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03/09/2010

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MICHELE PANELLA: E ADESSO?

Clicca per Ingrandire 31 agosto 2010: è stato il giorno della verità per Michele Panella (foto del titolo, con Carmine Vassallo, vicecoordinatore nazionale Italia del Sud e Isole del Movimento Unione Nazionale; ndr), il dipendente di Tributi Italia di Rodi Garganico, l'agenzia di riscossione espulsa dal registro per decisione del Ministero dell'Economia. Panella da 189 giorni (oggi; ndr) svolge la sua pacifica protesta davanti al municipio della cittadina garganica, presentandosi regolarmente tutti i giorni, con un cartello appeso al collo, nel quale protesta contro la sua mancata riassunzione da parte della società - l'Aipa di Milano - che dopo la chiusura di Tributi Italia si è aggiudicata i servizi di riscossione per conto dell'Amministrazione di Rodi. Quasi tutte le amministrazioni colpite dal crack di Tributi Italia avevano inserito nelle gare d'appalto per l'affidamento del servizio clausole di salvaguardia, in modo che venisse garantita la prosecuzione del rapporto di lavoro dei dipendenti di Tributi Italia.

Ma cosi non è successo a Rodi Garganico, con la conseguenza che l'Aipa ha assunto un giovane del luogo, il cui contratto è scaduto proprio alla fine di agosto. La pacifica protesta di Panella, i suoi accorati appelli rivolti grazie anche al particolare attivismo manifestato su Facebook e sul web, non hanno sortito alcun effetto, tanto da indurre il buon Michele a scrivere l'ennesima, disperata lettera, in cui il lavoratore esordisce ricordando e stigmatizzando "l'indifferenza del mio sindaco Carmine d'Anelli e del mio vice Donato Petrosino" che in questi mesi nulla hanno fatto per affrontare la decimata situazione occupazionale di Panella. "Loro - scrive - hanno sempre da offrirmi la solita elemosina di lavoro cioè quella di fare il parcheggiatore a San Giovanni Rotondo percorrendo 100 km tra andata e ritorno, a 600 euro al mese con benzina a carico mio".

"In tanti mesi che protesto - aggiunge Panella - ho sempre cercato di dialogare con il mio sindaco, cercando di fargli capire che sono in cassa integrazione in deroga dal 15 marzo 2010 e che termina il 15 marzo 2011, e che tale cig è stata concessa ai dipendenti di Tributi Italia per essere favoriti nel reimpiego delle nuove aziende che operano nei comuni. Abbiamo perfino agevolazioni fiscali per eventuali assunzioni nelle nuove aziende, come si legge nel verbale di accordo stipulato tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e i sindacati il 9 marzo 2010".

Ma tutto questo non ha suscitato attenzione alcuna, né da parte dell'azienda che si è aggiudicata l'appalto, e che dovrebbe essere interessata ai benefit previsti nell'intesa, né da parte del Comune. Intanto, come abbiamo già detto, proprio il 31 agosto è scaduto il contratto a tempo determinato che l'Aipa ha stipulato con il giovane di Rodi. Secondo quanto si legge nella lettera firmata da Panella, dovrebbe trattarsi di un contratto pari time, e questo serve forse a comprendere (ma non certo a giustificare) il comportamento dell'Aipa che, di fatto, non ha mantenuto i livelli occupazionali che Tributi Italia aveva in quel di Rodi: se prima era assunto un dipendente a tempo pieno, adesso c'è un collaboratore part-time.

"Io costavo troppo per loro - dice ancora Michele nella sua lettera: - la mia spesa annuale era di 28.000 euro (compresi i contributi previdenziali ed assicurativi)". L'azienda ha invece preferito assumere "un ragazzo che nulla capisce del mio lavoro che ho tenuto per 20 anni e che costa pochissimo, circa 700 euro al mese. Per i loro affari hanno preferito calpestare la mia dignità umana e lavorativa, hanno preferito cancellare in un attimo 20 anni del mio lavoro". Ed eccoci giunti al giorno della verità che vede scadere il contratto di lavoro che legava l'Aipa al giovane assunto part-time. Che farà l'azienda?

"Se rinnovassero il contratto al mio concittadino - aggiunge Panella - io verrei dal mio sindaco e vice calpestato per due volte. Dal mese di ottobre 2009 lotto giorno dopo giorno, giorno dopo giorno tanti appelli ho rivolto alle istituzioni, appelli alla Regione Puglia, al presidente della Provincia, all'Anci Puglia, alla prefettura di Foggia, al Ministero delle Finanze, al Ministero dello Sviluppo economico, al presidente del Consiglio, al vicepresidente della camera Antonio Leone. Ogni articolo di redazione giornalistica lo inviavo alle relative istituzioni che sanno del caso di Michele Panella. Comunque attendo con la fede di Dio se rinnovano il contratto al mio concittadino, attendo anche la decisione del commissario straordinario Luca Veglino: sono convinto che la nuova azienda Aipa dovrà stare molto attenta alla decisione che assumerà il commissario di Tributi Italia e quindi dovrà aspettare e riflettere se rinnovare il contratto al mio concittadino in attesa che il commissario emetta delle direttive su noi dipendenti."

"Se dovesse andare tutto male - conclude Panella, - mi recherò dal prefetto di Foggia Antonio Nunzianle per dirgli cosa sarà del mio futuro, come posso riavere la mia dignità lavorativa e umana, come si potrà fargli capire al mìo sindaco che cerco aiuto, ho 48 anni e famiglia con un bambino di 11 anni. II prefetto di Foggia spero che in tal caso possa trovare una soluzione per me: a 48 anni non si è più ricollocabile, a 48 anni andarmene dal mio paese è molto difficile". La speranza che esprimiamo anche noi della redazione del Quotidiano è che, al di là degli intricati aspetti giuridici e contrattuali della vicenda, qualche anima buona possa interessarsi al destino di Michele Panella.

 Quotidiano di Foggia

 

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