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01/05/2010

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“IL DESTINO È UN BAMBINO A CUI PIACE GIOCARE”

Clicca per Ingrandire Domenico era sempre stato un ragazzo molto sfortunato. Nella vita non gli era mai girato bene nulla. In un caldo pomeriggio di maggio lo sventurato ero uscito per andare al bar, come tutti i pomeriggi, a bere e cercare di eludere la solitudine scambiando quattro chiacchiere con gli altri ubriaconi che frequentavano il bar.

Era uscito di casa con la solita tristezza. Provava ogni giorno a mettere la propria vita nelle mani della sorte comperando un gratta e vinci da cinque euro, e immancabilmente la sfortuna lo faceva perdere. Almeno, si diceva, sfortunato nel gioco… fortunato in amore. E invece no, perché l’impavido sfidava la sorte ogni sera cercando di rimorchiare ragazze che immancabilmente gli consegnavano un due di picche.

Durante un caldo pomeriggio di giugno, il ragazzo, come suo solito, uscì di casa per andare al bar ma dimenticò il portafogli a casa. Entrò nel bar e, come suo solito, era pronto a chiedere al barista di consegnarli un gratta e vinci, quando tastandosi le tasche si accorse che gli mancava il portafogli. Mentre sussultava per la sorpresa, un pensionato passato davanti a lui chiese al barista un gratta e vinci da cinque euro… e vinse la considerevole cifra di un milione di euro.

Quello doveva essere il “suo” gratta e vinci …

Domenico bestemmiò, senza alcun controllo e ritegno, e per poco non tentò di uccidere il pensionato che gli aveva rubato la fortuna. Il barista fu costretto ad allontanarlo dal bar. Preso da un furia senza precedenti, il ragazzo sfogò la rabbia su un cassonetto dell’immondizia continuando a urlare a gran voce la propria sventura tanto da richiamare l’attenzione di una volante dei carabinieri che lo arrestò con l’accusa di disturbo della quiete pubblica. Il ragazzo era incensurato e la pena, terminato il processo, fu lieve, ma il giudice ritenne necessario l’intervento di uno psicologo.

Così Domenico fu costretto a frequentare le sedute della dottoressa Mara Gigli. La rabbia, ormai svanita, aveva lasciato il posto alla convinzione rassegnata di essere davvero sfortunato. La dott.ssa Gigli, alle prime armi nel suo lavoro, non era di certo una donna bellissima, anche se faceva tipo, e man mano che le sedute andavano avanti Domenico cominciava a provare qualcosa di forte per quella donna che lo ascoltava con tanto affetto. Lei, dal canto suo, era sempre stata una reclusa mentalmente plagiata e, spinta dalla sindrome della crocerossina, s’innamorò del suo paziente.

Domenico prese coraggio e le chiese di uscire. Lei… accettò.

I due cominciarono a frequentarsi e nacque così una bellissima storia d’amore tra due esseri soli che finalmente avevano trovato l’anima gemella. Si sposarono due anni dopo ed ebbero due bellissimi bambini. Ma… se il destino avesse deciso di giocare in maniera diversa, cosa sarebbe successo?

Durante un caldo pomeriggio di giugno, il ragazzo, come suo solito, uscì di casa per andare al bar. Ma quel pomeriggio dimenticò le chiavi di casa. Entrò nel bar e, come suo solito, tirò fuori cinque euro dal portafogli e chiese un gratta e vinci. Si mise in disparte, come sempre, e cominciò a grattare speranzoso che una volta tanto la fortuna girasse… e non poté credere ai suoi occhi quando vide che quel biglietto valeva un milione di euro. Esplose così nella gioia più totale. Offrì da bere a tutti e tutti fecero festa fino a tarda notte, in particolar modo Domenico, che prese in simpatia un pensionato, anche lui accanito giocatore di gratta e vinci.

Il vecchietto invitò l’ormai fortunato ragazzo a cena a casa sua, dove Domenico ne conobbe la figlia. Serafina non era poi una bellissima donna, anche se faceva tipo. Così Domenico cominciò a spendere un po’ della sua fortuna per fare breccia nel suo cuore e dopo ingenti somme spese, alla fine ebbe successo. I due si sposarono un anno dopo ed ebbero un figlio. Tuttavia le cose non andavano a gonfie vele, e dopo cinque anni di matrimonio, una sera, Domenico tornò a casa prima del previsto, perché si era accorto di aver dimenticato il portafoglio, e trovò Serafina a letto con un altro uomo.

Domenico diede di matto e quasi uccise i due amanti a forza di botte. Ernesto, l’amante di Serafina, denunciò l’accaduto e il giovane venne arrestato. Dato che era incensurato, e la provocazione era stata notevole, la pena fu lieve, ma il giudice ritenne che l’uomo avesse bisogno di sottoporsi ad alcune sedute di psicanalisi.

Così Domenico conobbe la dottoressa Mara Gigli, una donna che faceva ancora tipo e di recente aveva divorziato dal marito Ernesto per infedeltà coniugale. Domenico cominciò a provare un forte sentimento per quella donna che stava ad ascoltarlo, e alla fine le chiese di uscire. Mara, delusa dagli uomini, aveva superato la sindrome da crocerossina e rifiutò l’invito. Domenico si ridusse sul lastrico e visse da solo e in maniera precaria per il resto della vita.

Fortuna o sfortuna sono solo piccoli dettagli: è il destino che fa la differenza.

Michele Marino


 Redazione

 

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