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27/05/2008

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PROVINCIA DAUNA, CHE SUCCEDE?

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Cosa sta succedendo alla Provincia di Foggia? Perché il neopresidente on. Antonio Pepe ci mette tanto? Dove sono finiti proclami e promesse del dopo-voto?

Ce lo stiamo chiedendo in molti e se si dovesse andare dietro a tutte le chiacchiere, le riunioni per pochi intimi, le “fronde” anti-Tizio e anti-Caio, le polemiche, i bisticci e i capricci, il “chi sei tu e chi sono io”, e l’intero ambaradan tipico di situazioni fibrillanti per l’insieme di quanto appena elencato, monterebbero insistenti voglie di secessionismo. Il tanto satirizzato, all’epoca, “non ci sto” del presidente Oscar Luigi Scalfaro, torna di moda, a quanto pare.

Siamo alle solite, mormora chi si nutre di politica a colazione, pranzo, merenda e cena. E non avrebbe tutti i torti, pensando a una “base garganica” che pure ha espresso le proprie intenzioni: il 70-75 fino al 77 percento e oltre di preferenze al centrodestra scaturito dalla volontà degli elettori del Promontorio (fisiologico epilogo di una amministrazione provinciale di sinistra-centrosinistra durata oltre mezzo secolo) deve pur avere un suo significato, dovrebbe pure aver suggerito delle indicazioni. Invece, salvo Stefano Pecorella, che rappresenta solo una parte del Gargano, nella giunta-Pepe non finirebbe nessun altro garganico. Né il carpinese Ruo, né il rodiano D'Anelli, né il viestano De Vita. E chi, meglio di loro, conoscono i nostri problemi, le nostre urgenze, le nostre pulsioni, indirizzati tutti a uscire da una “impasse” che sta sempre più involvendo una situazione complicata già di per sé, ed è totalmente pleonastico elencarne i parametri?

Diceva il saggio: “La domanda sorge spontanea”. Qual è la domanda, per maggior precisione: quali sono le domande? 1) Cosa starà pensando in questo momento il popolo dello Sperone; 2) cosa starà rimuginando la coalizione perdente forte di dodici voti su trenta; 3) quale spettacolo si sta offrendo a un elettorato già - ed è ormai molto tempo - disamorato della politica; 4) perché non s’è ancora esaurita la cultura della poltrona a tutto vantaggio dell’interesse del territorio; 5) - che le riassume tutte, forse la più dirompente nella sua provocatorietà - perché non si costituisce un Parlamentino Garganico?

Piero Giannini

PS - Il motivo della scelta caduta su Pietro Giannone per l'inserimento della foto? Il giurisdizionalista di Ischitella voleva uno Stato avulso dalla Chiesa, noi vogliamo un potere contrario alla spartizione delle poltrone!

 Redazione

 

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