, che ha sostituito la chiesa più antica, sempre dedicata allo stesso santo, eretta, secondo i documenti, intorno al 1310. La particolarità consiste nel fatto che sul lato sinistro della chiesa (avendo la facciata anteriore giusto di fronte) è incastonato ancora il portale della chiesa più antica (foto 4).

Ebbene, i simboli notati da Antonacci sono incisi proprio sullo stipite destro del portale della chiesa più antica. Naturalmente identificò subito un Nodo di Salomone, a otto solchi (foto 5-6), simbolo molto raro, trovato in poche altre città garganiche come Monte Sant’Angelo e Manfredonia (nella zona di Siponto). Nello stesso tempo, però, ci mostrò le immagini di un altro simbolo, inciso per ben due volte di fianco al Nodo di Salomone, che non aveva mai visto prima.

Io e Giovanni Barrella (presidente del Team “Argod”) non ci mettemmo molto a riconoscerlo e quasi istantaneamente lo stupore pervase i nostri visi. Quel simbolo l’avevamo già visto in un articolo che trattava della scoperta di alcune incisioni in un sito archeologico trovato in quello che un tempo era il territorio dell’Antica Dacia (attuale Romania). Nel sito erano stati ritrovati simboli come la Triplice Cinta Sacra, Centro Sacro, e fra le altre proprio il simbolo segnalato a Carpino.

Iniziammo a fare le prime ricerche e scoprimmo che si trattava di una particolarissima variante di svastica, conosciuta appunto come “svastica lappone”. Naturalmente non avevamo materiale al riguardo e non eravamo neanche in grado di confermare tale identificazione. Fortunatamente il destino riserva a volte alcune gradevolissime coincidenze. L’unico modo per procedere nelle ricerche era quello di chiedere aiuto a una mia cara amica, nonché collaboratrice del Team: Cristina Pertosa.

Cristina ha studiato lingue e letterature straniere, la cui prima lingua è proprio il finlandese (la seconda è il norvegese). E’ cultrice di folkloristica e filologia ugro-finnica, esperta e studiosa di Sciamanesimo, e ha prestato servizio all’Istituto Italiano di Cultura di Helsinki, sezione culturale dell’Ambasciata Italiana in Finlandia. Quando le sottoposi le immagini giunse alle nostre stesse conclusioni: “Tursaansydän” o “Mursunsydän”, cioè “Cuore di Tricheco”, nonché “Svastica Lappone. Scoprimmo che il simbolo era conosciutissimo in Finlandia, specialmente nella parte settentrionale occupata dai Sami (Lapponi), e seppure difficilmente databile sembra fosse presente già nel Neolitico. Utilizzato per la decorazione di edifici e oggetti in legno per centinaia di anni, potrebbe avere avuto anche una valenza protettiva nei confronti del soprannaturale. Spesso era anche presente sui tamburi percossi dagli sciamani. In uso fino al 18° secolo, pian piano scomparve per essere sostituito da una svastica più semplice.

E’ chiaro che le nostre considerazioni erano giuste. Ma la domanda che martellava le nostre menti era sempre la stessa: cosa ci fa una “Svastica lappone” sul Gargano? Ancora incredulo, decisi che occorrevano altre prove a supporto. Dovevamo essere certi che si trattasse effettivamente di una “Svastica lappone” e chiesi a Cristina Pertosa di farci da tramite presso gli esperti accademici della Finlandia. In collaborazione con Giovanni Barrella, Domenico Antonacci e la stessa Cristina Pertosa, scrissi e preparai alcuni documenti, con le nostre ricerche e scoperte, da indirizzare ai più esperti in materia a livello mondiale.

Ebbene, in Finlandia lo stupore non fu diverso dal nostro. Non solo non si aspettavano di trovarlo in Italia, ma addirittura non potevano mai immaginare che sarebbe stato trovato nel Sud dello Stivale. Bisogna dire che dagli accademici è arrivato subito un invito alla cautela, risultando una scoperta al di fuori di ogni apparente logica. In effetti, a loro dire, tale simbolo non è mai stato trovato al di fuori della Lapponia. Al momento, in Siberia, dove lo Sciamanesimo è ancora praticato in alcune zone della steppa orientale e verso i confini con la Mongolia, non risulta essere mai stato ritrovato. Nessun ritrovamento è stato mai attestato nemmeno nei territori occupati dagli attuali eschimesi.

A questo punto occorre fare un riepilogo. Partiamo dai fatti:
- gli esperti finlandesi e la studiosa garganica Cristina Pertosa non hanno dubbi sul fatto che si tratti di una “svastica lappone”
- vicino alla “svastica lappone” un’altra svastica, anch’essa molto rara, il Nodo di Salomone
- tali incisioni sono ubicate sul portale della Chiesa “antica” di San Cirillo, di cui si ha traccia documentale a partire dal 1310 (anche se si hanno fondati motivi di credere che sia molto più antica)
- a oggi, in Italia, la nostra segnalazione è l’unica ufficiale che sia mai arrivata agli esperti della Finlandia.

E adesso, alcune domande:
- cosa ci fa una svastica lappone a Carpino, qui sul Gargano?
- è stata incisa in antichità o è più recente?
- è stata incisa proprio per fare riferimento al Cuore di Tricheco oppure è stata incisa per imitazione?
- può aver a che fare con una qualche forma di Sciamanesimo qui sul nostro Promontorio?

Purtroppo, per ora, molte di queste domande rimarranno insolute. Ma possiamo fare alcune considerazioni in base all’esperienza sul campo e sulla logica. Innanzitutto escludiamo a priori che possa trattarsi di qualcosa di recente o di uno scherzo da “buontemponi”. Non è un caso, infatti, che si trovi su un portale antico. Inoltre le incisioni sono profonde e arrotondate dal tempo, aggiungerei di buona fattura. Ancora: tramite testimonianze sappiamo che tutte le incisioni presenti sul portale (ce ne sono altre riferite al Cristianesimo) sono lì da decenni. Oltretutto, chi si occupa seriamente dello studio di incisioni sa perfettamente che i simboli sono stati classificati in base alla loro forma e complessità, e coincidono (con tutte le dovute precauzioni) a periodi storici ben precisi.

Non dimentichiamo comunque un aspetto fondamentale: si tratta di un simbolo estremamente raro su scala mondiale, del tutto assente nei nostri libri e documenti storici, nessuna immagine o altro riferimento decorativo, soprattutto qui in Italia, per cui chiunque l’abbia inciso doveva conoscerlo, o per trasmissione di conoscenze da qualcuno che in Lapponia c’è stato, o per testimonianza diretta. Oppure qualcuno originario della Lapponia ha direttamente inciso quel simbolo sul nostro territorio, per una ragione che per ora ignoriamo. E tutto questo, se assunto essere avvenuto in epoca medievale, ha davvero dell’incredibile. Naturalmente non è possibile, attualmente, avere una tale conferma.

Un’ultima considerazione. Sullo stesso portale sono incise ben due forme rare di svastica. Se pensiamo alle svastiche greche scoperte a Monte Sant’Angelo e ai Nodi di Salomone trovati sempre a Monte Sant’Angelo e a Siponto, è evidente che non possono essere tutte coincidenze. Più si va avanti e più il Gargano dimostra di essere un incredibile contenitore di simboli rarissimi. Le ricerche continuano, e posso già anticipare un fatto importante: l’elenco di svastiche particolari sul Gargano non è finito!

Andrea Grana

Si ringrazia per la collaborazione la studiosa Cristina Pertosa.




  argod.it (foto Domenico Sergio Antonacci)

 

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  Commenti dei Lettori:

-- 05/12/2010 -- 20:23:39 -- Fiorenzo

Che bello l´Arcano, questo è vivere il Gargano.

 
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