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10/03/2010

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PREVENIRE, MEGLIO DI CURARE

Clicca per Ingrandire “Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni garganiche colpite dagli eventi atmosferici delle ultime ore, ma dico anche che è ora di intervenire seriamente per evitare i guasti e i danni dell’incuria, perpetrati da una scellerata politica che abbandona i territori e le periferie della nostra Provincia”. Così Vito Guerrera (già assessore provinciale ai Lavori Pubblici; ndr) commenta gli eventi che hanno colpito il Gargano nord e, specificamente, i Comuni di Vieste e Peschici (foto del titolo, alluvione del 1968; ndr).

“In Capitanata non esiste un controllo del territorio e dei luoghi a rischio. Non esiste un centro operativo che coordini gli interventi. Non esiste prevenzione e preparazione e la Protezione civile, chiamata a intervenire, spesso si basa su associazioni di volontariato che non hanno mezzi e attrezzature per fare fronte alle emergenze. In questo senso Regione e Provincia aspettano sempre che arrivi la tempesta per intervenire e pretendono di svuotare una piscina con un bicchiere”.

E continua: “Sabato scorso ho incontrato alcuni rappresentanti delle associazioni di Protezione civile di Capitanata, ho raccolto le loro frustrazioni e il loro grido d’allarme perché altre Regioni d’Italia organizzano corsi e pianificano interventi, da noi tutto è lasciato al sacrificio dei volontari che, in alcuni casi, devono arrivare fino a Taranto per recuperare le idrovore per liberare dall’acqua le zone allagate. Solo sotto la mia guida - aggiunge - la Provincia di Foggia si è dotata di un protocollo d’intervento. Prima si andava a caso e senza coordinamento, tanto che nella recente esondazione del Fortore si è rischiata la tragedia se non ci fosse stata la segnalazione, casuale, di bloccare il tratto ferroviario prima del transito del treno Termoli-Foggia.

“Non si può contare sempre sulla fortuna - conclude, - occorre professionalità, coordinamento e mezzi per intervenire, ma la Regione Puglia preferisce spendere soldi per dotare di tute nuove i volontari del Piemonte e lascia a mani nude i nostri volontari”.



 Comunicato (foto Elia Salcuni)

 

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