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21/09/2010

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“GINO LISA” NEL CAOS

Clicca per Ingrandire Commentando la notizia del taglio ai finanziamenti regionali ad Aurea, la Borsa del Turismo religioso e delle Aree protette (che mettono seriamente in dubbio il regolare svolgimento della rassegna fieristica, che potrebbe perciò essere trasferita in altre città che si sono candidate a ospitarla) sostenevamo la forte e urgente necessità di un chiarimento con la Regione Puglia circa il riconoscimento della funzione nevralgica che la Capitanata riveste nello scacchiere turistico regionale, riconoscimento che prelude al contestuale adeguamento della pista del Gino Lisa che, com’è adesso, è inadatta a ospitare i voli charter turistici.

Non pretendiamo la luna nel pozzo, anzi. Rivendichiamo semplicemente l’elementare diritto di ciascuna zona della Puglia a vedere riconosciute dall’Ente Regione le proprie vocazioni e le proprie specificità. Sono i numeri a dire, inequivocabilmente, anche se questo fa venire più di un mal di pancia a via Capruzzi, che l’area di maggior rilievo e di maggiore attrattività turistica della Puglia è la provincia di Foggia, col Gargano, il suo Parco Nazionale, il turismo religioso che fa tappa a San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo, con le sue colline che stanno scrivendo con la loro qualità ambientale e la loro capacità propulsiva una bella ma ancora ignorata pagina del libro dello sviluppo dell’intero territorio regionale.

LA REGIONE DEVE FARE CHIAREZZA = Sottolineavamo la necessità di una mobilitazione ampia, diffusa, senza se e senza ma, al di sopra delle appartenenze politiche, da parte della classe dirigente locale. La Regione Puglia non può più eludere le risposte. Alla semplice domanda che abbia posto deve rispondere con un semplice sì o un semplice no. Tertium non datur, direbbero i latini. Il fatto è che la risposte non arrivano, oppure si risponde picche, e nel frattempo la Regione continua a procedere in ben altra direzione. Le notizie che giungono dal fronte aeroportuale hanno dell’inverosimile. Se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere.

Da che mondo è mondo, un aeroporto produce profitti se riesce a essere collettore di una certa quantità di voli aerei. Sembra un gioco di parole, una banalità, ma va rimarcato. Il problema del Lisa, tanto più alla vigilia della paventata scelta dell’Enac che intenderebbe disimpegnarsi dai piccoli scali scaricandone i costi sulle autonomie locali, è proprio quello di incrementare il numero dei voli e dei passeggeri, e proprio consolidando la sua naturale vocazione turistica, a supporto del Gargano. Invece Aeroporti di Puglia medita di realizzare nel cosiddetto “sedime aeroportuale” (ovvero le aree comprese nel perimetro aeroportuale che però non sono destinate alle infrastrutture) un parco fotovoltaico.

Va detto che, dati anche i chiari di luna che abbiamo prima messo in evidenza e le poco rosee prospettive che per il Lisa si aprono dopo la stretta vagheggiata dall’Enac che dall’aeroporto si possano ricavare utili atti a contenere le spese, non è un male in assoluto. Quel che va assolutamente stigmatizzato è che, com’è accaduto altre volte, le decisioni che riguardano lo scalo aeroportuale del capoluogo dauno vengano prese da AdP alla chetichella, senza un confronto con le forze del territorio.

VASCELLO: DECISIONE SCONCERTANTE = Il primo a scendere in campo dopo le indiscrezioni di stampa sulla possibile realizzazione di un parco fotovoltaico all’interno dell’area aeroportuale del Gino Lisa di Foggia è stato il commissario dell’Apt di Foggia, Nicola Vascello, intervistato proprio qualche giorno fa sul rapporto fra il Lisa e il turismo garganico. L’ex assessore provinciale al Turismo aveva detto chiaro e tondo che l’adeguamento della pista è ormai improcrastinabile per consolidare i buoni risultati ottenuti dal Gargano dal punto di vista turistico. E il sospetto che sorge è che dalle parti di via Capruzzi ci sia anche la preclusione verso il pieno riconoscimento della qualità turistica del territorio dauno a tarpare le ali al definitivo decollo del Lisa.

Un brutto circolo vizioso che va spezzato. Per il momento ci prova Vascello, che ha commentato la notizia del possibile parco fotovoltaico con una durissima dichiarazione, che chiarisce molto efficacemente la situazione, e il rischio che deriverebbe al futuro dell’aeroporto qualora l’iniziativa dovesse andare effettivamente in porto. Vascello si dice “sconcertato” dalla notizia, e quindi aggiunge: “Mentre, non più di qualche giorno fa, l’assessore regionale ai Trasporti Minervini in un convegno a Vico dichiarava che non ci sono i fondi per l’allungamento della pista se non attraverso l’attribuzione dei fondi Fas alla Regione Puglia, oggi apprendo invece della disponibilità di 40 milioni di euro da investire per la realizzazione di un parco fotovoltaico. Ritengo che la mission di una società come Aeroporti Puglia debba essere quella di investire risorse finalizzate al miglioramento delle infrastrutture aeroportuali con l’obiettivo di supportare lo sviluppo dei territori e non quella di realizzare parchi fotovoltaici”.

L’aspetto più inquietante della vicenda è infatti proprio quello stigmatizzato da Vascello: mentre da un lato si afferma che non ci sono fondi per procedere all’adeguamento dell’aeroporto, dall’altro si investono risorse per la realizzazione di una infrastruttura che, seppure economicamente conveniente, nulla ha a che vedere con la funzionalità dello scalo che dovrebbe rappresentare invece l’obiettivo primario della società aeroportuale regionale, la quale del resto non ha mai fatto mistero di ritenere il Lisa un aeroporto di serie B.

Ma Vascello preannuncia battaglia, anche dal punto di vista politico: ” Nei prossimi giorni interesserò il gruppo consiliare dell’UdC al Comune di Foggia, affinché approfondiscano la questione col sindaco in modo tale da fare chiarezza sulla vicenda e capire con precisione quale sia l’esatta ubicazione di questo parco, perché non vorrei che fosse l’ennesimo escamotage messo in campo da Aeroporti Puglia per chiudere definitivamente la vicenda Gino Lisa. Voglio ricordare che era attiva sin dai tempi della seconda guerra mondiale una pista (la cosiddetta pista degli inglesi interamente ricadente nel sedime aeroportuale) ortogonale a quella esistente, che se si volesse riprendere in considerazione potrebbe essere realizzata senza procedere a espropri, superando i duemila metri di lunghezza. Non vorrei che la realizzazione di un parco fotovoltaico pregiudicasse definitivamente il possibile sviluppo del Gino Lisa, in una direzione che non preveda ostacoli di nessun genere”.

È vero che il progetto della realizzazione di una seconda pista, trasversale a quella attuale, sembra ormai non più attuale - a causa del suo costo esorbitante, ma anche di una questione di venti e interferenza col cono di atterraggio e decollo dell’aeroporto militare di Amendola, che finirebbe col limitare seriamente l’agibilità della eventuale nuova pista, - ma proprio per questo sembra giunto il momento di fare chiarezza, una volta per tutte.

Luciano Ventura (Quotidiano di Foggia)


LA PISTA TRASVERSALE = A proposito dell’ipotesi Vascello, pubblichiamo la lettera aperta indirizzata a lui (e altri) dal Comitato “Mondo Gino Lisa” nella persona di Angelo Stilla, direttore tecnico “Mondo Gino Lisa” (www.ginolisa.it). Di seguito il testo.

“Il Comitato ‘Mondo Gino Lisa’ (www.ginolisa.it) desidera precisare al commissario dell'Apt di Foggia Nicola Vascello, e a tutti coloro che continuano a pensare alla pista trasversale come a una alternativa percorribile, che sarebbe invece opportuno che tale idea non corretta venga accantonata una volta per tutte, e non venga mai più riproposta, onde evitare di creare inutile confusione sul "Gino Lisa".

“Non dimentichiamoci infatti che in passato, ciò che ha maggiormente impedito il concretizzarsi di una soluzione al problema trentennale della pista troppo corta, è stato proprio il passare e ri-passare continuamente da un'ipotesi all'altra, in una infinita alternanza di alternative e progetti non corretti e/o non approfonditi, contraddittori e non portati avanti con convinzione.

“Quindi, adesso cerchiamo di mettere,con cognizione di causa, tre punti fermi definitivi (e condivisibili da tutti) sulla questione "Aeroporto di Foggia":

1) l'aeroporto di Foggia può essere solo il “Gino Lisa", perchè:
a) Amendola è base aerea militare M.O.B., ossia uno dei 10 scali strategici in Italia mai apribili al traffico civile (es. per i Predator)
b) Borgo Mezzanone, oltre a essere quasi tutto da rifare, è comunque troppo vicino ad Amendola
c) un eventuale nuovo "Aeroporto del Gargano" a Vieste-Peschici è pura ‘eresia’, per motivi economici, ambientali, geografici.

2) La pista 15-33 del "Gino Lisa" da 1440 metri deve essere prima restaurata (ai 1600 mt. originari) e poi allungata a 2000 mt. onde poter entrare davvero nel mercato del traffico aereo moderno:
a) l'allungamento deve avvenire subito a Nord (per 300 mt., 1900 totali), deviando/chiudendo via Gioberti e annettendo il terreno libero, fino alle villette: non ci sono alternative a questo intervento, comunque indispensabile in ogni caso/ipotesi
b) occorre prevedere subito l'interramento della Tangenziale Sud (tunnel autostradale lungo 400 mt. circa) da parte dell'Anas durante i prossimi lavori di raddoppio
c) appena possibile, occorrerà risistemare e allungare la pista anche a Sud (per 100 mt., 2000 totali); se il futuro tunnel sarà realizzato, si potrà poi allungare la pista anche sopra di esso, verso i terreni agricoli a Sud, fino a 2500 mt. totali e oltre.

3) La progettata pista trasversale 07-25 è un investimento troppo costoso e soprattutto inutile, perchè:
a) ha i venti dominanti NNO-SSE a sfavore (laterali), tant'è vero che la vecchia pista della seconda guerra mondiale fu abbandonata ed è oggi scomparsa; quella 15-33 coi medesimi venti dominanti a favore (frontali) è invece rimasta, ed è quella in uso ancora oggi
b) può essere utilizzata solo da e verso ovest, dato che immediatamente a est c'è già lo spazio aereo di Amendola (proibito); i piloti non possono quindi scegliere liberamente in quale verso utilizzarla ogni volta, per provare a compensare i venti sfavorevoli.
c) a detta di tutti i piloti consultati (Alitalia, Darwin Airline, Aeroclub di Foggia), la somma dei due handicap a) e b) la renderebbe frequentemente impraticabile (basterebbero infatti venti dominanti anche di bassa intensità a renderne pericoloso l'utilizzo).

“Quanto detto sopra deriva da Studi, Analisi, Ricerche, Discussioni fatte dal Comitato "Mondo Gino Lisa", basandosi su Foto Satellitari, Manuali di Progettazione Aeroportuale, Elaborazioni con AutoCad, Raffronto con Aeroporti Esistenti, Dibattiti su Forum Internet Specializzati, Consulenze di Piloti, ecc.: pertanto, questi 3 punti sono da considerarsi dei “punti cardine definitivi” da cui deve necessariamente partire qualsiasi intervento di sviluppo “serio” del "Gino Lisa"... sempre che lo si voglia fare, ovviamente!

“Se qualcuno non è d'accordo con questi tre punti (ad es. i sostenitori a oltranza della pista trasversale...), ce lo faccia sapere: saremo ben lieti di confrontare serenamente e costruttivamente le loro argomentazioni con le nostre, documenti e dati alla mano, in qualsiasi sede lo si vorrà fare. Tutto quanto riassunto sopra è esposto in un documento PowerPoint, liberamente scaricabile a questo indirizzo Internet: http://www.ginolisa.it/download/allungamentopista/20100709-RiepilogoProgetto_P0909_Pista2000LD.zip”

 Quotidiano di Foggia + Comunicato

 

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