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10/06/2010

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NO, NON CI STO!

Clicca per Ingrandire Questa volta non ci sto. No, non ci sto!

Indosso la gonna che per te è troppo corta e la mia camicia preferita, quella che per te urla al mondo il mio essere femmina. Sistemo al meglio i capelli tagliati corti a bella posta con gesti veloci delle dita. Infilo le scarpe. Ultima controllata al trucco. Mi assicuro che il fondotinta sia ben spalmato sotto il collo. Viso nello specchio prima a destra, poi a sinistra. Ripasso il pennello col fard, piccolo ritocco. Il rimmel invece è perfetto. Una leggera passata del rossetto color rosa chiaro sulle labbra. Le muovo in dentro e in fuori, con movimento provocatorio.

Sono pronta.

Afferro decisa con la destra le chiavi sul tavolino, mentre la sinistra porta la borsa: esco! Via... Fuori! Lontano dalla tua sorda gelosia, dalle tue sciapite minacce, dal tuo ossessivo controllo. Questa giornata d'estate è mia. Solo mia. Niente spesa, nessuna commissione. Decido per una passeggiata, un caffè al bar, qualche chiacchiera con occasionali conoscenti. Poi… la sigaretta che malamente mi permetti di fumare.

Torno a casa, con lo spirito e la vanagloria di chi ha appena conquistato un nuovo territorio. Sei già qui, col solito tono inquisitorio. Sei già qui col mio telefonino in mano. Sei già qui… a fare il maschio di casa. Stavolta non ci sto. I tuoi insulti sono lontani, inabissati nella notte dei tempi. E anche questo schiaffo non brucia più di tanto. Infine, le scuse di sempre, per finire poi a letto, dove dimostri le tue doti di completa, totale supremazia fisica. Il tuo piacere, visibile e solitario, ti soddisfa.

Non ti accorgi, neanche questa volta, dell'abilità che ogni donna possiede di fingere quanto fisicamente non sei in grado di regalare. Dentro di me, nel profondo, derido la tua assoluta incapacità di intuire, di percepire un che minimo gesto che possa mettere in dubbio le tue prestazioni.

Come sempre, sei troppo concentrato su te stesso.

 Redazione

 

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  Commenti dei Lettori:

-- 03/07/2010 -- 09:11:03 -- Piero Antonio

La situazione di questa donna è simile a tante altre,perchè molti si riempiono la bocca con la frase:"io sono un uomo" , ritengo, come nel libro "Il giorno della civetta", gli "uomini" divisi in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà… Pochissimi gli uomini; i mezz’uomini pochi, chè mi contenterei l’umanità si fermasse ai mezz’uomini… E invece no, scende ancor più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi…E ancora più giù: i pigliainculo, che vanno diventando un esercito… E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, chè la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre…" Mi piacerebbe parlare con questa Donna... Non fingere più perchè quel "quaquaraquà" continuerà a credersi "uomo"...

 
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