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26/07/2010

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PANELLA CONTRO TUTTI

Clicca per Ingrandire Una vertenza mediatica in piena regola. Da un lato Michele Panella, il dipendente di Tributi Italia non riassunto dall’azienda (l’Aipa di Milano) subentrata nel servizio di riscossione al Comune di Rodi Garganico, e quanti - giornali e amici di Facebook - lo sostengono. Dall’altra il Comune di Rodi Garganico che fino a oggi non ha mosso un dito per tutelare il posto di lavoro del lavoratore. All’orizzonte una scadenza: quella del contratto del collaboratore assunto dalla nuova impresa, al termine della quale Michele Panella si aspetta di venire finalmente riassorbito.

Intanto prosegue la protesta non violenta di Panella, arrivata al 160° giorno, che lo vede col suo cartello al collo davanti al Comune di Rodi dalle 8,30 alle 14. Panella ha respinto quella che giudica “offerta di elemosina” che gli è stata offerta dagli amministratori comunali: un contratto da parcheggiatore a San Giovanni Rotondo, a 600 euro al mese con benzina a carico di Panella, che sarebbe costretto a percorrere cento chilometri al giorno, andata e ritorno.

“Intanto - scrive Michele in una mail inviata alla redazione - si avvicina la data del 31 agosto, scadenza del contratto a tempo determinato part-time del mio concittadino. Il mio timore è che sarà rinnovato, e io sarò bastonato per la seconda volta, calpestato in tutto e per tutto, perderò la mia giusta causa che sto conducendo da più di otto mesi, cioè quella di riprendermi il mio lavoro che ingiustamente mi hanno tolto, non tutelandomi nel bando di gara dopo 20 anni di servizio”.

La protesta di Michele ruota proprio attorno a questo punto essenziale: mentre quasi tutti gli altri Comuni hanno inserito nella gara per il raffinamento del servizio una clausola che salvaguardava i dipendenti di Tributi Italia, non ha fatto lo stesso l’Amministrazione di Rodi. “Ho tutte le giuste condizioni - scrive ancora Panella - per essere assunto nella nuova azienda che opera a Rodi, anche perché lo prevede il verbale di accordo firmato al Ministero del Lavoro del 9 marzo 2010. La nostra salvezza sono le istituzioni locali che devono garantire il nostro ritorno al lavoro attraverso le nuove aziende che operano nei Comuni. Il Comune di Rodi deve prendersi carico del mio appello: ho 48 anni e una famiglia, la mia ultima busta paga era di 1200 euro con 13.ma e 14.ma, ora con la cassa integrazione prendo solo 770 euro al mese fino al 15 marzo 2011, poi sarò in mobilità”.

La cassa integrazione è stata concessa proprio per dare modo ai dipendenti della società di riscossione cancellata dagli albi ministeriali di essere assorbita dalle aziende che sono subentrate nel servizio.


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