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23/10/2010

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IL GOVERNATORE PUGLIESE SFIDATO DA... SFIDA

Clicca per Ingrandire L’Italia va a rotoli e a lasciarci le penne sono sempre i più deboli. Nessuna differenza, tranne il colore delle casacche, per il trattamento riservato ai disabili e alle famiglie costrette ogni giorno a combattere contro un nemico invisibile: l’indifferenza e l’incoerenza dei politici nostrani che si professano vicini al sociale ma nei fatti, poi, mettono le mani nelle tasche dei più deboli. Oltre al danno, puntuale arriva anche la beffa.

Uno che di certo non le manda a dire è il segretario nazionale del Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità (Sfida), Dino Di Tullio di San Nicandro Garganico, interpellato da spagnoli e americani per esportare il suo modello di tutela per i disabili e che, già qualche mese fa, aveva paragonato il governatore pugliese al suo collega che occupa qualche gradino in più sulla scala gerarchica istituzionale della nostra amata Italia. Come a far capire che se la gente cambia, i problemi restano.

In un suo precedente comunicato, che ha fatto parecchio rumore ai piani alti di Via Capruzzi, Di Tullio aveva gridato a gran voce le difficoltà e il disagio che le famiglie devono affrontare nel quotidiano per assicurare ai propri cari una decente esistenza. “Contestiamo - aveva detto qualche mese fa - l’atteggiamento del presidente della Regione Puglia che definendo ‘macelleria sociale’ la manovra del governo Berlusconi, rimane inerte di fronte alla ‘macelleria sociale’ perpetrata ai danni delle famiglie pugliesi, ‘costrette a frequentare’ i centri diurni, che saranno obbligate a interrompere le terapie indispensabili per i propri figli perché non in grado di sostenere mensilmente un tale costo”.

“Il sindacato Sfida - spiega oggi Di Tullio, - dando seguito alle reiterate richieste di intervento da parte delle famiglie di soggetti con disabilità che in Bari e Provincia sono inseriti nei centri diurni socioriabilitativi, continua a denunciare lo stato di disagio vissuto dai pazienti costretti dai centri al pagamento della retta nella misura del 50 percento, considerata l’inadempienza dei Comuni.

“La quota richiesta pari a € 30,92 giornaliere - argomenta - deve essere corrisposta per 26 giorni, per un totale di € 803,92 mensili, a fronte di una pensione di invalidità di 257 euro e di una indennità di accompagnamento di 480 (per chi la percepisce!), per un totale di 737 euro mensili. Per cui la somma corrisposta dallo Stato ai soggetti con disabilità non basta per pagare la retta mensile ai centri diurni. Persistendo questa situazione - conclude, - si vedrà costretto a supportare tutte quelle famiglie che intendono rivendicare il diritto dei propri cari alle cure, anche con azioni forti.” E aggiunge: “Sfida non si stancherà di alzare la voce per chi voce non ha!”

E di questo probabilmente il segretario Di Tullio parlerà ai microfoni di Report, il programma condotto da Milena Gabanelli nell’ambito di un’inchiesta che cercherà di fare luce sugli effetti delle misure messe a punto dalla manovra “trementina” di luglio.

“Il ministro Tremonti - si legge nell’anticipazione del programma di RaiTre - dopo aver lasciato una carriera di successo come tributarista, esperto di un sistema fiscale ‘che fa schifo’, come disse il 1994 nel primo governo Berlusconi, ora si trova costretto dall'emergenza euro a dover tappare le via di fuga agli evasori dietro l’angolo. Ci aspettano manovre delle Regioni e dei Comuni sulle tariffe locali, su trasporti e sanità, senza le liberalizzazioni che avrebbero controbilanciato gli aumenti.

“Il rischio con manovre di questo tipo - continua l’anticipazione - è che le famiglie si debbano caricare sulle spalle anche le spese dei servizi per cui pagano anche le imposte, come sta già succedendo in Veneto e in Puglia. Almeno i sacrifici richiesti mettono a posto definitivamente i conti? Il premio al rischio sul nostro debito sovrano rimane alto, segno che siamo ancora dei sorvegliati speciali.”

Ne sapremo di più domenica 24 ottobre a partire dalle ore 21.30 su RaiTre.

Antonio Ciavarella

 sanmarcoinlamis.eu

 

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