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03/08/2010

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NON DIMENTICATE MAI DI MOSTRARVI NUDI ALLE STELLE

Clicca per Ingrandire “Oggi ho pagato il mio scotto alla fortuna per tre caramelle gommose.

Viste le circostanze posteriori all’antefatto, direi che non è stato un ottimo affare… e la mia vita è stata sempre così. Potrei considerarmi uno sfigato, ma in realtà così non è, e vi spiego il perché. Di pomeriggio mi trovavo sulla spiaggia, in compagnia di quattro spagnole belle e piene di vita. Eravamo sdraiati davanti a un panorama bellissimo, gli odori dei nostri corpi rarefatti dalla pelle salina dovuta ai molteplici bagni e schiamazzi fra le cristalline acque garganiche. Le “coinquilnas” - le avevo così battezzate, maccheronicamente - erano totalmente differenti dalle donne già conosciute.

Dai loro corpi fuoriusciva l’energia di mille donne che l’avevano persa, e ballavano sulla candida sabbia, e saltellavano allegre ignorando gli sguardi attoniti di macchine organiche ormai spente. Giocavano nell’acqua come ingenue bambine, prive di ogni inibizione, e si schizzavano, e tramavano scherzi da farsi. Alla base di uno scoglio avevano trovato piccole cozze e con sguardi pieni di curiosità estraevano dai loro gusci i poveri infanti che crescevano, cercando poi vanamente di salvarli.

Tornati ai nostri giacigli, rimirammo il mare. Poi, io, preso dal relax, mi lasciai andare a pancia in giù, ingordo di ozio e sogni. Solo allora potei notare quello che c’era dietro di me, ovvero due ragazzini spastici, che a stento riuscivano a parlare e muoversi, eppure ridevano di gusto e regalavano a chi li amava occhi pieni di amore. Improvvisamente… fui triste. Pensai ai mille discorsi fatti con amiche e amici, tutti pronti a lagnarsi dei personali problemi, anche quando ogni nostro lembo si colora e s’impregna di fortuna… e mi sentii svuotato, solo per il semplice fatto di non aver mai detto “grazie!”

Grazie, perché sono nato (sono il frutto di due persone magnifiche che mi hanno insegnato tanto nell’arco della vita, e senza di loro io non sarei niente).
Grazie, perché sono nato intelligente (perché della vita non voglio capirne il mistero, voglio solo il brivido della curiosità, la risposta ovvia la lascio sempre a chi non sa sognare).
Grazie, perché ho una famiglia che a modo suo mi ama.
Grazie, perché sono nato bello.
Grazie, perché ho un sacco di gente che mi vuole.
Grazie, perché riesco a regalare emozioni.
Grazie, perché sono in grado di godermi la vita.
Grazie, perché so pensare.
Grazie, perché so scrivere.
Grazie, perché io davanti alla natura sento l’odore della vita, quella autentica (non l’immagine artefatta di un mondo splendido e pulito quando in realtà è solo un ammasso di immondizia. No! Io parlo del mondo vero, fatto di verde e profumi. Fatto di fiori, mille fiori, mille migliaia di fiori, e ne senti il profumo, e gli occhi strabuzzano davanti ai loro sgargianti colori).
Grazie, perché sento (il rumore del mare e del grano i fruscii, la musica di un piano che canta coi gabbiani al primo mattino, quando il sole sorge mogio, per regalarci un’altra giornata della nostra splendida vita).

E dunque no, Vostro Onore, non ci sono assolti, qui sono tutti colpevoli. Me compreso! Direi che sia abbastanza giusta la Sua decisione, quella di abbattere quasi tutta l’umanità, che al mio tempo si fece chiamare “civiltà”, credendo che questa parola significasse: guerra, fame, spargimenti di sangue, malattie, bugie, bugie, bugie, e tante bugie - voleva dire denaro, consumismo, tecnologia, televisione, internet, - porcate, porcate, tante porcate. Voleva dire terrorismo. Voleva dire falso terrorismo. Voleva dire “magna magna”.

E tiro un brutto sospiro, soffocato da un rantolo che mi morde la gola, e dovrei piangere, e dovrei sbattere i pugni contro il muro, e urlare al mondo che non ha mai capito un cazzo, e che gli umani sono stati volgari macchinette al servizio di un teatro squallido… Ma non lo faccio, per rispetto di coloro che ridono e muoiono davanti alla “vera” sfortuna! Sono loro i superiori, I due ragazzi spastici alle mie spalle.

Grazie per il vostro riso, e non dimenticate mai di mostrarvi nudi alle stelle.

Grazie… perché sono ancora vivo!

Michele Marino

 Redazione

 

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