Testa

 Oggi è :  20/04/2019

Benvenuto  nel Giornale

CERCA GLI ARTICOLI :

  

Testo scorrevole
Sx

  L'ARTICOLO

02/03/2010

Dimensione carattere normale  Ingrandisci dimensione carattere  Ingrandisci dimensione carattere

Segnala

IL 5 IN CONDOTTA

Clicca per Ingrandire "Il 5 in condotta è il frutto di un insuccesso annunciato". Così, Annalisa Martino, responsabile per la Scuola dell'Italia dei Diritti, commenta il rapporto del Ministero dell'Istruzione secondo cui nel primo quadrimestre le insufficienze in condotta degli studenti italiani sarebbero aumentate rispetto allo scorso anno. "Il 5 in condotta - continua l'esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro - è uno strumento nelle mani di insegnanti esasperati per l'assoluta mancanza di politiche scolastiche degne di un paese come l'Italia.

“Da parte del ministro Gelmini - aggiunge - ascoltiamo sempre e soltanto parole demagogiche, ci parla di attenzione alla meritocrazia e poi non fa nulla in questo senso nel reclutamento degli insegnanti. Né tanto meno si pensa a migliorare le condizioni di vita nelle nostre classi, spesso sovraffollate. Siamo in una situazione talmente deficitaria che non è possibile infondere motivazione nei ragazzi. Tutto ciò dà origine a situazioni border line e in questo contesto l'unica arma nelle mani degli insegnanti è il 5 in condotta. Di questo passo - conclude la Martino - la scuola italiana andrà sempre peggiorando".


Rincara la dose Gianni Toffali da Verona. “Con la reintroduzione del voto in condotta, la Gelmini ha determinato due importanti risultati. Ha stroncato la carriera ai somari promossi grazie al sei politico di sinistra memoria, e soprattutto messo a nudo la rettitudine o la maleducazione degli studenti. Tuttavia, resta ancora tutto da verificare se la riforma Gelmini sia bastata per innalzare l’eccellenza della scuola italiana. Come risaputo (anche se è politicamente scorretto rilevarlo), tutto ciò che è pubblico, “difetta” di deficienze organiche, strutturali e individuali.

“Nella fattispecie della scuola pubblica, non è irriverenza asserire che il tasso di ignoranza e impreparazione degli studenti sia senza ombra di dubbio imputabile alle “protezioni” e ai privilegi di cui godono i docenti italiani. Ma se la scuola pubblica italiana sforna emeriti ciuchi, perché la Gelmini invece di ostinarsi a riformare l’irriformabile e cedere ai ricatti della casta degli insegnanti, non prende ad esempio quanto è accaduto nei giorni scorsi in America?

“Come riportato dai media mondiali, in un liceo del Rhode Island il provveditorato ha licenziato in tronco tutto il personale, 74 insegnanti compresi. La decisione ha riguardato anche il preside e i 18 membri del personale scolastico. Il provveditorato ha precisato che la decisione è stata presa perché il sindacato degli insegnanti non aveva accettato una serie di riforme che includevano un allungamento dell’orario delle lezioni. Da Washington è arrivato il plauso dell’amministrazione Obama. “Una scelta coraggiosa per il bene dei ragazzi” ha detto il ministro dell’Istruzione Armne Duncan.

“E chi l’avrebbe detto che il democratico Obama fosse un fan del ministro Brunetta a cui la Gelmini dovrebbe chiedere più spesso consigli sul come mandare a casa gli insegnanti fannulloni che hanno scambiato l’istruzione per un ammortizzatore sociale di imboscati e incompetenti?”


 Redazione (vignetta di Bruno Carioli)

 

Dimensione carattere normale  Ingrandisci dimensione carattere  Ingrandisci dimensione carattere

Segnala

 

 
 

  Commenti dei Lettori:

 
Dx
 

ACCESSO AREA UTENTI

 

 Username

Password

 

Area Privata

Logout >>

 

     IL SONDAGGIO

 
 

VIDEO DELLA SETTIMANA

ESTATE E SANITA

 

STATISTICHE .....

Utenti on line: 286

 
 
Inferiore

powered by Elia Tavaglione

Copyright © 2008 new PUNTO DI STELLA Registrazione Tribunale n. 137 del 27/11/2008.

Tutti i diritti riservati.